Torna a CULTURA & SOCIETÀ
26/9/2026

Palazzo Te, "Inventare la natura" creatura del direttore Stefano Baia Curioni

Il direttore della Fondazione continua a essere l’anima di progetti ispirati tra metamorfosi e transizione culturale

Stefano Baia Curioni da dieci anni ispiratore, promotore, mente, capitano di lungo corso a Palazzo Te. Villa che incorpora in sè arte, storia, cultura. Il direttore della Fondazione continua a essere l’anima di progetti ispirati tra metamorfosi e transizione culturale. Vola alto. E non intende essere un Icaro improvvisato. Le sue ali sono frutto di materie consistenti, partendo dalla profonda conoscenza e dall’esperienza vissuta da docente di livello cattedratico e curatore di eventi ad ampio raggio. Punta - nonostante l’apparente flemma - ad andare veloce. Orgoglioso e carico. Come lo è nel proporre l’attuale mostra: “Inventare la natura”. Nella traccia  ideale di trasformare il gioiello di Giulio Romano in centro di attrazione permanente. Riecco il Baia, affiancato da studiosi, critici, dipendenti lanciare questa sfida.

“Inventare” nel senso di dare connotazioni più ampie all’ambiente, a ciò che circonda l’uomo in un immaginario e immenso paesaggio verde. Riflettendo sull’arte, soprattutto antica, e guardando al domani di cui non c’è certezza.

Il direttore affronta il tema con la consueta cadenza filosofica, spesso di ardua interpretazione: “Proseguendo nella lettura dei segreti inscritti nella narrativa pittorica e architettonica di Palazzo Te, siamo passati dalla Metamorfosi alla Natura. In questa mostra, profondamente in dialogo con il palazzo, esploriamo il comporsi cinquecentesco dell’idea e della rappresentazione della natura come “altro” dall’umano, meraviglioso e conquistabile, destinato a plasmare la modernità. Una visione di cui è necessario tracciare l’origine anche per arrivare oggi ad un suo superamento”.

Apertura in grande spolvero, tra autorità incuriosite e sparuti inviati di giornali e riviste specializzate di oltreconfine. Esposizione aperta sino ai primi giorni del prossimo anno con la possibilità di ammirare, in esclusiva, capolavori di Leonardo, Arcimboldo, Carracci, Caravaggio. E molto altro.

Al direttore fa eco il presidente della Fondazione Te, Giovanni Pasetti, figura di alta scuola accademica: “La città di Mantova ha sempre vissuto la natura in modo peculiare – commenta – La natura ha consentito la sua difesa e la sua vita dall’Alto Medioevo in poi. Oggi gli innumerevoli percorsi naturali che la segnano sono parte integrante della sua bellezza. La mostra a Palazzo Te vuole aprirsi a quei luoghi peculiari che nel nostro territorio determinano un connubio tra storia, arte e collezioni che hanno la loro base nell’esperienza di incontro con la fauna e la flora, creando in questo modo una rete in cui i singoli manufatti, evidenze naturali e capolavori architettonici si uniscono nel segno di una Wunderkammer estesa e coinvolgente”.

In dialogo con l’eccezionale apparato decorativo ideato da Giulio Romano, l’esposizione a cura di Barbara Furlotti e Guido Rebecchini celebra il rapporto tra mondo naturale, produzione artistica e cultura della corte nel Cinquecento. Oltre alla testimonianze dei Maestri, da vedere una ricca selezione di sculture, disegni, oggetti preziosi, materiali esotici e automi in prestito dalle principali istituzioni museali italiane ed europee. Tali da condurre il visitatore all’esperienza della natura come fenomeno da indagare attraverso scienza, arte e tecnologia.

“In continua tensione tra meraviglia e timore, smarrimento e desiderio di controllo, il percorso espositivo, che include la spettacolare Camera dei Giganti, dà vita a una riflessione accurata e sorprendente sul rapporto tra arte e natura” viene sottolineato dai curatori.

In sette sezioni tematiche – intitolate Creare, Distruggere, Sentire, Riprodurre, Conoscere, Stupire,Animare – vengono presentate le diverse visioni della natura compresenti nella cultura rinascimentale: da strumento della volontà divina a forza distruttrice, da dimensione di interesse scientifico e collezionistico a oggetto di curiosità e fonte di intrattenimento della Corte, passando attraverso la ricerca artistica come mezzo per comprendere.

‍

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
26/9/2026
Red
Tema di lettura
Aa
Aa
Aa
Esci dalla modalità lettura
Dimensione testo: 100%
100% Reset