
Va in archivio l'edizione 2026 organizzata dall'associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani
“Festa di Piazze”: martedì 25 agosto ultimo incontro in piazza Cavallotti
Ultima tappa per la sesta edizione della rassegna a cura degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani tra musica, teatro e danza
Dopo il successo nelle piazze Mondadori e Aliprandi, la sesta edizione della rassegna “Festa di Piazze”, organizzata dall'associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, in collaborazione e con il sostegno del Comune di Mantova, si conclude martedì 25 agosto in piazza Cavallotti.
L’incontro prenderà il via alle 21 e sarà aperto dai saluti da parte del presidente degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani Italo Scaietta e dall’assessore del Comune di Mantova Giovanni Buvoli.
Fresca di rigenerazione urbana, piazza Cavallotti, ospiterà tre proposte: teatro, danza e musica. Si partirà con la performance teatrale di Ars Creazione Spettacolo in “La scatola delle lacrime” di Han Kang, “una favola per le ferite dell’anima” a cura di Raffaele Latagliata di Ars Creazione e Spettacolo.
“Si tratta di un’opera in cui la Premio Nobel sudcoreana si spoglia della veste di narratrice – spiegano gli organizzatori – per trasformarsi in una tessitrice di sogni e malinconie. È una favola moderna, sospesa tra realtà e visione, un racconto poetico dove il dolore assume contorni quasi magici. In questa narrazione delicata, l’autrice esplora il confine invisibile dove le lacrime si fanno materia, diventando testimoni silenziosi della nostra storia. Con una lingua che scava nel cuore delle cose – continuano –, Han Kang ci accompagna in un viaggio intimo: un percorso di cura dove la tristezza non viene temuta, ma accolta come un elemento naturale, quasi necessario, di una bellezza fragile e struggente. Un incontro per riscoprire il potere salvifico della parola, perché, in fondo, anche la ferita più profonda può trasformarsi in una fiaba capace di illuminare ciò che credevamo perduto nel buio”.
La seconda parte vedrà in scena “Fimmene”, un lavoro coreografico che “rilegge il mito e il rito del tarantismo attraverso la lente della danza contemporanea – sottolineano gli organizzatori –, spogliandolo della sua veste puramente folkloristica per rivelarne la natura più intima con un escamotage catartico e necessario attraverso cui le donne dell’epoca potevano manifestare la propria libertà repressa”.
In scena, un gruppo di giovani donne, sotto i 18 anni, si farà carico di questa memoria storica e viscerale, intrecciandola strettamente con il presente. L’incipit del pezzo, affidato alle voci registrate delle stesse interpreti, introduce una riflessione attuale sugli stereotipi femminili e su come questi vengano vissuti e subiti oggi. Il movimento oscilla così tra costrizione sociale - antica e moderna - e l’esplosione liberatoria, trasformando la “crisi” della pizzica in un manifesto di emancipazione generazionale. Il ritmo ossessivo diventa il motore per scardinare i condizionamenti esterni, affermare la propria identità e rivendicare il proprio spazio nel mondo.
La coreografia è di Carlotta Graffigna, le danzatrici sono della Compagnia MG-Marina Genovesi.
A chiudere la serata e la rassegna sarà un volo libero con i “Paper Plane” che proporranno un concerto costruito come un viaggio attraverso oltre settant’anni di musica, accostando brani diventati patrimonio collettivo a pagine più recenti, in un percorso tra canzoni che hanno saputo lasciare un segno per scrittura, atmosfera e identità sonora.
Il repertorio attraversa epoche e linguaggi diversi: dalle radici del rock’n’roll alla stagione irripetibile dei Beatles, dal blues-rock alle sonorità new wave, britpop e alternative, fino a pagine più intime e sofisticate della canzone internazionale.
“Non una semplice successione di brani celebri – spiegano –, ma un percorso musicale pensato per riportare dal vivo canzoni capaci di conservare forza, personalità e freschezza. La scelta dei “Paper Plane” privilegia pezzi riconoscibili ma non scontati, rappresentativi di mondi musicali differenti e accomunati da una scrittura solida, da atmosfere precise e da una naturale capacità di parlare ancora al pubblico di oggi. Ne nasce una scaletta elegante e trasversale, costruita con attenzione agli arrangiamenti, all’equilibrio del gruppo e al piacere autentico della musica suonata dal vivo”.
Fanno parte dei “Paper Plane”: Andrea Cattalani voce, chitarra elettrica e acustica, tastiere, Giacomo Modé basso, seconda voce, Giuseppe Sica chitarra elettrica e acustica solista, seconda voce e Roberto Fusaro alla batteria.
L’evento, con inizio alle 21, nel complesso durerà circa un'ora e mezza e, come sempre, è aperto gratuitamente al pubblico.
Info: www.comune.mantova.it e pagine social dell'associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani
Piazza Felice Cavallotti, recentemente riqualificata dal Comune di Mantova, costituisce da sempre un nodo centrale per la viabilità e la vita cittadina. Situata nel cuore del centro storico, spazia su palazzi e strade storicamente e culturalmente importanti: il celebre neoclassico Teatro Sociale, Corso Vittorio Emanuele II, la direttrice per Cremona, Corso Umberto I, ingresso verso la Basilica di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, i collegamenti con le direttrici di via Principe Amedeo attraverso Corso della Libertà, con il ricordo del Rio che originariamente scorreva in superficie dove ora si susseguono vari palazzi.
La denominazione originaria ufficiale (1787) era Piazza di Porta Leona, inserita nelle antiche contrade Montenero, Cigno e Monticelli Bianchi. A capo della piazza si ergeva la Porta che cambiò nome in Leona perché da essa si accedeva alla contrada del Leone vermiglio corrispondente all’attuale corso Vittorio Emanuele II. La piazza, in realtà, cambiò più volte denominazione per motivi di opportunità politica: nel 1900, fu intitolata a Felice Cavallotti, poi tornò a diventare Piazza Leona (1936) poi fu piazza Impero e infine tornò a chiamarsi piazza Cavallotti. Felice Cavallotti (Milano 1842- Roma 1898) fu uomo politico, giornalista, letterato e deputato dal 1873 come leader dell’estrema sinistra radicale.
Il Comune di Mantova, nella riqualificazione della piazza, da poco conclusa, ha reso questo spazio ancora più vivibile, più aperto, più elegante, impreziosito dalla collocazione della statua in bronzo dello scultore e pittore Giuseppe Gorni dedicata alla donna. La restituzione ai cittadini di un “nuovo spazio”, quindi, vuole valorizzare la condivisione e la riscoperta di un nuovo modo di vivere il cuore della città.
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