
Un evento straordinario, presentato nei giorni scorsi da Fondazione Palazzo Te: verrà ospitato nella Sala dei Cavalli
Nella cornice della Sala dei Cavalli è stata presentata la mostra Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, un evento straordinario promosso dalla Fondazione Palazzo Te. L’esposizione, dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, offrirà un’immersione unica nelle visioni creative di tre giganti dell’arte, esplorando il loro straordinario rapporto con la natura e il mondo che ci circonda.
Durante la presentazione, il presidente della Fondazione Giovanni Pasetti, ha manifestato la necessità di ripartire dal concetto di metamorfosi, snocciolato durante l’attuale mostra All That Changes You. Metamorphosis di Isaac Julien. Un successo internazionale prorogato fino al 31 maggio che ha saputo catturare l’essenza dei cambiamenti. La necessità di concretizzare il concetto cinquecentesco e mai più attuale di natura, fondamentale per Mantova e per i Gonzaga, prende vita a Palazzo Te con opere dei più grandi artisti, come Leonardo, Arcimboldo, Annibale e Agostino Carracci e Caravaggio.
Di seguito, il direttore Stefano Baia Curioni ha introdotto la raccolta del testimone di un lungo percorso, che va ad espandere la narrativa delle stratificazioni di Palazzo Te, con una natura strabordante e imponente. Si tratta di un’entità silente che chiede di essere ascoltata e calata nell’esperienza sensibile di ognuno di noi, che ha piantato le radici nel Rinascimento italiano. Uno sforzo corale che si avvale di pezzi importanti per una mostra rivolta ad un momento storico preciso ma allo stesso tempo aperta al presente. Occasione per riflettere sulla natura contemporanea, che suscita pensieri strettamente connessi ai problemi degli uomini che sono cambiati e continueranno a cambiare nel corso della storia. Una ricca mostra multimediale con oggetti preziosi, materiali esotici, fossili, reperti, sculture, dipinti e disegni divisa in sette sezioni tematiche intitolate Creare, Distruggere, Sorprendere, Conoscere, Riprodurre, Stupire e Animare.
Il percorso espositivo celebrerà la forza generatrice della natura, il volto temibile dei fenomeni naturali, l’atmosfera suggestiva delle grotte, il collezionismo naturalistico, la precisione scientifica delle forme naturali, la doppia valenza di gioco e di meraviglia della natura, nonché l’imitazione dei suoi suoni e movimenti, per portare il tema del naturalismo fuori dalla pura dimensione scientifica.
Tra le opere più attese, Diana Efesia dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Una tempesta di Leonardo da Vinci dalla Royal Collection di Windsor, l’Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato) di Caravaggio dalla Galleria Borghese di Roma, lo Scherzo di ortaggi (L’Ortolano) di Giuseppe Arcimboldo dal Museo Civico Ala Ponzone di Cremona e l’Orologio a globo da tavolo con automa a forma di turco dal Museo Poldi Pezzoni di Milano.
Michele De Lucchi, archistar e designer di Milano - curatore dell’allestimento - ha sottolineato come il tema della natura non sia mai stato più attuale da quando ci siamo accorti che a forza di consumarla ne rimarrà sempre meno, e di come fino agli anni Settanta parole come ecologia, natura e sostenibilità quasi non esistessero. De Lucchi ha proseguito portando all’ordine del giorno la questione della proporzione e della fondamentale contestualizzazione del modo in cui il Cinquecento osservava e rappresentava la natura. Da qui la necessità di utilizzare tecniche cinquecentesche e rinascimentali di panneggio (ispirate dal Sogno di Costantino di Piero della Francesca) per costruire profondità, governare la luce, dirigere lo sguardo e mettere un filtro tra ciò che si vuole esporre e la suggestiva cornice di Palazzo Te. È stato quindi studiato un sistema di tessuti, tende e travi in grado di mettere in evidenza ogni soggetto, indipendentemente dalle dimensioni, in un contesto che lo estrapola dalle proporzioni monumentali del Palazzo.