
La Traviata dopo Rigoletto: l'opera lirica è piaciuta ai visitatori dell'Outlet di Bagnolo San Vito
Formula vincente non si cambia. Dopo Rigoletto, tocca a La traviata. Intesa tra MantovaVillage e Fondazione Arena di Verona. Trasferire nel cuore pulsante dell’outlet di Bagnolo San Vito le emozioni di un’opera lirica. Giuseppe Verdi raddoppia. E il pubblico, foltissimo, si entusiasma. Esempio classico-moderno di un recitarcantando che Serena Cubico, componente del consiglio di indirizzo dell’Arena, e Sara Sirocchi, marketing manager del Village, hanno sapientemente confezionato. Sul palcoscenico due ottimi interpreti: il soprano Claudia Urru (Violetta Valery) e il tenore Matteo Falcier (Alfredo Germont) accompagnati dal maestro Roberto Brandolisio al pianoforte. Nulla da eccepire - lo confermano gli esperti di canto lirico -
sulle qualità vocali e interpretative nei diversi momenti dell’esibizione a cominciare da libiam ne’ lieti calici sino a quando Violetta sta morendo: Amami, Alfredo, quant’io t’amo. Tra un’aria e l’altra la precisa, puntuale, persino poetica didascalizzazione della trama dell’opera. Compito affidato - e assolto con straordinaria e limpida capacità di attirare l’attenzione - al musicologo, docente al Conservatorio di Milano, Fabio Sartorelli. L’intensa passione e il dramma romantico di uno dei capolavori di Verdi nel racconto che si compenetra concretamente con la musica e il canto. Quasi dieci minuti di applausi per un recital impossibile da dimenticare.
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