
Il noto giornalista volto noto della Rai ha presentato due volumi dedicati alla figura di Trump ed alla Casa Reale britannica
Tra Palazzo Te e Ca’ degli Uberti la geopolitica e il fascino della monarchia britannica si sono incontrati sotto lo stesso tetto. Protagonista della serata è stato Antonio Caprarica, storico volto della Rai e tra i più noti “royal watcher” italiani, arrivato a Mantova per presentare due dei suoi libri più recenti: il saggio politico “Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente” (nel pomeriggio, in una gremita Sala dei Cavalli) e il volume dedicato alla casa reale britannica “Kate e la maledizione dei Galles” nei saloni affrescati del Ca’ Uberti Palace Hotel, nel corso di una serata Lions che ha fatto il tutto esaurito. Il doppio incontro, organizzato dal Lions Club Mantova Host, ha richiamato un pubblico numeroso e curioso, attratto dal racconto di un giornalista che per decenni ha osservato il mondo dai suoi epicentri più sensibili: Washington, Londra, Gerusalemme, Mosca. A dialogare con l’autore è stato Corrado Binacchi a Palazzo Te, mentre la conversazione a due voci sui Galles è stata curata da Alessandro Colombo.
“UN BULLO GLOBALE”
Il primo dei due libri presentati, “Il bullo”, è un saggio che non lascia spazio all’ambiguità già dal titolo, reso straordinariamente attuale dall’attacco Usa all’Iran. Nel suo pamphlet, Caprarica traccia un ritratto durissimo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, descritto come un leader capace di trasformare la politica internazionale in una forma di “diplomazia del bullismo”. Con il tono ironico e affilato che lo contraddistingue, il giornalista ha raccontato come la figura di Trump non possa lasciare indifferenti: “Che lo si ami o lo si detesti, è impossibile restare neutrali”.
Nella sua analisi, il trumpismo non è solo una stagione politica ma il sintomo di una trasformazione più profonda dell’Occidente, attraversato da crisi democratiche e nuove tensioni geopolitiche. Il racconto di Caprarica – introdotto dal presidente della Fondazione Te Giovanni Pasetti e da Alessandro Colombo per il Lions Mantova Host, tra aneddoti e riferimenti storici ha alternato sarcasmo e preoccupazione, restituendo il ritratto di un mondo dove la politica sembra sempre più dominata da personalità istrioniche e divisive.
LA SAGA DEI WINDSOR
Ma Caprarica non è soltanto analista di politica internazionale. Da anni è anche uno dei più raffinati narratori italiani delle vicende della famiglia reale britannica. Nel libro “Kate e la maledizione dei Galles” l’autore ripercorre la storia del titolo di principe e principessa del Galles, segnato – secondo la leggenda – da secoli di sventure e drammi. Al centro del racconto c’è Catherine, principessa del Galles, figura che nel libro appare come l’ultima protagonista di una storia carica di simboli e superstizioni, tra tradizione, destino e modernità.
Caprarica ha ricordato come la monarchia britannica continui a esercitare un fascino quasi teatrale sull’opinione pubblica mondiale: un intreccio di rituali antichi, passioni popolari e tragedie familiari che, di generazione in generazione, alimenta una narrazione degna dei grandi romanzi storici. Nell’opinione di Caprarica, la principessa di Galles (che non vuole farsi chiamare Kate ma Catherine) è verosimilmente la chiave della monarchia britannica per darsi un futuro, nonostante i disastri dell’ormai reietto principe Andrea, “cocco” della regina Elisabetta ma abbandonato al proprio destino da re Carlo per il suo pesante coinvolgimento nell’affaire Epstein.
GIORNALISMO NARRATIVO
La trasferta mantovana si è trasformata così in una sorta di viaggio tra due universi apparentemente lontani: la Casa Bianca e Buckingham Palace, la politica globale e la mitologia della monarchia.
Caprarica – accompagnato nell’occasione dalla deliziosa moglie Jolanta, pianista di fama internazionale che ha rinunciato alla carriera per stargli vicino - ha tenuto insieme questi mondi con il suo stile inconfondibile, capace di unire rigore storico, ironia britannica e talento narrativo. Non una semplice presentazione di libri, ma una conversazione colta e brillante sul potere, sui suoi simboli e sulle storie che lo circondano. E alla fine, tra applausi e firmacopie, è rimasta la sensazione che il vero filo rosso della serata fosse proprio quello che Caprarica ha imparato nei suoi anni da corrispondente: la politica, come la monarchia, è spesso anche teatro.
E per capirla davvero bisogna saper raccontare i suoi personaggi.