La migliore garanzia che la Scuderia Mantova Corse possiede di non dover restituire il Gran Premio Nuvolari al suo legittimo proprietario, l’ACI Mantova, è la permanenza in carica dell’attuale consiglio direttivo.

MANTOVA – Cioè di quelle identiche persone che, ad eccezione di Gianluigi Medeghini, che ancora non ne faceva parte, nel 2001 hanno deliberato di cedere armi e bagagli alle persone che sedevano con loro in consiglio, nonostante il parere dello Studio Binelli circa il fatto che nessuno potesse usare il marchio Gran Premio Nuvolari senza il consenso dell’ente. Attendersi che oggi questo Direttivo, che se ne sta incollato alla propria poltrona, vorrebbe dire pretendere che essi facciano causa a loro stessi. Finché queste persone, con la permanenza in carica, faranno da schermo alla Mantova Corse, la Scuderia non avrà nulla da temere (o quasi). La cinghia che lega questi attori è prossima alla rottura.

Ben venga la nomina di un Commissario ad acta con il compito di attuare un drastico cambiamento. Solo così si volterà pagina e coloro che hanno creato il danno e lo hanno tenuto coperto per tutti questi anni saranno chiamati a rispondere. L’ente potrà vedere così tutelati i suoi diritti economici e di immagine. Non è un caso che all’ACI di Brescia, dove la situazione intorno alla Mille Miglia era speculare a questa di Mantova, l’ente è rinato economicamente quando gli amministratori, lì da venti anni, sono stati mandati a casa ed è arrivato un Commissario che ha fatto le pulizie di Pasqua.

Gran Premio NuvolariStrano, ma non troppo, che venga preso alla leggera. Scandalo Gran Premio Nuvolari. Questione economica eppure etica. Tale da coinvolgere tutta la comunità mantovana. Perché il rispetto della storia è fondamentale. Altresì importante il
rispetto delle persone. Per il fatto che in questo vortice da cerchione magico e da cinghia di trasmissione, rispettabili esponenti sono entrati o si sono fatti trascinare in un vortice per nulla consono ai ruoli istituzionali che rivestono.
Sfruttare l’immagine del Grande Campione dei motori per meri interessi e sfizi personali è una ferita culturale e, appunto, economica e morale che i mantovani non meritano. Per di più alla vigilia del 2019, anno in cui la città sarà Capitale dello Sport.
Questa vicenda è ormai alla luce del sole.
Di recente anche il quotidiano la Voce di Mantova si è accodato alla campagna di informazione sul caso che il nostro giornale sta affrontando dallo scorso autunno. Ovvero l’Automobile Club si fa strappare il marchio Gran Premio Nuvolari – evento internazionale riservato alle auto storiche – a favore dei soci della Scuderia Mantova Corse. Con evidenti conflitti di interessi (Luca Bergamaschi già conservatore del Museo Nuvolari e componente, insieme al socio Fabio Novelli, del direttivo Aci) che hanno portato la stessa Scuderia a ricavi annuali di centinaia di migliaia di euro.
Tutto questo a danno di un ente pubblico qual è l’Automobile Club che continua a trovarsi finanziariamente con l’acqua alla gola. I consiglieri che si sono fatti scippare quel prestigioso marchio sono gli stessi che ci sono oggi! C’è il presidente Giancarlo Pascal, apprezzato medico dalle indubbie qualità professionali. E c’è nientemeno che il presidente di Confindustria, Alberto Marenghi, figlio dell’indimenticabile presidente Franco ideatore del Memorial Nuvolari poi trasformato in Gran Premio. In consiglio siede pure un qualificato dirigente, ovvero Enrico Marocchi già segretario generale della Camera di commercio e ora presidente della benemerita Casa del Sole onlus. A loro si aggiunge Gianluigi Medeghini nel ruolo di vice presidente, affermata personalità nel mondo dell’automobilismo.

Aci MantovaPersone che sinora sono rimaste indifferenti a questo scandalo scoppiato dopo anni di silenzi. Riconoscere gli errori sarebbe un gesto apprezzabile e dimettersi sarebbe dignitoso. L’azzeramento dei vertici potrà permettere a un Commissario, al di sopra delle parti, di fare piazza pulita e rivedere tutta la questione riportando a casa ciò di cui impunemente la Scuderia Mantova Corse si è impossessata.
Come si può capire, figure di spicco della vita cittadina che continuano a restare al loro posto perdendo di vista quello che è il compito di chi deve gestire un ente pubblico e di chi ha avuto l’onore di ereditare il patrimonio umano e sportivo di Tazio Nuvolari. Aci che vive o sopravvive grazie ai suoi utenti che si sentono presi in giro. Il Gran Premio è un prestigio per la città e un valore per le casse dell’Aci.
Poco edificante la posizione del presidente nazionale: l’ingegnere Angelo Sticchi Damiani rispetta l’alterazione popolare dantesca “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Stimato numero uno che non conferisce l’adeguato valore all’Aci Mantova che da fiore all’occhiello, proprio per avere come “padrino” Nuvolari, è passato a esempio da non seguire. Cosa comporta tale situazione? Troppi interessi privati. Nella simbolica cinghia di trasmissione, ormai arrivata al punto di rottura, entrano altri personaggi quali
Giorgio Menani la cui indiscutibile preparazione professionale lo vede alla presidenza del Collegio dei revisori dei conti ma anche presidente della Scuderia Nazionale Tazio Nuvolari. Luigi Simoneschi, esperto e appassionato di motori, approfitta della delega presidenziale Aci quale “capo” della Commissione sportiva per diventare un ingranaggio della cinghia della Scuderia Mantova Corse e del Gran Premio. Il presidente Pascal responsabile medico. E poi le visite vengono effettuate? Tutti onlus, pare.
Una sequenza di figli, parenti e amici che usano Aci quale passepartout sempre sotto l’ala della Scuderia di Marco Marani, Luca Bergamaschi e Claudio Rossi. Ed eccoli partecipare al taglio del nastro della scalinata al Museo Nuvolari. Un cero nel funereo memoriale. E il conservatore Lorenzo Montagner è tutto quanto sa proporre o che non gli lasciano proporre?