Aci Mantova

Sanatoria dalla Presidenza romana per i componenti del direttivo considerati in carica nonostante inadempienti per oltre 10 anni. ALLORA QUESTO VALE anche per i 7828 Iscritti! Bavaglio all’intervento dell’unico socio che chiedeva chiarezza e trasparenza

Egregio presidente Alberto Marenghi, nell’assemblea di sabato 28 aprile lei mi ha tolto la parola. Stavo riassumendo i termini di uno tra i più scellerati scandali mantovani. Detto in poche parole:
lo “scippo” del Gran Premio Nuvolari e il debito di AC Mantova verso creditori di oltre un milione e 300mila euro. Intervento, appunto il mio, “non coerente” perché “non riferentesi al bilancio 2017
dell’Automobile Club Mantova”. Errore. Mi ha censurato nel momento in cui arrivavo a coinvolgerla (offrendole una chance di riscatto verso altri). Approfittando del “caso” sollevato dal nostro giornale, è riuscito a sedersi sulla poltrona che fu di suo padre Franco. Non voleva sentirsi dire che lei è stato tra chi ha permesso che il Gran Premio Nuvolari venisse “scalpato” da due ex colleghi nel consiglio direttivo nel 2001.
Il mio era un intervento da socio effettivo, peraltro preoccupato di come questo ente sia stato gestito e venga gestito sempre dai soliti noti. Mi risulta difficile dare un significato al termine di “casta”: Automobile Club ente puro e rispettoso delle regole, anche morali, oppure Automobile Club che si attribuisce speciali diritti e privilegi? Lascio a lei la risposta e ai 62 soci che hanno approvato il bilancio del suo predecessore. L’unico voto contrario è stato il mio. E me ne vanto.

Alberto MarenghiEgregio presidente Marenghi, il risultato di 62 a 1 appare clamoroso. Ma non come lei potrebbe pensare. Sovente capita che basti proprio quell’1 per chiedersi: come mai? Le segnalo un episodio storico quanto significativo in merito. Se lo fissi bene in mente, a futura memoria.
Il 15 giugno 1980 i soci della Cooperativa Citem – proprietaria della Gazzetta di Mantova – si riuniscono in assemblea per decidere se vendere o meno alla Mondadori la testata del più antico quotidiano d’Italia. Dei 63 soci aventi diritto – guardi la casualità: 63! – votarono in 58, con 57 favorevoli e un solo contrario. Fu la fine della “vera” Gazzetta. Tra i favorevoli c’ero anch’io: troppo giovane per capire, come lei. A distanza di anni, mi ricredo dando ragione all’operaio che aveva detto in assemblea: “Non voglio che un domani debba pentirmi di aver perso quello che i nostri padri ci hanno lasciato”. A voi del consiglio direttivo ACI, incollati alle poltrone, Tazio Nuvolari ha lasciato un’eredità che comprende il suo prestigioso nome, l’onestà e l’Automobile Club quale impeccabile figura di presidente.

Ritiene che sia stata o venga veramente rispettata la mission dell’ente che ora ha il privilegio di guidare? Che dire del suo indimenticabile padre, dottor Franco, “inventore” del Memorial Nuvolari diventato poi Gran Premio (ero con lui alla presentazione nel 1990)? Un tragico incidente stradale, nel maggio del 1996, lo ha stroncato troppo presto. Aveva affidato alla Scuderia Mantova Corse
l’organizzazione della gara. Scomparso lui, due suoi colleghi del direttivo – Luca Bergamaschi e Fabio Novelli (Mantova Corse) – come avvoltoi, si sono impossessati di quel patrimonio.
E voi – Giancarlo Pascal, Alberto Marenghi ed Enrico Marocchi, insieme all’allora presidente Vincenzo Ghidini – avete privato l’ente pubblico della propria eredità.

Continua sull’edizione numero 16 del 4 maggio in edicola…

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