Lanfranco, il pittore visionario nelle Terre di Matilde

Le pagine de terredimatilde.it portano là, dove si trova “l’impronta indelebile lasciata dalla Grancontessa”. Qualche tappa? A San Benedetto Po, nel complesso monastico del Polirone”; a Nuvolato di Quistello, nella chiesa di San Fiorentino, lungo la strada provinciale 43, fra le sculture “I due gelsi” e “Donna in processione” di Giuseppe Gorni, oppure entro la storia dell’oratorio dedicato alla Beata Vergine di Loreto, a Quingentole.

Un clic all’url oltrepomantovano.eu/tag/quingentole/ed ecco che si incontra l’autore – di ampia produzione – dei bronzi “Santa Lucia” (1936), “La donna rana”, “Nudo con bambino”, “Lady Robot” (1977), “Lady Violino”, “Ragazza Seduta”, o dei dipinti “Il dilemma di Giovanna D’Arco” (1952), “Sant’Orsola martire”, “L’apridonna”, “La donna che regalò i pianeti” (1975), “Ritratto per Matilde di Canossa” (1996), “Concerto”, nel video “Lanfranco e la Piazza” tratto da “Lanfranco–Il Tempo non esiste”, caricato da E.R.O. Web Tv culturale, su vimeo.com/55275111 Lanfranco Frigeri, in arte semplicemente Lanfranco, nato a Quingentole, il 22 febbraio 1920.

Trascorsi cento anni, un omaggio: la presentazione del volume “Storia di un pittore visionario Lanfranco autobiografia”. Coordinamento editoriale: Graziano e Stefano Mangoni. Realizzazione editoriale e stampa: Publi Paolini. Con il contributo di Fondazione B.P.A. Poggio Rusco e Lions Club Ostiglia. In collaborazione con l’associazione “Civiltà d’Abitare”. “L’inizio di un percorso di valorizzazione dell’opera del grande Artista attraverso la realizzazione di un Centro Studi e un itinerario tematico a lui dedicati” – come si legge nella locandina-invito, nell’official page facebook.com/Lanfranco-297662777321634/-.

È sabato 22 febbraio. Nei pressi della centrale piazza Italia: casa Lanfranco; il palazzo del Comune, con annessi scuole e teatro, già residenza estiva dei vescovi di Mantova, dai Gonzaga; il complesso dell’ex corte Breda; i portici; la chiesa “San Lorenzo”. Alle 17.30, nella parrocchiale, cara all’artista, molte sono le persone affluite. Accolgono il già sindaco e presidente del consorzio Oltrepò Mantovano, Alberto Manicardi e il vicesindaco, delegato alla cultura, Luca Visentini, membri del Comitato di coordinamento attività in memoria del Maestro Lanfranco.

Il sindaco, Luca Perlari consegna volume fresco di stampa a Caterina Chkhetiani, vedova Frigeri

Il sindaco, Luca Perlari, dopo i saluti istituzionali, lascia la parola al presidente de “Civiltà d’Abitare”, membro dello stesso Comitato “Lanfranco”, Tiziano Lotti. Legge il suo contributo – pubblicato a pagina 11 del volume fresco di stampa – che termina con le parole dell’artista: “Sono nato con un dono naturale, quello di essere un visionario, cioè quello di aggiungere sempre un po’ di fantasia a tutto ciò che si dice ‘reale’… cerco sempre la stessa cosa: che cos’è la vita, è reale o irreale, siamo esseri della terra oppure creature dell’universo. Questo è il mio tema: ‘L’uomo questo infinito’”.  

Luciano Morselli (Lions Club Ostiglia)

Segue l’intervento di Luciano Morselli, del Lions Club Ostiglia, che ricorda Lanfranco, socio onorario della stessa associazione filantropica, Maestro dell’“Arte Libera” – come spesso, dice, voleva essere citato – durante un incontro conviviale. Dal dialogo intercorso con l’artista, mentre stava per definire una componente del suo percorso artistico, uno stralcio. Domanda: “La tua pittura sembra essere sempre stata spirituale anche nelle espressioni più laiche, dalla “Terra Dei” del 1937. È così nelle tue Vie Crucis, nelle pale d’altare con i vari santi, San Pietro, San Paolo, San Sebastiano…? Risposta: “Un vento lieve di meraviglia viveva in quei giorni la mia mente. Avevo vissuto un aspetto della santità, uomini vissuti interamente nel nome di Dio, i cercatori dell’ineffabile e dell’assoluto. Qualcosa di profondo che scuote l’animo umano nel ricercare l’assoluto”.

