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30/3/2026

La cronaca nera raccontata da un ex poliziotto della Squadra Mobile di Mantova

Antonio Ielo firma il libro "La squadra si racconta" presentato nei giorni scorsi alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti

Una sala gremita e un’atmosfera intensa hanno fatto da cornice alla presentazione del secondo libro di Antonio Ielo, ex poliziotto della Squadra Mobile di Mantova, sezione Narcotici. L’evento si è svolto nella Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti, ospitato dall’Associazione Postumia, richiamando un pubblico numeroso e attento.Nel libro - La squadra si racconta - sono raccontati alcuni degli episodi di cronaca nera che hanno caratterizzato i lunghi anni che Ielo e i suoi colleghi sono stati protagonisti nella lotta alla malavita, tra rapine, sequestri di persone, spaccio di droga.

Nato a Reggio Calabria, Ielo ha lasciato la sua terra da giovane per cercare lavoro al Nord, affrontando diversi impieghi prima di intraprendere la carriera nella Polizia di Stato.

Dopo la scuola allievi a Vicenza, dove ha avuto anche insegnanti civili, è stato tra i primi cento agenti assegnati alla Polgai di Palermo, dove ha prestato servizio per cinque mesi. Successivamente, vinto il concorso a Nettuno, ha proseguito il suo percorso tra Milano Marittima e nuovamente Nettuno, fino ad arrivare a Mantova, città in cui ha costruito anche la vita privata, conoscendo Marta, poi divenuta sua moglie.

Alla presentazione erano presenti numerose autorità: in rappresentanza del Questore di Mantova, il Commissario della Polizia di Stato Federico Cascino; il vicesindaco di Porto Mantovano Roberto Mari; il sindaco di Gazoldo degli Ippoliti Claudio Pedrollo; il Cavaliere Ufficiale Vincenzo De Bari, presidente provinciale della Federazione Medie e Piccole Imprese.

A dialogare con l’autore, la scrittrice mantovana Silvia Fasulo e il giornalista Werther Gorni, che con domande puntuali e coinvolgenti hanno guidato il pubblico in un percorso ricco di emozioni e riflessioni.

Nel corso dell’incontro si è parlato del significato profondo di “squadra”: non solo quella formata dai colleghi, spesso diventati amici, ma anche quella composta dalle famiglie, dalle mogli che restavano a casa con i figli durante le notti di servizio.

Tra i momenti più toccanti, il racconto di un inseguimento rocambolesco avvenuto nell’Alto Mantovano, conclusosi tragicamente con la perdita di uno dei poliziotti della squadra, episodio che ha segnato profondamente l’autore e i suoi colleghi.

Ielo ha espresso con orgoglio il senso del proprio lavoro, sottolineando come molte operazioni abbiano contribuito ad aiutare e salvare giovani tossicodipendenti. Rispondendo a una domanda su cosa consiglierebbe a chi desidera intraprendere la carriera in Polizia, ha affermato: “Bisogna essere se stessi, sinceri e non approfittarsi delle situazioni. Un poliziotto lo è nel DNA, non va mai in pensione”.

Nel corso della serata sono stati ripercorsi alcuni degli episodi narrati nel libro, offrendo al pubblico uno spaccato autentico e umano della vita in divisa.

In chiusura è intervenuto il Commissario Cascino, che ha sottolineato il valore educativo delle testimonianze di Ielo: “È importante vedere che queste azioni non sono compiute da un superuomo, ma da un uomo con grande forza di volontà, capace di essere esempio e monito per tutti”.

Un incontro che ha saputo unire memoria, esperienza e valori, lasciando una profonda riflessione sul significato del servizio e dell’impegno civile.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
30/3/2026
Redazione