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9/3/2026

Il Boccio: nei giardini di palazzo Te un nuovo polo culturale dedicato a giovani e associazionismo

Siamo andati a curiosare nella nuova struttura polifunzionale realizzata dalle ceneri del vecchio Bocciodromo: promosso o..bocciato?

Sboccia il Boccio. Nei giardini di Palazzo Te, laddove un tempo sorgeva il Bocciodromo, da pochi giorni è attivo un centro culturale dedicato alle giovani generazioni e alla cultura contemporanea.

Un progetto ambizioso, voluto dal sindaco Palazzi per rilanciare l’appetibilità di Mantova agli occhi della gioventù. Cantiere che ha richiesto lavori per oltre 570 giorni, con una spesa che sfiora i 4 milioni di euro (attinti dai fondi Next Generation Eu/Pnrr). Il risultato è una struttura imponente, dominata da un salone centrale che può vantare una capienza di 450 persone.

Lo hanno chiamato “Il Boccio”, per non dimenticare la memoria di ciò che quel luogo è stato per molti anni. Con la rigenerazione di questa struttura, si porta a compimento (o quasi) il sogno di rinnovamento dell’area del Te, inseguito a lungo dal sindaco uscente. Ora si attende soltanto il sottopasso per le automobili, che dovrebbe consentire di snellire il traffico dovuto al passaggio livello di Porta Cerese. Ultimo tassello di una serie di cantieri che, da cinque anni a questa parte – se si aggiungono anche i lavori interni allo stadio – hanno contribuito a riqualificare l’intera area intorno al palazzo giuliesco.

INAUGURAZIONE

Più di mille persone hanno assistito al taglio del nastro, nel piazzale di fronte al nuovo centro. Presente gran parte della giunta comunale, a partire da Palazzi e dal suo “delfino” Andrea Murari. A prendere la parola per primo, però, è stato l’assessore ai Lavori pubblici Nicola Martinelli, che ha elogiato le imprese e i progettisti impegnati nell’ambizioso cantiere. Dopo di lui, Alessandra Riccadonna, assessore con delega alle Politiche giovanili: “Siamo emozionati di inaugurare un locale aperto a tutta la comunità, con particolare attenzione ai giovani. E non è finita: e poi altri due spazi di socialità, ovvero lo skate park – affacciato sul lago Inferiore - e il nuovo hub di Sant’Agnese, nel cuore del centro storico”.

Il Boccio, che invece si trova in zona più periferica, ambisce a diventare un punto di riferimento per la cultura, il dibattito e l’intrattenimento. A questo proposito, il sindaco ha dichiarato: “La mia generazione è cresciuta negli anni ’80 e ’90, quando in città c’erano numerosi spazi per la musica. Erano luoghi dove i ragazzi si conoscevano e si divertivano, condividendo esperienze ed emozioni. Poi, con il passare del tempo, Mantova si è adagiata e molti locali hanno chiuso i battenti. Ecco perché, pur sapendo di andare controcorrente, abbiamo pensato di adibire la vecchia bocciofila a uso giovanile: il nostro dovere è offrire luoghi dove sia possibile scoprire musica nuova, teatro, arte e farlo insieme, perché non è la stessa cosa farlo da soli davanti allo schermo di uno smart phone”.

Parole che lasciano trasparire voglia di freschezza e di riappacificazione tra una Mantova accusata di essere “bella addormentata” e i suoi giovani rampanti. Si ballerà, dunque, ma si potrà anche cantare, dipingere, recitare, dialogare e giocare. “La parola d’ordine è creatività – ha aggiunto il primo cittadino – perché è da lì che nascono i talenti e le imprese economiche”.

ESIBIZIONI

La serata inaugurale ha visto susseguirsi una carrellata di eventi che hanno attirato giovani e adulti. Ad aprire le danze è stato il Live set di Whyamelie, producer e artista elettronica-pop. A seguire, il concerto di Faccianuvola, una delle voci più riconoscibili dell’indie-pop italiano, capace di raccontare fragilità e immaginazione attraverso testi delicati e sonorità intense. In chiusura, fino a mezzanotte, il dj set animato da Bruno Bellissimo, con una fusione di musica disco, elettronica e funk.

IMPRESSIONI

Boccio: promosso o bocciato? La domanda sorge spontanea, al di là della suggestione linguistica. Lodevole la scelta di aprire uno spazio di socialità per le nuove generazioni, soprattutto in una città che, talvolta, rischia di essere schiacciata dal peso della propria storia millenaria. L’ex Bocciofila, inoltre, rappresenta l’ennesima testimonianza di riqualificazione edilizia della decennale giunta Palazzi. Si aggiunge, così, alla lista che comprende, tra gli altri, il Museo Virgilio nel Palazzo del Podestà, il quartiere di Fiera Catena e la zona tra Piazza Cavallotti e Corso Pradella.

I dubbi, semmai, nascono da una considerazione diversa. Tra gli enti che collaborano alle iniziative del Boccio, si leggono: Alce Nero, Arci, Forum Giovani, Pop Start, Segni d’Infanzia e 4D. Molte di queste realtà sono espressione di un preciso pensiero politico, che – sarà una coincidenza – è perfettamente allineato a quello di Palazzi e compagni.

In altre parole, il Boccio è di tutti, ma ad oggi è gestito da un ristretto gruppo di associazioni. Chissà se ci sarà davvero spazio per le varie realtà che affollano la scena mantovana. Ciò non significa che il centro culturale si ridurrà a centro sociale. Così non deve essere e così non sarà. Tuttavia, serpeggia il medesimo dubbio che si ritrova in occasione di altri eventi virgilian-popolari, a cominciare dall’intoccabile Festivaletteratura.                                                                                                                    Anche il Festival è di tutti, ma intanto vengono chiamati e richiamati ogni anno ospiti contraddistinti da un segno particolare. Alla faccia del pluralismo di idee e della sana dialettica. Qui si corre il rischio di un’egemonia culturale, principale nemica della libertà di pensiero e della tolleranza.

La speranza è che il Boccio, ultimo lascito di un sindaco che si è dato da fare tanto per la sua città, possa essere realmente uno spazio di condivisione, di divertimento e di arricchimento culturale. Per tutta la cittadinanza.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
9/3/2026
Francesco Raffanini