Black Bloc

Pannelli in legno lì dove c’erano vetrine. All’interno: tutto completamente distrutto con sassi, spranghe, fuoco, spray. È il McDonald’s vandalizzato, il 1° maggio, a Parigi. Così immortalato, con lo smartphone, il giorno seguente, alle 8. Completamente ripulito il marciapiede antistante dove c’è anche l’entrata/uscita della Métro. Cancellate le scritte alle pareti esterne. La sua sede fiancheggia, in rue Buffon (V arrondissement), la Galerie de Paléontologie et Anatomie comparée e la Grande Galerie de l’Évolution del Muséum national de l’Histoire naturelle, nel Jardin des Plantes – orto botanico e giardino zoologico – all’url mnhn.fr In boulevard de l’Hôpital (XIII arrondissement), invece, sta di fronte alla Gare d’Austerlitz, una delle grandi stazioni ferroviarie della Capitale.

Mc Donald'sSi trova lungo il percorso – place de la Bastille > place d’Italie – di uno dei cortei sindacali pomeridiani, organizzati ed autorizzati, con lo slogan “Convergenza di lotte”, per la Festa del lavoro. Preso di mira – come la concessionaria Renault Noël Auto posta di fronte all’ingresso del Gruppo ospedaliero de la Pitié-Salpêtrière – dal corteo parallelo dei black bloc (manifestanti incappucciati, di estrema sinistra, anti-capitalisti, anarchici) che, verso le 15.30, ha iniziato a creare caos sul ponte di Austerlitz. Fra gli slogan urlati e gli striscioni: “Tutti odiano la polizia”, “Parigi, in piedi, alzati”, “Marx Attak”, “Macron ci mette una rabbia nera”, “Il blocco nero colora le nostre vite”. Poi: guerriglia urbana. Sassi, bottiglie, lancio di ordigni fumogeni, Molotov contro le forze dell’ordine che hanno risposto con gas lacrimogeni e getti d’acqua. Vetrine sfondate, veicoli incendiati. Feriti. Centinaia i fermati e gli arrestati. Via social network, nel tardo pomeriggio, i black bloc si sono dati appuntamento al Quartiere latino, in place de la Contrescarpe.

Mc Donald'sLa loro scelta ha fatto ricordare il 1968, il maggio francese. Cinquantesimo anniversario. Mentre sono in corso la lotta – sostenuta anche dagli studenti che occupano l’EHESS, Scuola di studi avanzati in Scienze Sociali, in boulevard Raspail, a Parigi – per impedire lo sgombero della Zone À Défendre (ZAD) a Notre-Dame-des-Landes, dove era prevista la costruzione di un aeroporto. Gli scioperi dei dipendenti del gruppo SNCF contro la riforma ferroviaria voluta da Emmanuel Macron. Le occupazioni degli studenti delle università Panthéon-Sorbonne, sede Tolbiac e Paris-Nanterre che si oppongono alla riforma delle modalità di accesso all’università. Le proteste contro le riforme del lavoro; dell’Islam di Francia; dell’immigrazione e delle politiche d’asilo dello stesso presidente francese eletto il 7 maggio 2017.