“Il fantasma di Canterville” a Palazzo d’Arco sabato 15 giugno

Sere d’Estate a Palazzo D’Arco: sabato 15 giugno alle ore 21,15 nel cortile d’onore ritorna la prosa e l’Accademia Teatrale Campogalliani con lo spettacolo “Il Fantasma di Canterville” di Oscar Wilde

MANTOVA – Sere d’Estate a Palazzo D’Arco 2019: sabato 15 giugno alle ore 21,15 nella splendida cornice del cortile d’onore ritornano la prosa e l’Accademia Teatrale Campogalliani con lo spettacolo “Il Fantasma di Canterville” di Oscar Wilde, nella riduzione teatrale di Chiara Prezzavento e con la regia di Maria Grazia Bettini.

Il giovane Oscar Wilde scrisse ”Il fantasma di Canterville” nel 1887 e, attraverso un racconto umoristico, narra le vicende della famiglia Otis e del fantasma di Sir Simon. Se non hai ancora letto il romanzo, ti proponiamo il riassunto de Il fantasma di Canterville. Il romanzo è ambientato a fine 800, nelle campagne inglesi, e coinvolge la famiglia americana degli Otis, proiettata nel futuro, che decide di acquistare un castello inglese che, a detta del venditore e degli altri cittadini, pare sia infestato da un fantasma.

La famiglia Otis è composta dal capofamiglia, Hiram Otis, politico nordamericano, e la moglie Lucrezia, una bellissima donna dell’alta società americana. Hiram e Lucrezia hanno quattro figli: Washington, il maggiore, è il classico rampollo di una famiglia americana che crede ferocemente nel progresso; Virginia, è una quindicenne timida e romantica, e poi ci sono i terribili gemelli: Stars e Stripes. La famiglia Otis, appena giunta al castello non può che confermare che le voci che gli erano giunte erano reali: il fantasma di Canterville esiste davvero.

Dopo tre secoli di onorata carriera sovrannaturale, il fantasma di Sir Simon mai si sarebbe aspettato dalla famiglia Otis una reazione tanto cinica e distaccata. Hiram Otis, politico statunitense, decide, infatti, di acquistare il castello di Canterville e di trasferirvisi con moglie e figli, nonostante i ripetuti avvertimenti sulla scomoda presenza di uno spettro terrificante. La campagna inglese dell’Ottocento è il luogo migliore per cadere vittima di superstizioni e l’americano decide di non dare peso a simili sciocchezze. Da subito Sir Simon impone la sua presenza spettrale, ma la reazione dei nuovi inquilini va al di là di ogni immaginazione. Gli Otis, infatti, non solo non sono terrorizzati, ma addirittura si prendono gioco di lui e vanificano ogni suo travestimento o espediente. Tutto ciò getta Sir Simon in uno stato di profonda depressione e solo la secondogenita, Virginia Otis, sembra poter entrare in relazione empatica con lui e permettergli, finalmente, di guadagnare il meritato riposo. “Il fantasma di Canterville” (1887) è un esilarante racconto del giovane Oscar Wilde, entrato nell’immaginario collettivo di ognuno di noi, e che deve la sua fortuna anche alle sue innumerevoli trasposizioni cinematografiche e teatrali. Il talento di Oscar Wilde è innegabile e in questo racconto non è racchiuso solo il modo passato di pensare, ma anche quello presente e futuro. Il cinismo, la disillusione della famiglia Otis e la tradizione rappresentata da Sir Simon sono le due facce della stessa moneta che ognuno di noi porta sempre in tasca.

Niente è più divertente di una bella storia di fantasmi. Poche sono le forme della narrazione che possono competere con la proverbiale “notte buia e tempestosa”, con i suoi alberi scheletrici, catene cigolanti, case cadenti, fantasmi svolazzanti e cripte ammuffite. Il genio stravagante di Oscar Wilde regala una storia di orrore divertentissima e acuta. La storia di uno spirito tormentato dalla presenza più terrificante che possa infestare un antico castello inglese: una moderna famiglia americana. Il Fantasma di Canterville merita un posto d’onore nel genere gotico perché è un’irriverente antologia dei suoi cliché. E anche se tutti gli elementi di questo tipo di racconti sono presenti – la casa stregata, l’indelebile macchia di sangue, lo spettro ululante, il passaggio segreto, la prigione sotterranea, la vicenda tormentata – niente di tutto questo è preso sul serio. Tra salotti stampati e proiezioni di castelli il fine è proprio di divertire il pubblico fingendo di volerlo spaventare!

La regista Maria Grazia Bettini  ha voluto mettere in scena questo divertente e famosissimo romanzo di Oscar Wilde commissionando ad una collaudata autrice contemporanea, nonché grande esperta di letteratura inglese quale Chiara Prezzavento che ha già scritto numerosi testi teatrali messi in scena dalla Campogalliani tra cui appunto il recente “Canto di Natale”, una nuova riduzione in forma teatrale. Lo spettacolo, vede impegnato un numeroso cast di attori: Daniele Pizzoli, Giancarlo Braglia, Martina Ginelli,  Annaluara Melotti, Federico, Davide e Simone Cantarelli, Luca Genovesi, Michele Romualdi, Francesca Campogalliani e Andrea Frignani. Le scenografie sono state ideate da Daniele Pizzoli, i costumi da Francesca Campogalliani e Diego Fusari, le luci curate da Giorgio Codognola, le musiche selezionate da Nicola Martinelli, la direzione scenica è di competenza di Donata Bosco.

I posti non sono numerati  e i biglietti verranno messi in vendita solo la sera dello spettacolo a partire dalle ore 20. In caso di pioggia, lo spettacolo sarà rimandato alla sera successiva. Quest’anno la Fondazione D’Arco offre al pubblico presente la possibilità di partecipare, nella sera stessa di ogni evento nel cartellone delle “Sere d’Estate a Palazzo d’Arco”, ad una visita speciale alla affascinante mostra “Lo spirito delle cose. Argenti e preziosi dei conti d’Arco”, allestita in alcune sale di Palazzo d’Arco, con biglietto di ingresso ridotto del 50%. Questa visita, che si svolge dalle 20,30 alle 21,15,  in tempo quindi per assistere per intero allo spettacolo, può essere riservata ovviamente ad un numero limitato di 25 partecipanti e deve obbligatoriamente, a differenza dello spettacolo, essere prenotata. L’iter da seguire per cogliere questa opportunità è dunque il seguente: prenotare la visita serale alla mostra al Museo di Palazzo d’Arco al numero 0376/322242 e arrivare alle 20 circa a Palazzo d’Arco per acquistare il biglietto intero per lo spettacolo, che va poi obbligatoriamente esibito alla biglietteria di Palazzo d’Arco per usufruire dell’ingresso scontato alla mostra. Info : www.teatro-campogalliani.it

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: