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Calcio Lega Pro: Salvi! Sul campo…

Il Mantova serve tre “canederli” al SudTirol e afferra la salvezza per un punto all’ultima giornata. Tifosi preoccupati per il futuro

E’ cominciata male domenica pomeriggio al Danilo Martelli. Con una fastidiosa pioggerellina a rendere il terreno insidioso e la vera “doccia fredda” al quinto minuto, quando un “liscio” clamoroso di Siniscalchi ha lasciato sfilare verso la porta il centravanti altoatesino Gliozzi che ha scavalcato Bonato con un millimetrico pallonetto e raggelato l’intero stadio. ACM subito sotto. Spettro dei playout che ha iniziato ad aleggiare beffardo e curva prontissima a esprimere la propria idea, quasi a mettere le mani avanti, con il coro “la Te non retrocede”. Ma i giocatori biancorossi, dimostrando grande professionalità, non si sono disuniti ed hanno invece seguito i consigli dispensati da mister Graziani in settimana.

Accantonato ogni brutto pensiero e la frenesia di riagguantare subito il risultato, hanno continuato a pressare sulla sempre meno determinata difesa bolzanina, macinando trame semplici ma efficaci, riuscendo così a piazzare l’uno/due del ko tra il ’19 ed il ’24. Prima il pareggio di Regoli che ha finalizzato un batti e ribatti sottoporta in seguito ad un cross di Caridi, poi il vantaggio liberatorio di Di Santantonio che, raccolto il coraggio di provare il tiro dal limite dell’area, ha scagliato con una rasoiata nell’angolo basso la palla oltre la paura. Oltre il baratro. Al ’35 Il francesino si è trovato ancora di fronte al portiere ospite grazie ad un altro assist smarcante di Caridi ma ha angolato troppo la conclusione “a giro”. Trascorsi pochi minuti, lo stesso Regoli ha tentato di “tagliare” due avversari che lo hanno steso in area.

Nel rialzarsi lo si è sentito distintamente rivolgere all’arbitro un “ora basta eh…” ma, forse, le parole del mancino di Pontedera non erano tanto indirizzate al direttore di gara, quanto piuttosto alla sfortunata stagione del Mantova. L’intervallo porta buone notizie dai campi delle rivali ed è l’occasione per vedere da vicino Francesco Graziani (il “Ciccio” originale, campione del mondo nel 1982 e indimenticato pseudo allenatore del Cervia nel reality di Italia 1 Campioni – il sogno) venuto a sostenere da vicino il figlio nel momento topico dell’annata, mentre la ripresa diventa l’apoteosi di Gaetano “Tano” Caridi, giocatore che ha “regalato” ai mantovani la sua classe innata per oltre dodici anni. La tenacia nel recuperare palla sull’out sinistro al ‘51, l’abilità nell’infilarsi in area con la sfera incollata allo scarpino e la lucida cattiveria agonistica nel calciare deciso e “pulito” sul palo opposto da posizione defilata valgono il 3 a 1 e rappresentano, soprattutto, l’immagine della bandiera biancorossa che non molla mai. Della voglia di scrollarsi di dosso le traversie patite nell’ennesima “stagionaccia” in riva al Mincio.

Tanto deciso, il “Mago”, nel cercare e trovare il gol della sicurezza quanto determinato nell’affermare, in sala stampa, che sarebbe ora di finirla con i campionati contraddistinti da difficoltà e incertezze societarie, senza un minimo di programmazione. Perché Mantova, senza chiedere la luna, meriterebbe ben altro. A luglio compirà 37 anni, sarebbe il caso di ricordargli che Totti ha giocato fino a 40. Quando è uscito, al quarto d’ora del secondo tempo, il popolo biancorosso gli ha tributato un’emozionante standing ovation, salvo poi cominciare a lanciare invettive contro la nuova proprietà capitolina, nel solco della già “oliata” tradizione iniziata l’anno scorso con i bresciani Di Loreto e Musso. La contestazione verso la società, proprio nel momento in cui l’ACM ha conquistato l’agognata salvezza, ha riportato l’attenzione sui fondati timori che, nonostante il verdetto positivo del campo, il glorioso club di viale Te possa ancora una volta sparire dal calcio professionistico.

De Sanctis presidente Mantova FCIl presidente Marco Claudio De Sanctis ha preferito procrastinare il franco confronto cui gli ultrà lo invitavano, preferendo “tuffarsi” di corsa  in sala stampa. Il silenzio autoimposto nelle ultime due settimane ha, evidentemente, logorato anche il giovane imprenditore romano instillandogli l’impazienza di chiarire il suo punto di vista con i cronisti: “Da oggi partiamo zero a zero con tutti. Il 20 gennaio (quando la cordata romana era da poco subentrata alla proprietà bresciana, n.d.r.) non eravamo ad armi pari. Con soli tredici giocatori in lista ed una fidejussione scoperta dei vecchi soci è stato difficile impostare il lavoro per come lo pensiamo noi. Ora è facile accusarci di aver mancato il pagamento degli ultimi stipendi ma bisogna considerare la passata gestione, contro la quale andremo avanti anche a livello legale per recuperare i crediti. Mi prendo personalmente la responsabilità, come ho già detto ai ragazzi, di garantire che le mensilità arretrate verranno onorate, così potremo chiudere i conti con questo campionato. Dopodiché lo scenario sarà molto più in discesa. Ci sono già contatti con potenziali sponsor e nuovi soci che aspettavano il raggiungimento della salvezza, perché la possibilità di giocare i playout o peggio di una retrocessione li aveva trattenuti. Mi spiace però dover constatare che, sino ad oggi, nessuna realtà imprenditoriale del territorio si è fatta seriamente avanti per rilevare il club. Peccato perché Mantova può offrire un tessuto economico e finanziario di grande spessore. Forse se anche voi giornalisti foste meno duri nel raccontarci, qualcuno sarebbe più invogliato a darci una mano. Le aziende in difficoltà non si risanano in pochi mesi, serve più tempo e noi dall’inizio dell’anno abbiamo sempre dimostrato coerenza e grande rispetto nei confronti della piazza. Abbiamo vinto sul campo, non grazie a frequentazioni nei “salotti” della Lega. Da domani lavoreremo 24 ore al giorno per il bene dell’ACM, è ancora presto per parlare del progetto tecnico, lo affronteremo con calma e problemi con lo spogliatoio non ce ne sono più. Chi vorrà rimanere a Mantova con il cuore, con la voglia di ricostruire, sarà beneaccetto”.

Il presidente De Sanctis a confronto con gli ultrà che lo contestano

Terminata la tiratina di orecchie ai mass media, rei di avergli ricordato troppo spesso le non veritiere dichiarazioni del socio Folgori, De Sanctis si dirige verso il cancello di uscita della tribuna, dove ad aspettarlo c’è un capannello di ultrà abbastanza agitati. Il cordone di polizia che, oltre alla barriera metallica, separa le due parti la dice lunga sul clima che si respira. I tifosi si aspettano rassicurazioni sul futuro e lui si aspetta un “grazie” per il “miracolo sportivo” compiuto. Nulla di tutto questo, alla fine i supporter gli urlano in faccia la loro rabbia e al presidente non resta che ribadire quanto già detto di fronte ai taccuini. Peccato, perché il momento avrebbe meritato ben altri stati d’animo. Mister Graziani decide di presentarsi con tutto lo staff tecnico (come fece l’anno scorso il suo predecessore Prina, dopo la vittoriosa gara di playout con il Cuneo), cui devolve buona parte del merito per il risultato conseguito. Per lui che ha Mantova nel sangue non deve essere stato facile gestire la tensione degli ultimi turni. Ora può sciogliersi in ringraziamenti ed elogi anche ai suoi ragazzi e alla sua città d’adozione. “Io ho solo cercato di fare meno danni possibili – scherza – la squadra è stata eccezionale. Se si pensa che a dicembre dell’anno scorso eravamo ultimi in classifica si comprende la portata dell’impresa che abbiamo realizzato. Non mi piace, però, sentir parlare di “miracolo”. Quelli li faceva solo Gesù Cristo e sarebbe una mancanza di rispetto verso la squadra.

Graziani in sala stampa con tutto lo staff tecnico

Questo obiettivo lo abbiamo centrato grazie al lavoro, alla dedizione e al coraggio di crederci con passione fino in fondo. Non è stato facile. Non voglio ancora immaginare il mio futuro, quello che spero è che il Mantova non si trovi sempre nelle precarie condizioni degli ultimi anni. Merita di essere protagonista in campionati e categorie diverse, che io ci sia o no. Il mio sogno sarebbe diventare un “Ferguson” (ex allenatore e manager del Manchester Utd, n.d.r.) in terra virgiliana, l’ho detto fin dal primo giorno in cui sono arrivato. Di sogni bisogna vivere, ma non dipenderà solo da me e sicuramente il calcio a Mantova non è iniziato e non finirà con Gabriele Graziani”.

Alla fine il Mantova è salvo, l’onore e la tradizione anche (nessuna retrocessione tra i dilettanti maturata sul campo in 106 anni di storia), ma il futuro? In un misto di gioia, stanchezza e incertezza è quello che preoccupa di più. Spetterà alla società, con una ventata di aria nuova, spazzare le nubi che come in questo piovoso maggio si sono addensate sullo scudetto bianco rosso e azzurro contenente l’effige del Poeta di Andes. Un’altra “calda estate” se la augurano solo le zanzare. Intanto Sodinha ha già postato il suo “saluto” su facebook.

Mantova Modena

Calcio Lega Pro: “Aceto” di Modena. Per nulla “balsamico” il 2 a 0 incassato dal Mantova in Emilia

Ci si giocherà tutto domenica col SudTirol.

Brutta prestazione dei biancorossi al “Braglia” di Modena nel derby più delicato della stagione, nonché passaggio cruciale per scacciare definitivamente l’ipotesi playout. La “gabbia” costruita da Graziani per trattenere i “canarini” ha retto meno di un quarto d’ora ed i gialloblù, pur senza buttarla sull’agonismo e impostando il match su ritmi alquanto blandi, hanno punito con due gol (il primo al ’12 ed il secondo all’80) l’approccio soprapensiero e la difesa “imbambolata” dell’ACM. Unici segnali di presenza una bordata di Sodinha (schierato dall’inizio al posto di Caridi) su punizione ed un paio di tentativi del mai domo Marchi. Poco per strappare quantomeno un pareggio che non sarebbe stato sgradito neanche alla controparte.

L’affetto e il sostegno degli oltre trecento tifosi giunti da Mantova non è dunque bastato a scuotere dal torpore, probabilmente causato dall’affair degli stipendi non pagati, i giocatori virgiliani che hanno ceduto di schianto ai poco battaglieri avversari. Pur se tutti concordi nel dichiarare che non può e non deve diventare un alibi, innegabilmente il mancato versamento degli emolumenti (due mensilità, n.d.r.) ha avuto un peso a livello mentale, soprattutto per chi con quei soldi deve campare sé e la famiglia. In questo momento, però, a campionato praticamente finito e con l’immagine professionale degli atleti che potrebbe venire offuscata in prospettiva di futuri ingaggi, lasciarsi travolgere dallo sconforto risulterebbe controproducente. Sicuramente anche la società non è uscita benissimo dalla vicenda, gettando sinistre ombre sulla reale possibilità di sopravvivenza del club. Il presidente Marco Claudio De Sanctis ha reagito alla sconfitta aggiungendo alla sua lista di “antipatici” i giocatori (oltre a buona parte della stampa mantovana) ma pare abbia promesso che i dovuti bonifici saranno presto ordinati (così si è espresso mister Graziani). Il nuovo proprietario avrà certamente le sue ragioni ma sarebbe ora che le esternasse chiaramente.

Mantova ModenaSembra che il debito “vivo” della società ammonti a circa 470.000,00 euro (verso giocatori attuali e pregressi, dipendenti del Mantova FC e fornitori) e spaventa pensare che basterebbe una sola richiesta depositata in Tribunale per avviare la procedura fallimentare.  Di contro, se si considera che dalla Lega arrivano mediamente 700.000,00 euro di contributi a stagione e per gestire un campionato di medio livello ne servirebbero più di due milioni e mezzo (quanto sborsato l’anno scorso dalla proprietà bresciana) è facile intuire che senza un “mecenate” disposto a smenarci parecchio di tasca sua diventa veramente difficile fare calcio in terza serie. Potrebbe essere questo uno stimolo a raggiungere categorie più elevate, dove grazie ai lauti introiti televisivi e ai finanziamenti perequati dal sistema calcio italiano si riesce a vivacchiare abbastanza tranquillamente, ma sono discorsi al momento fantastici.

Ciccio Graziani

Gabriele “Ciccio” Graziani allenatore del Mantova F.C.

Ora l’importante, come hanno dichiarato l’allenatore Graziani e l’attaccante Marchi, è dimenticare per una settimana le questioni extracalcistiche e lavorare sodo in vista dell’ultimo impegno contro il SudTirol. Liberando, per quanto possibile, la mente dalle beghe societarie che, se assurte a “scusa”, rischierebbero seriamente di generare altre brutte sorprese.

La disgregazione delle componenti del Mantova calcio a soli 90 minuti dalla fine rappresenterebbe un vero e proprio “suicidio” sportivo. Caridi e compagni hanno nelle loro mani (e piedi) la possibilità di salvarsi direttamente, dipenderà “solo” da loro (poi dalla società). Battendo al “Martelli” gli altoatesini potrebbero gettare nel Mincio gli astrusi calcoli dei concomitanti risultati delle altre e festeggiare insieme al popolo biancorosso, chiamato a partecipare in massa, la salvezza. Nulla dovrà distrarli dall’obiettivo. Tutte le rivendicazioni, gli sfoghi, le vendette, si potranno rimandare a un secondo dopo il terzo fischio del designato direttore di gara.

Di Santantonio

Enzo Di Santantonio trequartista del Mantova F.C.

La precoce fuga del presidente dallo stadio, mister “Ciccio” Graziani che da uomo d’onore si assume tutte le responsabilità ma scurissimo in volto non riesce a dissimulare un fortissimo nervosismo, i giocatori spaesati che non sanno bene cosa e quanto possono dichiarare sono immagini che devono restare circoscritte alla sala stampa del “Braglia” di Modena, e lì finire. Domenica prossima, a Mantova, la musica va cambiata. Non ci sono alternative.

Foto di copertina: l’arrivo dei tifosi del Mantova alla stazione di Modena.

Calcio Lega Pro: un pari che non guasta

L’ACM fa 1 a 1 con il Lumezzane e resta a +2 dalla zona playout. Eurogol di Regoli, continua il silenzio stampa.

Il Mantova tiene vivo il “Lume” della speranza di salvarsi direttamente, senza passare per i playout, grazie al pareggio di domenica sera al “Martelli” con la diretta concorrente Lumezzane. Certo una vittoria avrebbe messo in ghiaccio la permanenza in categoria ma, di contro, una sconfitta avrebbe inguaiato seriamente i biancorossi e rilanciato la rincorsa dei bresciani alla sestultima posizione. A scaldare la fresca serata di fine aprile nell’impianto di viale Te ci ha pensato Regoli, con una pregevole prodezza tecnico-balistica al quarto d’ora del primo tempo. La sua staffilata da fuori area ha indovinato una parabola imprendibile per il portiere ospite e si è insaccata nel “sette” della porta, cancellando il ricordo della disattenzione che, pochi minuti prima (’8), aveva costretto Tonti a stendere Bacio Terracino e subire il gol dello svantaggio sul conseguente penalty. Tutto sommato, dunque, un pareggio che non è da disprezzare (considerando l’uguale risultato del Teramo e il passo falso interno del Forlì) e che permetterà alla “truppa” di Graziani di affrontare gli ultimi due turni di campionato (domenica 30 aprile a Modena e il 7 maggio in casa con il SudTirol) con un vantaggio di due punti sulle inseguitrici.

Non che “Ciccio” abbia rinunciato a giocarsela e provare a vincere, anzi, ad inizio secondo tempo ha pure azzardato la “trazione anteriore” inserendo un’altra punta (Guazzo) oltre a Marchi. La scarsa vena degli avanti virgiliani (dovuta probabilmente alle precarie condizioni fisiche) non ha però pagato sino in fondo, salvo la rovesciata volante di Guazzo allo scadere che da sola è valsa il prezzo del biglietto. Il tecnico del Mantova ha gettato nella mischia anche il “genio” di Sodinha e quando la sfera è capitata tra i piedi del brasiliano dagli spalti si sono subito levati incitamenti del tipo: “inventa!”, che la dicono lunga su cosa la gente si aspetti da lui. Ora pare che il carioca abbia qualche problema, legato alla quotidianità di vita, con la società e che questa non sia l’unica piccola “crepa” che comincia ad emergere all’interno del club biancorosso dopo l’inaspettato esonero del ds Signorelli.  Archiviati i 90 minuti di gioco, infatti, a tenere banco è stata la decisione della proprietà di perpetrare il silenzio stampa indetto dopo la poco costruttiva polemica innescatasi in settimana (per motivi più che altro economici, n.d.r.) tra vecchi e nuovi soci.

Nella semi-deserta sala stampa dello stadio nessun tesserato del Mantova si è quindi accomodato sullo “scranno” degli intervistati e l’unico a presentarsi è stato l’allenatore dei valgobbini Mauro Bertoni, ex giocatore della Cremonese e leale “nemico” di Graziani quando i due giocavano e incrociavano i tacchetti sul campo. Chi ha avuto la pazienza di aspettarlo e starlo ad ascoltare, alla fine, è stato premiato perché il giovanile Mister ha espresso interessanti concetti sulle meccaniche che si possono instaurare all’interno del rettangolo verde. <Non parlo mai del risultato e della prestazione dell’arbitro – ha replicato alle sollecitazioni dei cronisti bresciani – ma ai miei ragazzi dico sempre che devono imparare ad adeguarsi anche al tipo di partita che decide di impostare il direttore di gara. Si perché è lui, non i giocatori, a poter indirizzare in un senso o nell’altro il match. Imparare a gestire le sviste dell’arbitro e a leggerne tempestivamente l’idea che si è fatto della partita e del suo orientamento vuol dire essere già avvantaggiati ed è indice di maturità e intelligenza sportivo-agonistica>. Punti (o spunti) di vista un tantino radicali ma comunque affascinanti.

La “caccia” al neo presidente Marco Claudio De Sanctis, proseguita nei corridoi della sede dell’ACM, non si è rivelata del tutto infruttuosa: nessuna dichiarazione ufficiale ma, quantomeno, la promessa di concedere un’intervista a La Nuova Cronaca di Mantova, probabilmente dopo la trasferta di Modena e (si spera) a salvezza acquisita. Chissà che non sia l’occasione per fare un po’ di chiarezza sui recenti screzi e, soprattutto, sul futuro prossimo del Mantova calcio.

Mantova Forlì

Calcio Lega Pro: Mantova-Forlì, il pareggio è di rigore

Sodinha dagli undici metri salva l’ACM rimasta in dieci

In una giornata infelice (feriale) e ad un orario problematico (16,30) per chi lavora, anche il cruciale scontro diretto con il Forlì si stava mettendo male per il Mantova. Sotto di una rete ed in inferiorità numerica, per l’espulsione di Cristini, mercoledì scorso al “Martelli” i biancorossi hanno sfiorato un brutto passo falso. Per fortuna (e bravura sua) ci ha pensato il talentuoso brasiliano Felipe Sodinha a rimettere le cose a posto, procacciandosi e trasformando un penalty proprio sotto la curva Te. Succede praticamente tutto tra il finire del primo tempo ed il 17’ della ripresa. Prima  il difensore virgiliano Cristini si fa cacciare per un evitabile fallo a metà campo su Spinosa e poi anche l’allenatore Graziani lo “imita” per proteste nei confronti dell’arbitro. Ospiti in vantaggio su calcio d’angolo e “dormita” della difesa mantovana; infine Sodinha che, a dispetto dei chili superflui che gli vengono imputati, si incunea agilmente in area avversaria palla al piede seminando due difensori e si fa stendere dal terzo. Rigore, goal e pericolo scampato.

Sodinha

Sodinha, giocatore Brasiliano del Mantova

Meno male, perché una sconfitta con gli emiliani avrebbe significato l’esatta inversione delle attuali posizioni in classifica, con il Mantova risucchiato in zona play out ed il Forlì alla salvezza diretta. L’ACM invece, col quinto pareggio consecutivo (tanto che Mister Graziani si sta trasformando in un “Mister X”) mantiene salda la quintultima posizione che, allo stato, significa permanenza in categoria anche se l’impressione è che una buona fetta di Lega Pro, Caridi e compagni, se la giocheranno a Modena il prossimo 30 aprile. In sala stampa il presidente Marco Claudio De Sanctis si presenta molto affabile coi cronisti e non troppo rammaricato per il pareggio: <non sono due punti persi, ma un punto guadagnato. I giocatori hanno dimostrato di essere un gruppo solido, unito. Se riuscissimo a raggiungere maggior libertà mentale nel gioco offensivo faremmo più risultati>. “Stuzzicato” sull’episodio dell’espulsione di Cristini e sulla prestazione di Sodinha risponde: <giocare in dieci non è mai facile,  speriamo che i prossimi arbitraggi siano più equilibrati. Il fallo sarebbe da rivedere ma non ci lamentiamo. Stiamo più attenti e guardiamo avanti. Sulla qualità di Felipe (Sodinha, n.d.r.) non avevamo alcun dubbio. Sta maturando e potrà essere molto utile>. Al brasiliano, “ago della bilancia” del match, l’onore della ribalta: <bello segnare sotto la nostra curva. Non ricordo l’ultimo goal prima di questo. La dedica è per mia moglie Rosangela.  Ho fatto una bella giocata, sono colpi che mi vengono così… spontanei. Sto migliorando sotto l’aspetto della condizione fisica, ho più fiato, mi sento al 40% delle mie possibilità.

