Rotary contro la violenza sulle donne con i “Fili Rossi di Solidarietà”

Il fenomeno della violenza sulle donne, piaga sociale di livello mondiale, e fenomeno struttwurale,  si è maggiormente acuito in questo periodo emergenziale di Covid 19. Le donne, a causa della presenza del maltrattante in casa, hanno dovuto forzatamente sospendere la comunicazione con i Centri Antiviolenza e hanno incontrato grandi difficoltà a chiamare in caso di emergenza. Con loro hanno sofferto i minori che, oltre ad essere costretti in casa, lontano dalla scuola e dai e dalle compagni, hanno  assistito a violenze di vario tipo, agite dal maltrattante (quasi sempre il loro padre), sulla propria madre e sovente anche dirette a loro stessi. Quando si pensa alla violenza sulle donne l’immagine che immediatamente si prospetta è quella della violenza fisica o sessuale, mentre le forme della violenza sono molto più diversificate: violenza psicologica, stalking, revenge porn e, non ultima e molto importante, la violenza economica.

Claudia Forini, presidente della coop. sociale onlus Centro Donne Mantova con Giovanni Votta, presidente del Rotary eClub Millenials

Quando una donna riesce anche a denunciare, ad intraprendere un progetto di uscita dalla violenza presso un Centro Antiviolenza, ad ottenere sostegno legale e psicologico, per emergerne totalmente deve diventare autonoma: ossia capace di gestire se stessa ed i suoi figli con il proprio lavoro e potendo mantenere anche un’abitazione. Nella maggior parte le donne che contattano i vari Centri Antiviolenza hanno scarsa autonomia economica in casa, perché una delle prime azioni del maltrattante per legarla ancora di più a sé è proprio quella di togliere loro ogni disponibilità economica. La donna perde il lavoro, non ha accesso al conto corrente, deve chiedere ogni volta il permesso di acquistare anche i beni di prima necessità. Qualora poi la donna avesse anche un lavoro e fosse autonoma, ma dovesse spostarsi lontano perché risulta ad alto rischio, dopo l’uscita dalla Casa Rifugio dovrà reinventarsi la vita e ritrovare una nuova autonomia. Il Progetto “Fili rossi di solidarietà” è stato ideato in ambito rotariano, con l’obiettivo immediato di un supporto economico a donne in difficoltà: il Governatore del Distretto 2050, Maurizio Mantovani, al termine della sua annata, ha messo a disposizione di tutti i 75 Club dei buoni spesa da utilizzare in favore di  famiglie bisognose. I 3 Rotary eClub del Gruppo Po (2050 Presidente Valentina Agnesi, Nuove Frontiere Pres. Giovanni Zeni e Millennials Pres. Giovanni Votta), hanno pensato di sostenere un nucleo famigliare costituito da una mamma con minori, presa in carico dai Centri Antiviolenza presenti nelle città di residenza di alcuni soci, Vigevano, Brescia, Codogno e Mantova, tutte città particolarmente colpite dall’emergenza Covid-19. Sono stati, quindi, presi i primi contatti con il Centro Antiviolenza Kore di Vigevano, che a sua volta ha contattato l’Associazione L’Orsa Minore che gestisce il Centro “La metà di niente” di Lodi (con uno sportello a Codogno), quindi il Centro Antiviolenza della Coperativa Sociale Donne Mantova e La  Casa delle donne di Brescia. I Dirigenti dei 3 Club Rotary si recheranno a consegnare ai Centri delle rispettive città un pacchetto di buoni spesa da 20 euro, spendibili presso supermercati Conad, per un valore complessivo di euro 160 per ogni nucleo e i 4 Centri Antiviolenza si faranno carico di scegliere al loro interno il nucleo famigliare a cui verranno destinati i buoni spesa.

Un obiettivo ulteriore del progetto rotariano è quello di “adottare” le 4 mamme con figli, seguendole nel tempo e nei loro bisogni, condividendo insieme a loro tutto il faticoso e drammatico percorso di fuoriuscita dalla violenza, ovviamente sempre tramite gli operatori dei Centri Antiviolenza e nel rispetto del più assoluto anonimato. Nella consapevolezza che è importante venire incontro alle difficoltà economiche di chi vive particolari fragilità, soprattutto in questo periodo, ma la prima solidarietà è quella di ridare dignità, speranza e valore alla persona dentro una relazione attiva. Queste donne hanno bisogno di essere guardate e ri-conosciute in modo nuovo per far crescere in loro l’autostima perduta. Anche per i Centri Antiviolenza questa potrebbe diventare una significativa opportunità di reciproca  collaborazione  e condivisione di risorse nel comune obiettivo di accogliere ed accompagnare con sempre maggior competenza ed esperienza le donne che vivono il dramma silenzioso della violenza.

Purtroppo, nonostante gli altissimi costi sociali ed economici, questo dramma viene ancora troppo poco preso in considerazione, se non nelle fasi più critiche dell’emergenza o quando accadono le tragedie a cui le cronache ci stanno abituando. Non è che della violenza su donne e minori non se ne debba parlare perché non accada, anzi si dia pure voce e con grande forza a questa emergenza: è importante che si inizi a parlarne con profondità, abbattendo tutti gli stereotipi di genere che ancora imprigionano i vissuti culturali  e riflettendo insieme sul fatto che solo nel momento in cui gli uomini se ne faranno carico unitamente alle donne, solo allora si realizzerà il cambiamento. E’ rilevante che questo progetto sia stato ideato dai soci di 3 eClub Rotary, vale a dire Club rotariani “elettronici”, che hanno la caratteristiche di essere costituiti da soci che abitano in differenti città e che si riuniscono non di persona, ma con modalità interattive. Il Service “Fili rossi di solidarietà” sarà quindi l’occasione per creare significative sinergie tra rotariani di differenti eClub, che potranno essere implementate nella prossima annata rotariana e, nel contempo, per consentire loro di intervenire in maniera fattiva su emergenze sociali del territorio di residenza di singoli soci.