MANTOVA – Esiste una forma di espressione in grado di comunicare senza il bisogno di parole: attraverso la rivelazione dello sguardo, il virtuosismo del corpo, la dimensione dell’immaginario. E’ il teatro dei luoghi che vive di movimento e tensione, crea cortocircuiti creativi tra spazio e visione e si nutre dello stupore.

Open (Other Performaces EN plein air) è il festival che Fondazione Umberto Artioli Mantova Capitale Europea dello Spettacolo propone per l’inizio della prossima estate 2018. Approderà a Mantova tra l’8 e il 10 giugno e agirà su alcuni luoghi chiave della città: dagli spazi aperti di piazza Mantegna, fino a Palazzo Te, coinvolgendone i giardini e l’esedra.

“Adesso – ha osservato l’assessore alla creatività e al welfare Andrea Caprini nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta martedì 27 marzo- recuperiamo un’idea che non è mai tramontata: quella di portare il teatro negli spazi aperti, dentro il cuore della città. Significativo il palinsesto di questi tre giorni, durante i quali si alterneranno compagnie professioniste italiane e straniere e compagnie emergenti che vogliono provare ad esibirsi davanti al pubblico. Con la cultura rigenereremo non solo piazze ma anche altri spazi come i giardini del Te».

«Il coinvolgimento dei giovani è sostanziale nel nostro progetto – ha aggiunto il presidente della Fondazione Artioli, Francesco Ghisi -. Abbiamo, infatti, ripristinato il concorso “i giovani e la commedia dell’arte”, giunto alla quinta edizione, dopo alcuni anni di interruzione. Ci sarà anche un concorso fotografico social e un progetto di alternanza scuola-lavoro che siamo riusciti a concludere con il Liceo Classico Virgilio. Vogliamo, inoltre, creare un gruppo di volontari per avere un coinvolgimento attivo della cittadinanza, ma non vogliamo certo fare concorrenza alle magliette blu del Festivaletteratura».

Enrica Provasi, consulente artistico del festival assieme a Federico Ferrari, ha parlato delle location delle performance all’aperto, negli spazi pubblici (Open è, appunto, l’acronimo di Other Performances EN plein air): «C’è la volontà di valorizzare i giardini del Tè che attualmente risultano marginali nella città, cosi come terremo spettacoli all’interno dell’Esedra. Sarà un piccolo festival di qualità realizzato con un budget limitato, 40mila euro, ma che avrà una prospettiva triennale, visto che lo abbiamo candidato ad un bando del ministero per accedere al Fondo unico dello spettacolo».

Come forma di spettacolo multidisciplinare in grado di trasformare gli edifici e i monumenti della città in scenografie naturali, il teatro urbano nasce da diversi generi di rappresentazione – estranei agli edifici teatrali tradizionali – e si manifesta in forme sia colte sia popolari, in un’evoluzione continua dei linguaggi che, dall’espressione del corpo alle tecnologie e alle estetiche contemporanee, reinventa e si riappropria degli spazi della città.
Per questa prima edizione del festival che ci auguriamo possa essere l’inizio di un progetto pluriennale in grado di radicarsi nella città, si è cercato un approccio multidisciplinare, capace di accostare linguaggi ibridi e molteplici, dal teatro per spazi aperti al teatro di strada al nouveau cirque contemporaneo, alla Commedia dell’Arte. Gli spettacoli sono pensati anche per valorizzare luoghi che attualmente risultano marginalmente coinvolti dagli eventi culturali della città e decentrati rispetto al centro storico – come nel caso dei Giardini del Te – con l’obiettivo di realizzare un’azione di autentica rigenerazione di quest’area del tessuto urbano.

Le proposte spazieranno dalla ricerca sugli spazi aperti tra ritmo e azione fisica del Teatro dei Venti, all’atmosfera retrò del nouveau cirque di Circo Patuf, in bilico tra malinconia e riso sardonico. E ancora: dalla manipolazione del fuoco del Drago Bianco – nella bellezza del gesto in rapporto all’elemento igneo – all’acqua che prende forma aerea con le delicate illusioni create dalle bolle di Bubble on Circus. Acrobatica e ricerca sul corpo saranno l’elemento distintivo di Circo Puntino, mentre l’atmosfera surreale dei Tony Clifton Circus combinerà l’irrazionale e l’anomalia con spirito ironico.

Oltre alla presenza delle compagnie e degli artisti invitati, Open Festival lancia una Call for artist per selezionare giovani compagnie emergenti da affiancare con una sezione OFF alla programmazione ufficiale. La call, aperta fino alla fine di aprile, prevede anche un premio del pubblico al miglior spettacolo.

Ritorna infine il bando di Fondazione Artioli “I giovani e la Commedia dell’Arte”, quest’anno alla sua quinta edizione: il progetto vuole avvicinare le nuove generazioni e il grande pubblico alla Commedia dell’Arte e propone agli allievi delle Accademie e delle Scuole di Teatro un concorso per la realizzazione di brevi performance a partire da una selezione bibliografica di canovacci teatrali del periodo compreso tra la seconda metà del ‘400 e la prima metà del ‘600.
Il concorso si concluderà il 23 maggio al Teatro Bibiena, con una serata di gala ed una premiazione ai tre progetti migliori. La giuria, di fronte a cui si esibiranno i concorrenti, sarà presieduta da Enrico Bonavera. Le performance vincitrici di questa terza edizione saranno inserite nella programmazione di Open Festival e presentate al grande pubblico nel weekend dell’8-10 giugno.

Il programma prevede cinque compagnie di teatro urbano, teatro di strada e performing art (16 spettacoli gratuiti), una compagnia di nouveau cirque con Chapiteau (5 spettacoli a pagamento), tre compagnie emergenti (6 spettacoli sezione Open off gratuiti) per un totale di 27 spettacoli.
E inoltre un laboratorio per giovanissimi (gratuito), un concorso per giovani attori “I Giovani e la Commedia dell’Arte”, un concorso fotografico social; le attività di alternanza scuola lavoro con coinvolgimento degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore; la reazione di un gruppo di volontari per il coinvolgimento attivo della cittadinanza. Le location degli spettacoli sono in piazza Mantegna, nei giardini del Te e l’esedra di Palazzo Te.

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