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2/6/2026

Giugno, cala il sipario sulla stagione teatrale del Teatro Minimo

Sabato 6 giugno primo atto dell'ultimo spettacolo: Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello

Come d’abitudine, in giugno il Minimo conclude la stagione teatrale ripresentando lo spettacolo di punta dell’anno. Questa volta ritorna sul palcoscenico di via Gradaro un autore molto amato, Luigi Pirandello, con un testo di grande interesse, la sua opera più famosa, “Sei personaggi in cerca d’autore”, che sarà in scena per quattro repliche nella prima quindicina del mese.  

L’opera è un “must” del teatro. Un’opera che deve essere assolutamente vista se si vuole conoscere veramente Pirandello. È infatti considerata il momento più importante perché con la novità del “teatro nel teatro” segna la crisi del la tradizione. Essa non presenta infatti un dramma perfettamente confezionato, ma un dramma da fare, a cui si aggiungono tutti i temi caratteristici della produzione dell’autore: la crisi dell’io, il relativismo psicologico, l’incomunicabilità, l’alienazione, ecc.

Rappresentata per la prima volta nel 1921, fu un fiasco clamoroso, insuccesso indicativo di quanto l’opera, staccandosi dai canoni del teatro borghese, sconcertasse e provocasse il pubblico. Il successo arrivò solo alla seconda rappresentazione, a Roma, in un’edizione curata dallo stesso autore. Successo che si ripete puntualmente a ogni “rara” rappresentazione. Infatti il testo è molto nominato, ma poco rappresentato. E si capisce anche il perché.

“Sei personaggi in cerca d’autore” fa “paura”. Non tutti si sentono all’altezza di proporlo, di renderne appieno l’intensità. O semplicemente non vogliono rischiare. Eppure, se si riesce a trovare la chiave giusta, l’opera risulta intrigante e coinvolgente. Stuzzica la curiosità, tiene vivo l’interesse in ogni momento, fino al “clou” finale. .

In breve la trama, se di trama si può parlare. In un teatro dove un gruppo di attori sta provando giungono improvvisamente sei personaggi, Padre, Madre, Figliastra, Figlio, Giovinetto e Bambina. Creati dalla fantasia di un autore, che poi si è rifiutato di dar loro vita in un dramma, e sono alla ricerca di qualcuno che metta in scena la propria storia. E dove trovare questo qualcuno se non in un teatro?

Al capocomico stupefatto il padre spiega che essi aspirano a divenire, nell’arte, forme fisse e immutabili, “più reali e vere degli uomini”. Ciascuno racconta e rievoca gli avvenimenti a proprio modo, tra le proteste di attori e capocomico, rivelando rancori, attriti, conflitti, rimorsi e vendette, finché la situazione precipita.

Di grande interesse, soprattutto, oltre alla storia e al conflitto tra i personaggi, sono il rapporto teatro-vita e finzione-realtà, e quello, pure conflittuale, tra i personaggi e gli attori, che non riescono a rendere appieno il dramma quale è nella realtà.    

L’opera va in scena per la regia di Valter Delcomune, con scena e costumi di Franco Ubezio. Interpretano l’opera Fiorenza Bonamenti, Gianni Bonato, Sandro Boninsegna, Federica Gradella, Lucia Maffezzoli, Marisol Martini, Giuliana Mauro, Marco Monteverde e Franco Ubezio. Collaborano all’allestimento Daniela Cancellieri, Sergio De Marchi e Vanda Demarchii. Servizio fotografico di Andrea Perina.

La prima avrà luogo sabato 6 giugno, nella sede del gruppo, in via Gradaro, 7/A, Mantova. Le repliche partiranno domenica 7 e proseguiranno sabato 13 e domenica 14. Il sabato lo spettacolo inizierà alle ore 21.15, la domenica alle ore 17.  

Informazioni e prenotazioni allo 0376 489370, tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, oppure al 339 6884328. Prenotazioni anche alla Tabaccheria Meloni, via XX Settembre 33. Prenotazione obbligatoria.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
2/6/2026
Redazione