Ciccio Graziani

Gabriele “Ciccio” Graziani, allenatore del Mantova

Probabilmente non ho ancora tutti i 90 minuti nelle gambe ma se il Mister mi chiedesse di giocare dall’inizio ci proverei. Abbiamo disputato una buona gara, ora andiamo a Gubbio a prenderci tre punti. Dall’ex Carini (l’altro, Sereni, era infortunato) parole di elogio per i biancorossi e il giudizio di un pareggio tutto sommato giusto, considerato che quelli in palio erano punti “pesanti”. Per il centrocampista virgiliano Cittadino, a giocarla 11 contro 11, il Mantova avrebbe stravinto. Non cosi’ esplicito l’allenatore “Ciccio” Graziani: <nel primo tempo non abbiamo giocato benissimo anche se abbiamo interpretato bene la fase difensiva. C’era un rigore netto sul Tano (Caridi, n.d.r.), proprio uguale a quello concesso al Fano contro di noi domenica scorsa. Qui, però, non ce l’hanno dato.. Dopo il vantaggio del Forlì i ragazzi hanno reagito bene e dimostrato grande cuore. C’erano giocatori stremati (Salifu, Cittadino e Regoli) ma che hanno retto all’urto. Sotto di un goal e di un uomo ho rischiato alzando il baricentro con l’inserimento di Sodinha.

Lui è capace di entrare subito in partita, a freddo. Voglio ringraziare anche il pubblico. La gente di Mantova ha capito che abbiamo bisogno di sostegno in questo momento>. Sulla sua espulsione glissa con poche parole: <ho solo detto all’arbitro che aveva male interpretato il contatto tra Caridi e Tonelli e che il fallo era a nostro favore. L’espulsione di Cristini mi è invece parsa esagerata: non aveva la gamba alta e non ho visto particolare cattiveria nel suo intervento. Bastava l’ammonizione. E’ un episodio che ha comunque cambiato la partita>. Il calendario del girone B di Lega Pro non ammette soste: domenica prossima il Mantova sarà a Gubbio per poi proseguire il cammino ancora in trasferta a Santarcangelo. Tornerà al “Martelli” col Lumezzane e proseguirà per il passaggio obbligato delle “Termopili” di Modena. Chiusura in casa col SudTirol ai primi di maggio. La strada per la salvezza non è più tanto lunga ma ancora irta di ostacoli. Tutta da seguire e palpitare.

ACM MANTOVA

Calcio Lega Pro: l’ACM festeggia il compleanno con un “brodino”

Col Teramo solo un pareggio (0 – 0) che, comunque, muove la classifica.

Nella domenica dei suoi 106 anni (in realtà il venerdì prima) il Mantova non riesce a farsi un regalo e andare oltre il pari con la diretta concorrente Teramo. Al “Martelli” deve accontentarsi di un sorbir che, vista la giornata fresca, non è pur tuttavia da buttare. Negli scontri diretti i punti in palio, di fatto, raddoppiano ed una sconfitta si sarebbe potuta rivelare disastrosa. La “torta” per il compleanno del glorioso club di viale Te era stata confezionata nel prepartita, con tante ex glorie virgiliane (tra cui Boninsegna, Simoni, Tomeazzi, Tatanka Hubner, Lori e l’altro già presidente Quartaroli, la cui breve gestione è rimasta nella memoria dei tifosi meno giovani) a fungere da candeline e i ragazzi del settore giovanile a fornire la crema e la panna.

Purtroppo è mancata la ciliegina, vale a dire la vittoria, anche se a raddolcire un tantino la bocca è rimasto un punto che, di questi tempi (come rimarcherà nel dopopartita Mister Graziani, n.d.r.), si può anche accettare “serenamente”. Con gli abruzzesi in piena crisi societaria il Mantova si presenta forte dell’imbattibilità conquistata nelle ultime due uscite contro le “corazzate” emiliane (Parma e Reggiana) ma forse un tantino scarico o appagato. In effetti, per tutto il primo tempo, fatica in fase di costruzione e lascia spesso l’iniziativa agli ospiti. La frazione risulta così incolore, a tratti scialba, e non diverte gli oltre 2.000 “invitati” alla festa. L’avvio del secondo tempo sembra la fotocopia del precedente ma dopo pochi minuti i “centenari” paiono svegliarsi e profondere maggior convinzione nella manovra. Biancorossi vicini al goal con Marchi che colpisce di testa su corner conseguente a una bella punizione di Cittadino deviata da Narciso e, poco dopo, tiro quasi a botta sicura di Di Santantonio su sponda dello stesso Marchi. Reazione del Teramo che non ci sta a fare la parte del “contorno” e con Carraro costringe Tonti a superarsi per evitare di capitolare. E’ il preludio al ribaltamento di fronte con cui il giovane mantovano Smith avrebbe l’occasione di chiudere la sfida: con una percussione centrale riesce ad incunearsi in area e superare il portiere in uscita con un tocco rasoterra. Sulla linea, però, la palla (che stava rotolando lentamente nel sacco) viene deviata in scivolata da Caidi, sopraggiunto in disperato recupero.

Mantova TeramoSono poi gli abruzzesi a “rischiare” seriamente di vincere con Sansovini (che ironia della sorte vuole abiti a Curtatone) involatosi in contropiede e “stoppato”, appena dentro l’area, da Tonti con un altro prodigioso intervento ad una mano. Alla fine il pareggio sembra tutto sommato giusto e non disgusta, anche se il Modena, vincendo con l’Albinoleffe riaggancia l’ACM al sestultimo posto, appena un punto sopra la zona play out. Contento del suo rientro Filippo Boniperti, che ha rilevato Caridi a inizio ripresa: <è da un mesetto che mi sento molto bene, dopo tanto tempo fuori. Ora ho voglia di giocare e di ripagare la gente di Mantova che mi dimostra il suo affetto ogni giorno durante gli allenamenti>.  Protagonista di un’ottima prestazione il ghanese Salifu, finalmente sbloccato e tornato sui livelli che gli competono in mezzo al campo. Soddisfatto della sua prova, meno del risultato: <potevamo fare di più, avevamo entrambe bisogno di punti e la partita si è fatta difficile>. Così anche Mister “Ciccio” Graziani che ci tiene, comunque, a precisare che un punto non va disdegnato: <non era facile trovare spazi, il Teramo si è chiuso bene con tre centrocampisti per interrompere i nostri rifornimenti a Caridi e Di Santantonio. Quando c’è da fare la partita andiamo un po’ in difficoltà, ci riesce meglio giocare di rimessa e per questo siamo più a nostro agio nell’affrontare le grandi. Oggi, però, anche le ripartenze erano un po’ lente ed abbiamo faticato più del solito sulle corsie esterne. I ragazzi hanno speso molto a livello mentale nelle cinque partite precedenti e temevo che lo avremmo potuto pagare un pochino. Per me ci stava anche di vincere ma di postitivo rimane che, probabilmente, qualche mese fa questa partita la avremmo persa.

Mantova TeramoLa ricetta è sempre la solita: lavorare a testa bassa e rimanere sul pezzo. Sapevamo che la fine del campionato sarebbe stata dura, la strada per la salvezza è ancora molto lunga, checché ne pensi qualcuno>. E’ uso, nei compleanni, fare gli auguri al festeggiato. Quale migliore occasione, allora, per chiedere al Mister biancorosso, ormai mantovano “acquisito”, quale sia il desiderata per la “sua” squadra: <Il mio augurio è che ci siano tanti altri compleanni, anche molti più dei 106 festeggiati venerdì, e che portino grandi soddisfazioni.  Sono convinto che il Mantova tornerà a calcare i campi delle categorie che più gli si addicono. Questo è il compleanno del Mantova come di tutti quelli che vogliono bene a questa maglia>.

106 anni non sono poi così tanti, soprattutto se si considera che il Mantova Calcio è un “ultracentenario” ben arzillo. Con ancora tanta voglia di giocare, correre e vincere. Tanti auguri.

Calcio Lega Pro: Il Mantova impatta 1 a 1 col forte Parma

Buon punto che rafforza morale e autostima, biancorossi “attestati” in zona salvezza diretta.