Spetta a Graziano Mangoni, membro del Comitato “Lanfranco”, già direttore della Fondazione Banca Agricola Mantovana, presentare, in sintesi, l’autobiografia di Lanfranco scritta negli anni Settanta, già parzialmente pubblicata, affidatagli dall’artista, nel 2014, ora rieditata, arricchita anche con diversi contributi di critici d’arte, amici, opere di collezionisti privati. Nel sommario: tre parti.

Roberto Pavani (Zero Beat)

Alcune pagine sono lette da Roberto Pavani (Zero Beat): la corrispondenza fra Lanfranco e lo scrittore inglese Brian Wilson Aldiss; estratti de “Il visionario” di Jacques Bergier e de “Il viandante mentale” di Silvio Ceccato;“L’ideale della luce” ed un racconto/ricordo di vita vissuta di Lanfranco; l’articolo “Della pala di Sant’Orsola e del sanfedismo: ovvero cose di casa nostra”, del dicembre 1960, di Renzo Margonari. Lo stesso che ha firmato la prefazione “Lanfranco frammenti di un’autobiografia”.  Responsabile scientifico del Comitato “Lanfranco”.

Il sindaco Perlari invita al tavolo Caterina Chkhetiani, vedova Frigeri, membro del Comitato “Lanfranco”. Le consegna una copia dell’autobiografia. In copertina: “Venezia al sole”, olio su tela del 1958. L’originale è sul cavalletto espositore, accanto al tavolo dei relatori. “La dipinsi otto volte, dal 1955 al 1958” – come si legge a pagina 96 -.

Il vicesindaco Visentini, prima di concludere con i saluti, ringrazia ed invita prima a visitare il palazzo vescovile, di fronte alla chiesa – sede del Comune e del futuro Centro Studi “Lanfranco” – poi, a partecipare alla cena organizzata nel complesso dell’ex corte Breda.

Tela “Vergine dell’Apocalisse” di Lanfranco, fra le opere , a parete, nella chiesa “San Filippo Neri”, a Borgochiesanuova, Mantova

La visita è guidata. C’è chi si immerge fra le pagine de “La villa vescovile di Quingentole” di Alberto Giuseppe Berselli e Gianni Borghi, editoriale Sometti. C’è chi, invece, fa crocchio e, nell’attesa di veder finanziati i “Percorsi lanfranchiani del basso mantovano”, nel più articolato progetto candidato nell’ambito degli interventi PIC (Piano Integrato della Cultura), mette in agenda una sosta a Mantova, al Museo diocesano “Francesco Gonzaga” e in “Sant’Orsola”. Senza scordare la parrocchiale “San Filippo Neri”, nel quartiere Borgochiesanuova, dove sono diverse le opere di Lanfranco, a parete. Volute da don Lino Coraini. Calamita la tela “Vergine dell’Apocalisse”. Immortalata a pagina 43 del catalogo “Lanfranco. Fantastica libertà”, a cura di Stefano Savoia, e nel video “Lanfranco: il Fantastico nell’Arte Cristiana” caricato, su YouTube, da Famiglia Cristiana.

Prima di raggiungere San Michele in Bosco di Marcaria, fra la provinciale 56 e la ciclovia “Passo del Tonale-Torre d’Oglio”: l’antico oratorio di San Giuseppe annesso alla corte Mirandola; la residenza socio assistenziale che porta fra le pagine de “Villa Aurelia–La villeggiatura dei Vescovi di Mantova”, a cura di Luca Cremonesi (pdf all’url rsavillaaurelia.it/copia-di-raccolte); la parrocchiale “San Michele Arcangelo” per l’“Immacolata Concezione” e “Il Sacro Cuore di Gesù”. A pagina 11 de la nuova Cronaca di Mantova del 21 febbraio 2020. Citate a pagina 110 de “Storia di un pittore visionario Lanfranco autobiografia”, nell’articolo del dicembre 1960, intorno alla pala di Sant’Orsola, di Renzo Margonari.