A Curtatone, in mostra “Memorie di viaggio”, scatti di Fabio Gandolfi

"Donna Kayah", scattata in una remota zona in provincia di Loikaw in Myanmar - anno 2018. E' un modo per raccontare e testimoniare l'esistenza autentica di antiche etnie, dove il tempo sembra essersi fermato.

CURTATONE – A Grazie di Curtatone, all’Infopoint “Terre del Mincio”, ex Foro Boario, patrocinata dal Comune di Curtatone, dal 10 al 12 gennaio 2020 (ingresso libero, via Francesca n. 31, venerdì, ore 15>18; sabato e domenica, ore 10>12.30 15>18), si terrà la mostra fotografica “Memorie di viaggio, immagini di sguardi, frontiere, culture dal mondo” di Fabio Gandolfi. L’autore sarà presente all’esposizione, per un saluto ai visitatori, il 12 gennaio, alle ore 11.


Nell’introduzione de “Il tempo sospeso” di Steve McCurry (Contrasto, 2019) lo stesso autore afferma: «Se volete diventare fotografi, prima di tutto mettetevi in viaggio». E pare proprio che sia andata così al mantovano Gandolfi (1986): la passione per la fotografia nasce circa undici anni fa, durante un viaggio in Polonia, dove il padre, a causa dell’eccessivo freddo, si rifiuta di scattare con la fotocamera, così ne approfitta, e si sostituisce a lui. In Marocco, Sri Lanka, ma soprattutto in India, sente il bisogno di uscire dagli schemi del turismo comune, e capisce di aver cambiato il modo di vivere lo stesso viaggio.

I 24 scatti scelti per l’esposizione sono ritratti e qualche street-photo fatti in India, Myanmar, Marocco, Giordania ed Istanbul. Fra questi si trovano: Baba Shiva Das, un anziano italiano scappato in India negli anni ’70, diventato, oggi, uno “sciamano” Hindu. Conosciuto a Varanasi mentre osservava il Gange. Abdul, il custode di antichi pozzi nel sud del Marocco, che in antichità portavano l’acqua fino al deserto. Donna Kayah in una remota zona in provincia di Loikaw, in Myanmar: un modo di raccontare e testimoniare l’esistenza autentica di antiche etnie, dove il tempo sembra essersi fermato.

“La musica rende liberi”, scattata a Cerea in occasione di un concerto musicale – anno 2016. E’ per me un omaggio alla riapertura del Teatro Bataclan di Parigi in data 13/11/2016, dopo l’attentato avvenuto esattamente un anno prima.

Gandolfi precisa ulteriormente ed aggiunge: «Ho scelto di raccontare di questi ultimi viaggi perché sono quelli dove la passione si è focalizzata molto sui volti, sugli sguardi e sulle scene di vita quotidiana tra culture differenti e frontiere lontane dalla nostre… Di recente vado alla ricerca di persone dal volto caratteristico, mi immergo in mercati locali e cerco esperienze a contatto con i locali, perché solo così (a parer mio) si ha la possibilità di interagire al meglio e vivere profondamente determinate esperienze».

Suoi ritratti sono stati scelti dalla redazione de National Geographic. Non solo. “La musica rende liberi”, omaggio alla riapertura del teatro Bataclan di Parigi, dopo un concorso indetto da canale 9, ha partecipato a “Imagine”, collettiva, a cielo aperto, a Milano, in piazza San Felice. Ventinove fotografie, per ricordare gli eventi più significativi del 2016.