Di fronte a più di quattromila spettatori l’ACM riagguanta, nel finale, i crociati giunti al “Martelli” con l’intenzione di riscattare il passo falso col Forlì e proseguire l’inseguimento alla capolista Venezia. Il Mantova era invece chiamato a confermare la convincente prova di Bassano e muovere ulteriormente la classifica. Atmosfera d’altri tempi: allo stadio si rivedono molte facce della “B”. Nella “bombonera” di viale Te i primi quarantacinque minuti scivolano via senza troppe emozioni. Sostanziale equilibrio in campo, con le squadre che si studiano e si annullano a vicenda in tatticismi nella zona centrale del rettangolo di gioco.

Leggera supremazia parmense nel possesso palla ma occasioni che si contano sulle (nemmeno tutte) dita di una mano. Più agguerrite le due curve: la Te (strapiena) e la Cisa (con mille tifosi ospiti) che si sgolano e si beccano per tutta la partita. Le emozioni si condensano così nella seconda frazione, e sono forti. Graziani rompe presto gli indugi e butta nella mischia l’attaccante Marchi per il centrocampista di contenimento Raggio Garibaldi. L’intenzione è chiara: giocarsela alla pari con gli avversari e provare a vincerla. I fatti gli daranno, comunque, ragione. Anche il Parma sembra maggiormente convinto con l’ingresso del centravanti Nocciolini e il match si fa più aperto. Sul terreno e sugli spalti gli animi si scaldano. Del “regalo” del sig. Proietti di Terni i gialloblù non avrebbero bisogno, ma lo stesso Nocciolini non esita ad approfittarne e a infilare, di testa, il goal del vantaggio su azione conseguente a quel corner che proprio non c’era. Succede di tutto: accapigliamenti in tribuna ed espulsione di mister Graziani che va a raggiungere il ds Signorelli (già allontanato sul finire del primo tempo). Dalla tribuna laterale l’allenatore biancorosso invia alla panchina l’ordine di far entrare Sodinha al posto del giovane Smith. Il carioca fa subito vedere che, nonostante sia ancora appesantito, la sua classe può rivelarsi molto utile. Sospinto dal pubblico il Mantova non si disunisce e prova l’assalto alla porta parmense. Passano cinque minuti e Marchi, su perfetto cross di Donnarumma, incorna nel sacco la palla che significa pari e “giustizia” del torto arbitrale che aveva consentito agli emiliani di passare in vantaggio. E’ bolgia biancorossa. Il brasiliano confeziona a ciclo industriale assist al bacio per Di Santantonio e ci prova personalmente su punizione, ma il portiere Bassi si oppone alla grande. La partita finisce dunque con un pareggio che, se scontenta il Parma, certo lascia un po’ di rammarico anche al Mantova. I giocatori virgiliani si spingono sotto la curva Te a salutare i tanti che li hanno incitati senza sosta e a simboleggiare che il feeling con la città si sta lentamente ricomponendo. Il “Pres.” Fabrizio Lori è uno dei primi a rilasciare dichiarazioni: “peccato vedere i distinti chiusi. Buona prestazione, due mesi fa un pareggio col Parma sarebbe stato oro colato ma oggi è un altro Mantova.

La vittoria col Bassano (di domenica scorsa, n.d.r.) ci ha dato una bella spinta, sette punti in tre partite sono una media promozione”. Sodinha può fare la differenza”. Lo stesso carioca afferma di stare molto meglio rispetto al suo arrivo: “mi sto allenando duramente, se prima ero al 10% delle mie possibilità ora molto di più. Un pareggio in casa non deve accontentarci, qui dobbiamo cercare di vincere sempre. Mi fa piacere essere tornato a disposizione, così il Mister avrà più difficoltà a scegliere chi schierare”. Gli fa eco “Ciccio” che si dice ben contento di avere tali problemi di abbondanza, dopo la “magra” dei mesi scorsi. Sulle circostanze della sua espulsione non ricorda di aver detto nulla di particolare all’arbitro: “probabilmente ci ha visti un po’ troppo agitati in panchina ed ha scelto di punire me”. “Nel primo tempo non abbiamo trovato il nostro ritmo partita – prosegue –  poi ho detto ai ragazzi di non temere il Parma e provare a giocare a viso aperto e con più coraggio. Subìto ingiustamente il goal sono venuti fuori i valori morali della squadra, fatta di giocatori intelligenti che si allenano seriamente durante tutta la settimana. Marchi e Guazzo possono giocare insieme. Dietro stiamo finalmente trovando la giusta compattezza ed il pubblico oggi è stato fantastico. Ho rivisto l’atmosfera dei bei tempi, la gente di Mantova rappresenta un’arma importante per noi e ci galvanizza. Spero che vengano ancora numerosi a vederci nelle prossime partite in casa”. Contento della cornice di pubblico e dell’atmosfera che si è respirata allo stadio anche il presidente Marco Claudio De Sanctis: “grande tifo, frutto del lavoro e della volontà di fare bene del gruppo. Fantastico rivedere Mantova sorridere dopo tanto tempo.

E’ una piazza stupenda, che amo sempre di più. Penso che in questa categoria non ci siano formazioni imbattibili, teoricamente non siamo inferiori a nessuno. Dobbiamo convincerci che possiamo giocarcela e fare risultato con chiunque. Stiamo lavorando in modo sano, fisicamente e mentalmente, con coesione. Quando è così tutto diventa più facile, ve lo dico da ex atleta”. Il punto guadagnato (per come si era messa) col Parma permette all’ACM di assestarsi in sestultima posizione, una lunghezza sopra la zona “purgatorio” dei Play out. Dopo la prossima difficile trasferta di Reggio Emilia, i biancorossi affronteranno il Teramo (in casa), il Fano (fuori) e il Forlì (in casa): tre dei maggiori competitor sulla strada della salvezza. Potrebbe essere la svolta.

Calcio: ACM beffata nel finale

Una disattenzione difensiva in pieno recupero spiana la strada al Padova che vince per 1 a 0.

