MANTOVA – Grazie alle “agende visive” i bambini autistici entrano nei Musei Civici di Mantova per visite guidate e didattiche assieme ai propri compagni di classe. Sol.Co Mantova, Comune di Mantova e Musei Civici uniscono le forze per il progetto “Autismo-Musei senza barriere” che ha l’obiettivo di favorire la partecipazione dei bambini e dei ragazzi con sindrome dello spettro autistico alle visite scolastiche presso Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano. Si tratta della prima esperienza su questo versante nel mantovano e tra le prime in Lombardia.

I Musei Civici attiveranno il nuovo Servizio “Percorsi per classi con bambini con autismo”, a cura della propria area didattica, in collaborazione con “Spazio Autismo” di Sol.Co Mantova, che si presterà ad effettuare una formazione specifica sull’autismo al personale che lavora presso i due palazzi storici della città. Le “agende visive”, ovvero gli strumenti che consentono l’implementazione di percorsi specifici ai musei per i bambini con autismo (e non solo), sono già attive. Tale nuova opportunità verrà adeguatamente comunicata sul sito Internet dei Musei Civici in modo tale che le scuole possano conoscere e richiedere tale servizio per bambini autistici.

E per dare il via all’importante progetto, due “agende visive” relative ai percorsi di Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano, venerdì 6 aprile, presso il Comune di Mantova, sono state donate al sindaco Mattia Palazzi da parte dei bambini delle due classi quarte della scuola primaria di Cavriana. Il progetto “Autismo-Musei senza barriere” è stato presentato nella sala Consiliare del Municipio dall’assessore al Welfare del Comune di Mantova Andrea Caprini, dal vicesindaco di Cavriana Matteo Guardini, dalla presidente di Sol.Co Manuela Righi, dalla psicologa, psicoterapeuta e direttore del Tavolo Autismo di Sol.Co Silla Dall’Olio, dalla psicologa, referente scientifico di Spazio Autismo di Sol.Co Mantova e consulente in Analisi Applicata del Comportamento Laura Delfino, dalla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Guidizzolo Maria Teresa Ruberti, dal direttore dei Musei Civici Stefano Benetti e dalla responsabile dell’area didattica dei Musei Civici Antonella Cancellara.

Oltre alle due classi quarte della scuola primaria di Cavriana con le rispettive insegnanti, era presente l’alunno Gabriele, affiancato dai genitori, il bambino autistico grazie al quale è partito tale progetto. Ecco come funziona. L’area didattica del museo, nel momento in cui viene a conoscenza della presenza di uno o più bambini autistici in una classe o in un gruppo di visita, potrà inviare direttamente via mail l’agenda visiva all’Istituto Comprensivo di riferimento. Una volta scaricato il materiale, gli insegnanti e i genitori possono far vedere al bambino con autismo il percorso della visita al museo tramite agenda (il file essendo in formato word è adattabile alle esigenze delle singole scuole). Durante la visita, al momento, non è prevista la presenza di personale esterno ai Musei Civici (il bambino sarà sempre affiancato dalle sue insegnanti /educatrici di riferimento e non da persone a lui sconosciute). Questo giustifica anche l’assenza di costi del progetto didattico.

 

Il progetto “Autismo-Musei senza barriere” nasce proprio da una visita didattica: di per sé una cosa semplice e apprezzata da tanti alunni, ma che diventa fonte di preoccupazione e di angoscia per tanti bambini con autismo e per le loro famiglie, che il più delle volte si trovano costrette a rinunciare a questa e tante altre opportunità.

Tutto, quindi, inizia da Gabriele, “Gabri”, un bambino di quarta elementare di Cavriana. La sua classe prevede di andare in gita per visitare la collezione egizia e mesopotamica di Palazzo Te. Cosa fare con Gabri? Potrà andare assieme ai suoi compagni? O dovrà rimanere a casa? Si fa presente che Gabriele è seguito da un team di persone che in vario modo si occupano di lui: le sue insegnanti di classe, l’insegnante di sostegno, l’educatrice ad personam, la consulente Aba della famiglia.

Dopo un breve confronto fra tutte queste persone e i suoi genitori, si decide che Gabri deve poter andare in visita a Palazzo Te. Tutti i bambini devono poterci andare. La differenza la fanno i supporti. Quando si parla di disabilità si pensa alle barriere architettoniche, ma nell’Autismo le barriere sono altre. Le barriere per Gabri sono le cose che non conosce, la paura dei cambiamenti, l’eccessiva stimolazione sensoriale, che a volte lo disorienta e a volte lo disturba. Per queste difficoltà, però, si può fare tanto, questo lo dicono gli esperti e lo dicono le Linee Guida per l’Autismo.

In questo caso, dunque, i supporti sono stati creati grazie all’importante lavoro che ha visto la sinergia tra l’area didattica dei Musei Civici di Mantova e lo Spazio Autismo di Sol.Co. E così viene creata una “agenda visiva” del percorso che Gabriele dovrà affrontare: grazie a questo supporto riesce a partecipare alla visita programmata a Palazzo Te e a compierla tutta. Sembra una cosa da poco, ma è un grande traguardo per chi, come Gabri, rischia di non vivere queste importanti esperienze e rimanere a casa.

I compagni di classe di Gabriele assistono felici ai traguardi compiuti dal loro amico e decidono di donare tale “agenda visiva” a tanti altri bambini con autismo, i quali, così, potranno partecipare alle uscite scolastiche didattiche nei Musei Civici.

 

Il disturbo dello spettro autistico, è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente tre aree: linguaggio e comunicazione, interazione sociale e interessi ristretti e stereotipati. L’autismo ha esordio nei primi tre anni di vita e può essere accompagnato da ritardo mentale lieve, medio o grave. Negli ultimi anni si è assistito a un incremento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico. L’incremento di prevalenza è stato così marcato da aver fatto parlare di una “epidemia” di autismo: un caso ogni 150 bambini. L’ipotesi di una vera e propria epidemia di autismo è confutata da molti autori, che associano, almeno in parte, tale incremento all’allargamento dei criteri diagnostici e all’abbassamento dell’età alla diagnosi. Le cause dell’autismo, invece, risultano ancora ad oggi sconosciute, anche se i ricercatori concordano nell’affermare che nei disturbi dello spettro autistico entrano in gioco cause neurobiologiche, costituzionali e ambientali acquisite. Le linee guida per l’autismo dichiarano che bisogna intervenire tempestivamente e precocemente. Ecco perché sono importanti progetti come questo realizzato da Sol.Co, Comune di Mantova e Musei Civici, che riescano ad includere davvero i bambini con autismo nelle attività dei loro compagni. Perché non è vero che i bambini autistici non vogliono stare con gli altri, ma hanno solo bisogno di essere aiutati per accedere alle opportunità che fanno parte della quotidianità. Se questi supporti sono sostenuti da Istituti Comprensivi validi e da centri culturali importanti e sensibili, allora tutto diventa più semplice.

Spazio Autismo quest’anno vuole incidere proprio sulla cultura supportando tutti quei siti, scuole, musei, centri di aggregazione, ma anche pizzerie e ristoranti, tramite strumenti e formazioni, che consentano a tutti questi luoghi di diventare autism friendly, ovvero sensibili all’autismo.