Lino Giussani in esposizione alla Galleria Arianna Sartori dal 22 febbraio

MANTOVA – La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Cappello 17, presenterà la mostra “Ribalte iconografiche lignee” dell’artista Lino Giussani, dal 22 febbraio al 5 marzo 2020. L’inaugurazione si terrà sabato 22 febbraio alle ore 17 alla presenza dell’artista.

“Le opere che Giussani presenta in questa mostra rappresentano una raccolta significativa della sua ricerca. Manufatti legati ad un naturalismo figurale di interpretazione personale; lavori realizzati con grande tenacia, con grande dignità poetica. Notevole la tecnica con cui, attraverso l’incastonatura di frammenti di legno, giunge a cromatismi di rara raffinatezza. L’osservatore non può che immergersi nelle campiture delle svariate tonalità, in una felice osmosi che quel magico materiale rende possibile. Un’arte, quella di Giussani, fatta appositamente per essere consumata con lo sguardo; una ribalta di passione, da conservare nell’intimo per mantenere in vita l’incanto ancestrale dell’artigianato dei secoli passati. I soggetti che Giussani sceglie di rappresentare possono essere naturalistici o puramente geometrici, ma sempre ricostruiti con precisione chirurgica. Con la sua ricerca, l’artista perpetua l’autonomia dell’arte lignea, seppur inserendola nel circuito dell’arte contemporanea tramite la fusione equilibrata di tecniche del passato e rappresentazione di tematiche d’ispirazione postmoderna”. Mario De Leo, Luglio 2018

Lino Giussani è nato a Lissone (MB) nel 1952; entra ancor giovane nel mondo dell’artigianato frequentando le botteghe locali percependone i segreti della lavorazione del legno. Dal 1967 al 1974 frequenta le scuole serali di disegno tecnico a Lissone e Monza, ma anche la libera Accademia di Pittura a Bovisio Masciago. Partendo come un sarto dal modello in carta, taglia e incolla tessere dopo tessere, ripercorrendo così l’antica tecnica della “Tarsia”, che fin dal XV secolo ha le testimonianze di alto valore scientifico ed artistico, a Firenze con la Bottega dei Maiano e ad Urbino con Baccio Pontelli del Palazzo Ducale (1475). Nelle sue mani i sottili fogli di legno dai più diversi colori e dalle più svariate venature, si compongono “a mosaico” fino ad ottenere preziose superfici, testimoni di un alto magistero e di una vera e robusta ispirazione. Le tavole lucide, solide e compatte, testimoniano una sapiente perizia e un profondo rispetto per l’opera intesa come testimonianza duratura di un lavoro nobile, paziente e antico, dalle radici colte e profonde.