Le sconfitte fanno sempre male. Alcune, per come maturano, particolarmente. E’ quanto avvenuto domenica scorsa al Mantova contro i biancoscudati dell’”odiato” Oscar Brevi, già giocatore di quel Torino che dieci anni fa perpetrò lo “scippo” della serie A ai danni di Lori e dell’intera città. L’ex capitano granata (ora allenatore) ed i suoi sono riusciti ad operare un altro piccolo “furto con destrezza” e uscire a mani piene dal pratone del “Martelli” grazie ad un goal di Alfageme (subentrato al mantovanissimo Altinier) in zona Cesarini, agevolato dalla difesa biancorossa che ha distrattamente lasciato le chiavi di casa sopra lo zerbino. Benché non si possano definire derby in senso territoriale, le partite con il Padova sono molto sentite in terra virgiliana; la Curva Te si è presentata all’appuntamento tirata a lucido ed i trecento tifosi giunti dal Veneto hanno completato la bella cornice di pubblico che, come non si vedeva da tempo, è ricorsa a fumogeni e petardi per sostenere l’incessante colonna sonora di canti e sfottò. Avvio arrembante dei patavini, terza forza del torneo, che si presentano dalle parti di Tonti in un paio di occasioni. Cerca di ribattere colpo su colpo il Mantova che, quando può, spinge sulle fasce con Regoli e Di Santantonio e arriva alla conclusione con Donnarumma, Vinetot e Salifu (rasoterra troppo angolato). Cittadino e lo stesso Salifu sembrano conferire solidità alla linea mediana dell’ACM, nonché maggior copertura alla difesa nel corridoio centrale del campo. Anche per questo il Mantova non subisce eccessivamente, pur se sul finire della prima frazione “rischia” la beffa (che arriverà comunque nell’overtime) su un insidioso tiro-cross di De Risio e su una sortita di Altinier.  Ad inizio ripresa subito proteste venete per un tocco di mano in area di Di Santantonio che, seppur involontario, poteva generare conseguenze dagli undici metri. Il Mantova si rimette in marcia e ingaggia battaglia a centrocampo. I ritmo si alza e le fasi di gioco si fanno concitate. La palla sembra a volte somigliare più alla sfera di acciaio di un flipper. I batti e ribatti non si contano e tutti corrono come forsennati. Graziani si gioca le carte Renny e Sodinha (talentuoso brasiliano) per Salifu e Caridi.  Il giovane anglo-austriaco si danna l’anima sulla fascia sinistra ma con troppa irruenza, Il carioca appare ancora un po’ sovrappeso ma la sua classe, e forse le sue vicissitudini umane, lo hanno già reso un beniamino della Te. Il mancino Regoli, intanto, da esterno destro si trova spesso a dover crossare col piede “sbagliato”. Quando la partita sembra avviata verso un “onesto” pareggio il Padova lancia un primo avvertimento (’76) con il pallonetto di De Cenco che, scavalcata la tardiva uscita di Tonti, va però a infrangersi sulla base del palo ed infine, anzi tre minuti oltre la fine (’93), piazza il goal vittoria con Alfageme, lesto a recuperare un rinvio alla cieca della sua difesa, approfittare dell’amnesia collettiva di quella mantovana, fare due passi palla al piede e scagliarla in rete. Beffa. Le emozioni non sono però finite: al ’94 Regoli, che sta per tirare, viene sbilanciato in area piccola e vola per le terre. L’arbitro sembra pensarci ma invece concede fallo al Padova e ammonisce il mantovano per simulazione. Pochi secondi e fischia la fine. L’esultanza di Brevi, visti i suoi trascorsi, non va affatto giù ai tifosi virgiliani che lo vogliono, perciò, “salutare” ancora calorosamente, dopo averlo già fatto al suo ingresso, fino a quando non lo vedono inghiottire dal tunnel degli spogliatoi.

Signorelli e Graziani, come purtroppo spesso accade, si ritrovano in sala stampa a dover commentare l’ennesima buona prestazione della squadra, “macchiata” dalla solita sfortuna e “fragilità” nella gestione del risultato. Il ds ci tiene comunque a ringraziare i tifosi biancorossi per il loro supporto: <con loro e con tutta la città, se restiamo uniti, potremo arrivare alla salvezza> ed accenna al comportamento dell’allenatore padovano che <da professionista doveva accettare il fatto che a Mantova sarebbe stato beccato dal pubblico>.  A “Ciccio” non è piaciuto il primo tempo giocato dal suo Mantova: <eravamo troppo bassi – ammette – con un centrocampo quasi a 5 e mezzo… Nel secondo tempo meglio, abbiamo guadagnato campo ma quando arriviamo negli ultimi 30 metri ci manca la giocata risolutiva. Alla fine eravamo molto stanchi e non siamo riusciti a tenere di più la palla. E’ una sconfitta che ci ha fatto male. Molto. Un macigno duro da mandare giù. Il pareggio non sarebbe stato demeritato. Cerchiamo di smaltire presto rabbia e delusione e rimboccarci le maniche già da martedì per prepararci alla sfida di domenica prossima con la Maceratese. Il calcio, per fortuna, ti dà l’opportunità di rifarti alla svelta>. A conti fatti la situazione di classifica non è mutata granché. L’ACM è però “scivolata” dalla quintultima alla quartultima posizione e, soprattutto, ha aggiunto un punto tra sé e la salvezza diretta (ora a più tre). La buona prestazione offerta contro il Padova non deve comunque venire vanificata, deve anzi servire da slancio per abbordare la Maceratese che alla lunga potrebbe rivelarsi una diretta concorrente alla permanenza in Lega Pro.

Calcio: Mantova autolesionista

Autogoal e sconfitta al “Martelli” con l’Albinoleffe per 2 a 1.

Persa una ghiotta occasione per riagganciare la zona salvezza diretta.

Esordio casalingo non proprio fortunato per la nuova proprietà “romana” del Mantova calcio. I biancorossi cedono il passo alla “bestia nera” Albinoleffe e non riescono ad approfittare del turno favorevole che ha visto perdere anche le dirette concorrenti Fano, Modena e Lumezzane e pareggiare il Teramo.

Una sfortunata quanto inusitata autorete del terzino Donnarumma, che nel tentativo di respingere un cross a centro area ha invece spedito di contro balzo (peraltro con un notevole gesto tecnico) la palla all’incrocio dei pali della propria porta, ha spianato la strada ai bergamaschi che, dopo il bel pareggio di Di Santantonio a inizio ripresa (staffilata di sinistro), hanno “beffardamente” colpito in contropiede l’Acm, infilando il goal vittoria con l’ex Gonzi. Eppure, sotto un tempo da lupi (acqua e vento) e su un terreno di gioco infame (zuppo e pieno di buche simili a piccoli crateri) il Mantova non era partito male. Con subito dentro i neoacquisti Guazzo (centravanti), apparso un po’ appesantito ma combattivo, ed il “tonico” difensore centrale Vinetot, era riuscito a premere l’Albinoleffe nella sua metà campo, dopo un quarto d’ora di assestamento.

Al ’20, però, il “fattaccio” di Donnarumma ha complicato tutto. La smania di raggiungere la vittoria, in seguito al pareggio di Di Santantonio, ha portato nella ripresa i biancorossi a sbilanciarsi in avanti e intestardirsi nel fraseggio rasoterra su un terreno pessimo, generando il fatale contropiede avversario di cui si è detto. Dal possibile aggancio alla quintultima posizione (dove soggiorna il Forlì) il Mantova è dunque tornato alla “consueta” penultima piazza, in coabitazione col Teramo a 20 punti. Vicini di poltroncina in tribuna, De Sanctis ed il suo consigliere personale Lori, si sono trovati gomito a gomito anche in sala stampa. Per il presidente <la prestazione del Mantova è stata buona, anche se abbiamo avuto sfortuna e giocato un po’ troppo sbilanciati. Dobbiamo crescere come collettivo, imparare a gestire la palla e a coprire meglio il campo>. Pure al “mitico Fabrizio” la squadra non è spiaciuta: <l’Albinoleffe si è confermata ostica per noi, come il Bologna ai miei tempi.

Il loro raddoppio è stata la conferma della regola “goal sbagliato, goal subito”, sul ribaltamento di fronte dopo una nostra occasione. Molta sfortuna ma ho visto un buon Mantova, certo perdiamo troppe partite in casa, l’ideale per una squadra che deve salvarsi sarebbe vincere in casa e pareggiare fuori. Vedere il Mantova sconfitto allo stadio fa arrabbiare di più che seguire il risultato da casa, è sempre stato così per me>. Più tecnica, com’è normale, la disamina di Mister “Ciccio” Graziani: <primo tempo giocato con troppa frenesia e poca circolazione di palla. Più grave la somma di errori individuali che ha portato alla seconda rete dell’Albinoleffe rispetto all’episodio sfortunato del nostro autogol. Siamo stati disordinati, mi assumo l’intera responsabilità della sconfitta. Ho inserito Boniperti per dare maggior vivacità in avanti e provare a far allargare un po’ i loro difensori centrali. Volevo vincerla ma dobbiamo maturare nella gestione del risultato, imparare che anche un pareggio muove la classifica>.

