Confartigianato scrive al Parlamento Europeo: dal 1 gennaio aumenta la burocrazia. Scoraggiati gli imprenditori

MANTOVA Confartigianato Imprese Mantova, a firma del suo vicepresidente vicario Giovanni Folloni (foto), ha inviato una lettera al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e al Commissario agli Affari Economici europei Paolo Gentiloni. L’associazione esprime la sua contrarietà alle nuove norme comunitarie, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2020, con le quali si  appesantiranno le procedure burocratiche  nell’ambito dell’interscambio commerciale tra i Paesi aderenti alla Comunità. L’associazione rileva che, oltre al Governo italiano, anche l’Unione europea si deve porre il problema di alleggerire le procedure per le imprese specialmente in un’epoca, come questa, caratterizzata dalla tecnologia telematica e digitale. L’eccesso di burocrazia, come nota ancora Confartigianato Imprese Mantova, rappresenta un costo per le imprese, rende più complessa la gestione dell’attività e ne abbassa la competitività sui mercati.

Il testo della lettera:

Dal 1° gennaio 2020 entrano in vigore per tutta l’Unione Europea le nuove regole di esenzione Iva connesse alle operazioni commerciali intracomunitarie, cambiando e unificando le diverse modalità che ogni Stato aveva adottato. Oggi, per poter realizzare un’ordinaria cessione intracomunitaria di beni, non imponibile ai fini Iva, è necessario che la stessa sia a titolo oneroso, si svolga tra operatori soggetti passivi d’imposta e che il passaggio fisico della merce dal Paese di partenza al Paese di arrivo avvenga all’interno della Unione Europea. Dal 1° gennaio l’impresa cedente è chiamata a fornire all’Amministrazione finanziaria le prove dell’effettivo trasferimento di beni sulla base di un elenco di documenti considerati validi come prova, che i beni sono stati spediti o trasportati dallo Stato membro di partenza a quello di destinazione. Con il nuovo regolamento l’azienda è obbligata ad ottenere l’esatto documento richiesto per dimostrare il trasferimento, a pena del non riconoscimento dell’operazione. I documenti che deve presentare l’impresa sono molteplici e vanno da quelli relativi al trasporto o alla spedizione dei beni, alla fattura di trasporto aereo o emessa dallo spedizioniere, dalla polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni, ai documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione e il trasporto dei beni, dai documenti ufficiali rilasciati dalla pubblica autorità ad esempio un notaio, alla ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro. Confartigianato Imprese Mantova è contraria a questo nuovo peso burocratico sulle imprese, che voglionocommerciare con gli altri Paese europei. Nella nostra epoca in cui il digitale è lo strumento che dovrebbe servire a migliorare il rapporto con la pubblica amministrazione, a ridurre il peso delle scartoffie, a liberare le imprese dalle tempistiche troppo lunghe che le procedure impongono, vediamo invece, che la burocrazia non allenta la presa.

Paolo Gentiloni

La burocrazia rappresenta un costo che incide sulla competitività, che dissuade l’imprenditore ad andare avanti, che scoraggia gli investimenti e a guardare al futuro con fiducia. Oggi gli artigiani e le piccole e medie aziende per resistere alla crisi devono immettersi sui mercati stranieri e l’Unione europea è quello più vicino a noi. Per commerciare con l’estero occorre attrezzarsi, mettere mano al credito e investire, ma come si può fare in una situazione come questa in un Paese e in un’Europa che guarda più alla burocrazia che a far crescere l’imprenditorialità? Se la nuova norma sul commercio tra i Paesi Ue è di emanazione comunitaria, come Confartigianato Imprese Mantova chiediamo che i nostri parlamentari a Strasburgo e il nostro governo, si attivino perché l’Unione Europea ponga in atto azioni tese a semplificare la vita delle imprese nei Paesi aderenti, stimolando l’utilizzo dei sistemi informatici e digitali per snellire gli obblighi e le procedure di cui le stesse sino ad oggi sono state oberate. L’Unione Europea, erede della Comunità Economica Europea, nata nel 1957 per promuovere l’armonico sviluppo degli Stati aderenti, oggi dovrebbe avere il compito di facilitare ancora di più l’interscambio tra i Paesi membri ma, invece, lo complica e mette in difficoltà le imprese, un problema questo che è inconcepibile alla luce delle mille difficoltà che, tra dazi e barriere doganali, stanno attraversando il commercio mondiale.