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12/10/2026

DJ Liro, cinquant'anni di attività e non sentirli..

La storia di Stefano Lorusso, di notte appassionato dejay e di giorno consulente commerciale

La professionalità di un dj non dipende dall’attrezzatura che possiede, ma dal buon uso che ne fa. Per un fantino del disco che diventa professionista, la formula è azzeccata. Quindi, dj si nasce o si diventa? Per chi mastica LP, tracce, suoni da mezzo secolo la risposta è secca: “Si nasce”.

Stefano Lorusso, mantovanissimo, è un po’ Jekyll, un po’ Hyde. Quando va alla consolle (Liro), di notte, entra nel vivo della sua prima rispettabile passione. Non soddisfatto, di giorno (Lorusso), si getta con ardore nel lavoro: consulente commerciale nella vendita di automobili. Due identità possibili che compendiano, in modo parallelo, lo slancio verso tante tipologie di pubblico-clientela. Farli divertire con la musica e il ballo, farli felici mettendoli al volante.

PIONEER

Musica come attrazione fatale. Sin dai primi passi. Conferma che arriva da lui stesso: “Music is life, la musica è vita. Non mi ha mai abbandonato, sia nei momenti belli, sia soprattutto nei momenti più difficili è stata di supporto e conforto e dandomi la forza di reagire”.

Così piccolo, così pimpante: “Nutrivo la passione per la musica sin da bambino. Ma ero anche già appassionato di auto. Grazie a papà, ecco l’acquisto di un compatto (radio, cassette, giradischi) e poi un bel Pioneer a elementi separati (ampli, casse, registratore a cassette, giradischi). Da lì ho iniziato a comperare e ascoltare vinili sino al mio provino...”.

A questo punto Liro (nome d’arte) si lancia nell’universo dei fantastici e irripetibili anni del pop, del rock, del beat, del soul. Quel “provino” da disc jockey (figura quanto mai ricercata dalle emittenti private e dalle sale da ballo) arriva grazie ad Antenna Libera. Non ancora sedicenne, ricorda: “Insieme a Paolo Lanfredini vado in diretta radiofonica. È il settembre del 1976…”.

Cinquanta anni fa. Storia da incorniciare (lo testimoniano i regali ricevuti) e raccontare. Con una festa, venerdì 2 ottobre 2026, nel modo più consono e nella sede più ideale. Riunendo tanti colleghi e amici nella Liv Music Hall di Cerese dove risuonavano - parecchi  lustri orsono - prima il Faro della Danza, poi la Stalla.

DISCOTECHE

“Dopo Antenna Libera - racconta davanti a una folla di compagni di viaggio - ho lavorato in diverse radio e ho iniziato a proporre musica nelle indimenticabili festine private. E qui, il dj era il più sfigato, perché lavorava senza sosta, mentre gli altri cuccavano. Devo essere onesto: successivamente mi sono rifatto con gli interessi e anche l’Iva”.

Da quelle cantine buie dove si respirava piano, tra baci e groppi, all’approdo nelle discoteche. In avvio dj proprio alla Stalla: “Qui ho cominciato: il Cico mi fece fare un provino e mi prese immediatamente. Da lì pensai di organizzare la mia prima festa in discoteca realizzando personalmente il biglietto. La data? 2 ottobre!”.

Conclusa questa esperienza, Liro approda al Mocambo di Goito chiamato da Fulvio Galli. Successivamente un breve passaggio al Melamara di Castiglione delle Stiviere per approdare al mitico Colosseum di Marmirolo, la Mecca del divertimento di allora.

“Al Colosseum ho messo anima e cuore. Felice anche se si trattava di un grosso impegno, considerato che nel contempo lavoravo di giorno a Radio Mantova“.

Percorso doremifasollazzare, senza pause. Liro, richiestissimo, diventa una star. Grazie alla capacità di scegliere i brani in base ai gusti della pista, al tipo di locale e al momento della serata. Ormai è abile nel missaggio, unendo le tracce in sequenza in modo fluido, coordinando il ritmo e il volume per creare un flusso sonoro continuo. Per lui la gestione della consolle è una pratica svolta con giudizio. Utilizza mixer, lettori multimediali, giradischi, cuffie. Viene apprezzato per come cura l’intrattenimento, presentando i brani, parlando al microfono, restando sempre aggiornato sulle novità discografiche. Gli vengono riconosciuti il senso del ritmo, la capacità di ascolto del pubblico e la conoscenza tecnica delle apparecchiature.

ESPERIENZE

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“Ho lavorato - ricorda ancora Liro - alla Zangola a Madonna di Campiglio, al Caravel, al Blue Max, al Tiffany di Riva del Garda, alla Capannina di Bologna. Poi Nicodemus, Marameo e altri locali. Ho avuto la soddisfazione di partecipare a un paio di Galà dei migliori dj in Italia. Contento di aver contribuito ad avviare alla carriera di disc jockey, facendoli lavorare con me in consolle: Umberto Balzanelli, Severino Panzetta e Cristian Marchi”.

La memoria si ferma, con particolari brividi, al periodo vissuto al Colosseum: “Io e gli amici dj che mi seguivano ne abbiamo combinate di tutti i colori. Un po’ di goliardia, un po’ di cose demenziali, ma senza far male ad alcuno. Ce la spassavamo da matti intrattenendo e facendo ridere con iniziative quali Radio Amica, Il Ciclo, filmati e il concorso canoro San Semo”.

Questo e molto altro - comprese istantanee e filmati d’epoca - nella reunion per i 50 anni d’oro. “Ho organizzato la festa per stare insieme, salutare le persone che hanno fatto parte della mia strada e tuttora sono con me. Traguardo bello e ricco di gratificazioni che ho voluto condividere. Perché c’è sempre una canzone che riassume la tua vita”.

I dj partners della serata sono stati Marco Guarnieri e Moreno Manzini (conduttori). Si sono alternati i dj Andrea Pincella, Roby Benetti, Roberto Rao, Ale Tosi, mentre Mario Scaglioni ha supportato gli interventi con video e foto. Con un pizzico di sana nostalgia. Liro ringrazia genitori, sorella, figlia, nipotine, soci della Bertagna&Partners, amici: “Penso di aver trasmesso l’amore per tanta passione, ma anche per tutti quelli che mi hanno sempre seguito!”.

Fotografie di Roberto Fontana

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Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
12/10/2026
Red
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