Nessun giocatore si presenta ai cronisti e così tocca al nuovo ds, Signorelli, chiudere la conferenza stampa. Abbastanza infastidito dichiara che <siamo stati dei polli. Quando una squadra che deve salvarsi raggiunge il pareggio deve portare in porto il risultato. Non può regalare la vittoria con un contropiede in casa>. Chiamato ad esprimere un voto sul mercato di riparazione operato dal club di viale Te risponde a mezza bocca mentre si incammina verso gli spogliatoi: <se non fosse andata come oggi sarebbe stato da 9… per ora diciamo 7>.

calcio ACM

Calcio: l’ACM regala una vittoria rocambolesca sull’Ancona

E proprio a Natale Musso chiede ai suoi di diventare meno “buoni”

Un Caridi immenso. Un finale thriller (per fortuna favorevole) e un presidente (Musso) che ritorna finalmente allo stadio, nello spogliatoio ed in sala stampa a dichiarare rinnovato amore per il “suo” club. Venerdì sera il Mantova non poteva confezionare miglior strenna natalizia e inviare miglior risposta agli scettici. Battendo 3 a 2 l’Ancona i biancorossi balzano al terzultimo posto, a soli due punti dalla salvezza diretta e dalla luce in fondo al tunnel.

Graziani vara di nuovo il 4-2-3-1 (modulo maggiormente coperto e adatto a una squadra poco dotata tecnicamente) e lancia dal primo minuto il giovane Boccalari nella zona nevralgica del campo insieme a Raggio Garibaldi. Il “ragazzino” se la cava piuttosto bene, dimostrando buona tecnica individuale e sufficiente personalità, anche se a volte appare un pochino “molle” nei contrasti. La sua presenza in mediana destra ha due effetti positivi sull’assetto tattico dei biancorossi: Zammarini, davanti a lui, può schierarsi più esterno sulla fascia (ruolo in cui appare a suo agio) e dare vivacità alle sue sgroppate; Di Santantonio, liberato dal timore di rappresentare l’ultimo baluardo difensivo prima del “caveau” Siniscalchi-Bonato, può svariare sulla trequarti avversaria e provare ad aggiungere un po’ di imprevedibilità alla fantasia di Caridi.

Così il Mantova riesce a tenere il pallino del gioco per tutto il primo tempo senza però riuscire a concretizzare. Ancona non pervenuto. Con il risultato del Teramo già acquisito (ha giocato nel primo pomeriggio pareggiando con il Lumezzane) l’ACM capisce che deve fare sua la gara se vuole sperare di riagganciare il gruppo delle pretendenti alla salvezza e riparte a testa bassa anche nella ripresa. Dopo 3‘ Gaetano Caridi sblocca il risultato in scivolata, arrivando per primo con la punta del suo scarpino su una palla rimasta “orfana” in mezzo all’area piccola e anticipando gli statici difensore centrale e portiere ospiti. Sembra fatta, ma ai dorici bastano  cinque minuti per guadagnare un corner e pareggiare con un colpo di testa di Ricci. Si spegne la luce. Il Mantova, come spesso accade, in preda alla paura arretra il baricentro e dona coraggio all’Ancona che inizia a pressare in cerca del goal vittoria.   Regoli subentra a Boccalari ed in soli venti minuti trova il tempo di combinarne più di Bertoldo. Prima divora un’occasione incredibile, su assist di Caridi che lo aveva messo da solo davanti al portiere, poi serve un retropassaggio “suicida” all’attacco dell’Ancona che ringrazia e passa in vantaggio con l’ex Momentè. Ora sembra finita davvero. Mancano sette minuti alla fine. “Ciccio”, che nel frattempo ha inserito anche Ruopolo per rinforzare la linea avanzata, non ci sta e si sbraccia dalla panchina ma, soprattutto, non ci sta Tano Caridi. Perdere così non si può e allora il “monumento” biancorosso controlla palla sul limite esterno dell’area piccola, a un metro dalla linea di fondo, e da una posizione dalla quale ti potresti aspettare di tutto (un cross, un rimpallo sul difensore, un tuffo cerca-rigore) meno che un tiro, con di fronte una “selva” di calzettoni blu (seconda maglia dell’Ancona)  riesce a creare un diagonale rasoterra che attraversa lo strettissimo corridoio libero tra lui e la porta e si insacca nell’angolino opposto. Da non crederci. Tutti tirano un sospiro di sollievo e già pensano al brodo di agnoli e al panettone che li aspetta a casa ma il meglio deve ancora venire. In perfetto stile Hitchcock arriva il colpo di scena finale: Ruopolo viene “cravattato” in area ed il sig. Zufferli di Udine fischia rigore (il primo in stagione) per il Mantova. Ancora da non crederci. E’ il 93’ e Marchi non esita un secondo (forse) a trasformare il penalty sotto la curva Te. Una festa, un tripudio. Non resta che il “quadretto” di Caridi, Marchi ed il presidente Sandro Musso “schierati” uno di fianco all’altro dietro al tavolo delle interviste, dopo che Graziani ha detto del Tano che <non ci sono parole per definirlo> e lo stesso Caridi ha definito Marchi come un uomo di “coraggio” (<ha avuto due p…e così a calciare quel rigore>).  Il Mister virgiliano non ha poi smentito la sua “vis” combattiva dichiarando che < se la dovevamo perdere la volevo perdere a modo mio, per questo ho inserito Ruopolo e per questo sono particolarmente contento per Musso che ci teneva molto>.  Il Presidente, dal canto suo, molla i freni e spiega le ragioni della prestazione della squadra e del suo risentimento verso una parte della tifoseria (che ha ancora blandamente inveito verso di lui e la società durante la partita): < non ero mai entrato nello spogliatoio durante l’intervallo ma stasera l’ho fatto e i ragazzi sono rimasti allibiti. A spingermi a farlo sono state le parole di Caridi durante la cena di Natale di mercoledì scorso. Parole che non posso dirvi ma che per me sono state importantissime. Ecco perché ero allo stadio oggi ed ecco perché alla squadra ho detto di non fare il “Sandro Musso” in campo. Io sono un tipo che soffre troppo per le critiche ingiuste. Non ci dormo la notte. Tendo poi a non reagire ed, anzi, a scusarmi anche se non ne avrei motivo. Loro non devono essere così, devono farsi crescere un po’ di “pelo sullo stomaco” perché il buonismo, nel mondo del calcio, non porta ad altro che diventare degli sfigati >. A seguire l’applauso di tutti i dipendenti della società, presenti in sala stampa, mentre Musso ha chiuso con un “augurio” a chi, specialmente dalla curva, ci ha ormai preso gusto a maltrattarlo: < e che qualcuno andasse anche affan…. ogni tanto>. Già, non dimentichiamoci mai che l’ACM non sono solo i giocatori e lo staff tecnico, sono anche tutti quegli onesti lavoratori e lavoratrici che, a stipendio “normale”, rischiano di vedere messo in dubbio il posto di lavoro a seconda degli ondivaghi (mal)umori dell’ambiente. Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene, specialmente in periodo natalizio. Ora due giorni di riposo e poi sotto con gli allenamenti, in vista della sfida di domenica 30 dicembre in laguna con la capolista Venezia.

Calcio Lega Pro: l’ACM fa suo il “derby nella nebbia” col Modena

Graziani: < è la vittoria della gente di Mantova >. Ora il futuro sembra un po’ meno nero.

Quando al “Martelli” arriva il Modena non è mai una partita qualunque. Se poi si aggiunge che battendo i “canarini” il Mantova li avrebbe scavalcati in classifica e magari riagganciato qualche altra diretta concorrente alla salvezza (leggi Fano, che infatti ha perso) si comprende l’importanza del match con gli emiliani disputato domenica pomeriggio sul “prato” di viale Te. Oltre al pathos della forte rivalità tra le due tifoserie (che non si sono mai nasate) la gara era contraddistinta dall’importanza della posta in palio. Vincendo per 1 a 0 i biancorossi hanno “conquistato” il quartultimo posto e, soprattutto, allontanato l’ultima piazza (che comporta retrocessione diretta in serie D) di cinque lunghezze. Ora, quantomeno, la “truppa” di Graziani potrà affrontare la prossima trasferta a Bolzano senza il consueto nodo in gola. A placare gli animi di tutti, nella prima frazione di gioco, ci ha pensato la fumana, imprescindibile cornice di una dicembrina domenica padana, che ha avvolto e sopito le idee dei giocatori virgiliani. A placare la voglia della curva Te di lanciare cori contro la società ci ha pensato invece il pubblico della tribuna, che ha capito le difficoltà in cui si stanno dibattendo Di Loreto & C. e l’effetto “boomerang” dell’intestardirsi nella contestazione. “La nebbia c’è ma non si vede” diceva qualcuno e così il gioco del Mantova, se c’è, non si scorge proprio per 45 minuti.  Le occasioni migliori sono allora degli ospiti che al ’27 si vedono ribattere sulla linea un tiro di Tulissi dal petto di Raggio Garibaldi, posizionatosi provvidenzialmente alle spalle di Bonato.

Il portiere biancorosso è poi protagonista di un intervento miracoloso al ‘7 della ripresa, su tiro ravvicinato di Basso. Quattro minuti più tardi il diciottenne Boccalari (mantovano d.o.c., di Pietole) fa il suo esordio tra i professionisti, rilevando Maccabiti. Graziani fa bene a dargli fiducia nonostante la poca esperienza e ci azzecca. L’ACM si scuote dal torpore, assesta il posizionamento e si spinge in avanti alla ricerca degli attaccanti Marchi e Caridi, non particolarmente brillanti. E’ infatti il difensore Siniscalchi a “girare”, prima, la palla in mischia all’interno dell’area modenese con un tiro che si spegne di poco a lato e, poco dopo (‘24), a fare centro di testa con un perfetto inserimento su punizione calciata da Bandini. Goal. Proprio sotto la Te. Il “Martelli” esplode e la foschia sembra diradarsi. La sua corsa verso la panchina, ad abbracciare Gabriele Graziani, la dice lunga sul legame che si è instaurato tra i giocatori e il “sergente”, quasi lo considerassero ancora uno di loro. Raggiunto il vantaggio il Mantova decide di coprirsi e tenere il risultato nell’ultimo quarto d’ora: troppo importante mettere in cascina i tre punti. “Ciccio” inserisce un altro difensore, Cristini, per Regoli e la linea arretrata passa a cinque. Laplace al posto dell’opaco Caridi completa la serie di mosse tattiche del Mister. La “trincea” biancorossa non è però insuperabile e Bonato deve compiere un altro intervento prodigioso al ’42 per respingere la “zuccata” a bruciapelo del gialloblù Giorico. I restanti cinque minuti di recupero sono pura sofferenza e sembrano non finire mai. Quando Il sig.  Mastrodonato di Molfetta si decide ad insufflare tre volte nel suo fischietto gli intirizziti appassionati virgiliani possono sciogliersi in un sospiro di sollievo. E’ fatta. Vittoria nel derby e punti pesantissimi incamerati. Finalmente una bella domenica. Nel dopopartita si diffonde la notizia che Sene Pape virtualmente non è più un giocatore del Mantova (tornerà all’Entella). In sala stampa il dg Togni conferma (la proprietà bresciana era ancora assente allo stadio) precisando che il senegalese, in base al regolamento federale, resterà tesserato per l’ACM sino a gennaio ma che, di fatto, non rientra già più nei piani del club. Spiace per la (dis)avventura di un ragazzo che è stato purtroppo costantemente segnato da una precaria condizione fisica. Il vocìo dei numerosissimi inviati modenesi quasi “copre” le parole di Mister Graziani ma nessuno ne è infastidito, nemmeno lui, perché in fondo stanno commentando una sconfitta. L’allenatore dell’ACM antepone a tutto i tifosi, ringraziandoli per il supporto dato alla squadra dopo l’appello fatto (con Caridi) in settimana, e prosegue su altri temi: < i punti che abbiamo sono figli della nostra bravura e dei nostri errori. Ieri sera mi sono sentito un’ora al telefono con il Presidente (Musso) che avrebbe voluto esserci anche oggi ma ha preferito soprassedere per non infastidire i tifosi. Guardate che queste (Musso e Di Loreto, ndr) sono persone serie che soffrono con noi… Nel primo tempo abbiamo fatto male, non riuscivamo a gestire le ripartenze. Dobbiamo lavorarci. Nel secondo tempo, al di là dei moduli tattici, i ragazzi sono stati più bravi a mantenere alta l’attenzione ed abbiamo fatto un bel goal. Bonato ha salvato il risultato con interventi miracolosi e Marchi ha svolto un gran lavoro. I giocatori devono credere di più in loro stessi. Il nostro “tallone d’Achille” è la continuità nei risultati e questa vittoria deve rappresentare l’inizio della strada che porta ad essa. Lo dico sempre che in una piazza come Mantova non possiamo goderci nemmeno tre giorni al mese di relax. Lavoriamo sempre con dedizione in allenamento, poi arriva il sabato e ci fermiamo lì… E’ la “testa”, l’atteggiamento, che cambia l’inerzia delle partite. La tattica non accompagnata da “cuore” e cattiveria agonistica conta ben poco. Se con il successo di oggi l’abbiamo capito abbiamo imboccato la via giusta e questo deve spronarci a lavorare ancora più forte. E’ stata la vittoria della gente di Mantova, dei tifosi, della città, della squadra, della società, di tutto lo staff e anche della stampa. Spero che finisca presto questo benedetto corso a Coverciano, così potrò dedicare tutto il mio tempo all’ACM. Il nostro obiettivo è arrivare alla sosta natalizia facendo più punti possibile >. “Passerella” anche per Raggio Garibaldi, Siniscalchi e il giovanissimo Boccalari. La serenità dei volti vale tutte le loro dichiarazioni. Boccalari ha fatto l’intera trafila nelle giovanili biancorosse e viene definito dai compagni come un < tesoro nelle mani del Mantova >, un < nuovo acquisto per la squadra >.

Lui fa un po’ il modesto, ma si prende volentieri i complimenti e confessa che preferisce giocare davanti alla difesa, anche se si è accorto che il ruolo in mediana destra (come schierato contro il Modena, ndr) è divertente. Conferma che “Ciccio” (che lo aveva già allenato quando era negli allievi) trasmette carattere durante gli allenamenti. C’è una dedica molto particolare di Siniscalchi per il suo goal: < al mio amico Vincenzo, che ha da poco perso il padre >. Infine, fa specie sentire l’allenatore ospite, Capuano, imprecare contro la malasorte e dichiarare che la sua squadra ha dominato la partita ed avuto 7/8 palle goal per chiuderla. Non tanto perché non si possa condividere la sua analisi, quanto perché sono concetti che sono stati pronunciati, negli ultimi due anni, quasi sempre dagli allenatori del Mantova. Ora pare che almeno il “Martelli” si sia stufato di venire saccheggiato e non sia più così “ospitale”.

Con Graziani in panca, dopo tre partite, due vittorie e una sconfitta. Prina aveva iniziato con due pareggi e una vittoria. La vera differenza la potrà fare solo la continuità. Peccato non la si possa comprare, sarebbe un esborso che Di Loreto farebbe molto volentieri.