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30/8/2026

Stradella festeggia i dieci anni della banda A3 ricordando Francesco Guccini

Appuntamento fissato per il 12 settembre prossimo al teatro parrocchiale con un Open Day imperdibile

Sabato 12 settembre gli A3 festeggeranno i dieci anni. La prima esibizione va ricordata come si deve. Quindi un anniversario pieno, con pranzo, intrattenimento, apericena e concerto. Tutto al teatro parrocchiale di Stradella di Bigarello. Per i pochi che ancora non li conoscono, gli A3 sono la band che ripropone le canzoni di Francesco Guccini. All’inizio il gruppo era un duo: Angelo Montanarini, voce e chitarra, Stefano Mantovani alle tastiere. Nella vita di tutti i giorni Angelo insegna informatica e Stefano ha girato mezza Europa come bancario. Oggi la famiglia è cresciuta, ai fondatori si sono aggiunti Andrea Vitale sassofono jazz e aiuto arrangiamenti, Marco Barini batteria e percussioni, Giacomo Leali chitarre, Angelo Gringiani al basso. Con loro Claudio Signorini come tecnico del suono, a volte affiancato da Fabrizio “Bicio” Garosi.

Alla vigilia dell’evento abbiamo incontrato Stefano e Angelo, per sapere come sono trascorsi questi dieci anni. Entrambi di San Silvestro, sono anche cognati avendo sposato Elisabetta e Monica, sorelle e gemelle, presenze costanti ai live. Una bella amicizia.

Cosa avete provato il 6 agosto, quando Francesco ci ha lasciato?

Stefano “Sapevamo che era malato, ma non mi aspettavo una fine così a breve. Sono quelle persone che speri, e ti convinci, che non ci lasceranno mai. Un po’ come i nostri genitori. Poi il fatto avviene e ti rendi conto di quanti ricordi ti lasciano. Che eredità meravigliosa è la musica…”.

Angelo “Subito ho sperato che fosse una fake news. Quando la notizia si è rivelata vera, mi ha preso una profonda tristezza. Ho cercato di convincermi che avrei dovuto aspettarmela, ho provato a riprendermi. Poi i ricordi hanno preso il sopravvento, ho iniziato a piangere. È durato tutto il giorno, non riuscivo a trattenere le lacrime”.

Quando è nata la passione per le canzoni del Maestrone?

A. “Guccini è stato il mio primo riferimento musicale. Avevo 14 anni. A quei tempi ero uno scout, cantare suonando la chitarra era un fatto normale. Sono passati cinquant’anni e sono ancora qui, a suonare e a cantare le sue canzoni. Divertendomi”.

S. “Anch’io ho cominciato con la chitarra, poi sono arrivate le tastiere. Da ragazzo ho anche studiato musica classica e composizione. Guccini lo conoscevo come cantautore, ma il mio preferito era De Andrè”.

Quel giorno di dieci anni fa...a?

A.“All’epoca frequentavo il pub Chico di Eremo. Nei sabati sera erano soliti ospitare complessi o cantautori. È stata Elisabetta, la moglie di Stefano, a fare il mio nome. Io, con la mia timidezza, non mi sarei mai proposto”.

S. “Quando seppi che Angelo aveva accettato, gli proposi di affiancarlo alle tastiere. È nato così il duo. Era il 10 settembre 2016”.

Andò bene?

A.“Sì. Devo dire che ci fu una lunga preparazione. Non volevamo rischiare brutte figure”.

S. “A quel punto, dopo il buon esordio, venne naturale chiederci: e se continuassimo?”

E dopo?      

A. “Il secondo concerto avvenne al Teatro “Verdi” di Buscoldo. Era il marzo 2017, la prima volta in un teatro. Il timore che rimanesse deserto c’era tutto. Invece andò bene, fummo accolti da pubblico numeroso e partecipe”.

S. “È stato lì, prendendo confidenza con il palco e con i microfoni che nacque il nostro nome. Considerando la nostra vista, con il tempo meno acuta, capimmo che i fogli dei testi e degli spartiti era meglio stamparli in formato A3. Una scelta rivelatasi azzeccata”.

Se non ricordo male, è stato nel successivo concerto che è avvenuto un incontro importante?

A. “Ricordi bene, il 2 giugno 2017 alla trattoria Bigiolla di Borgoforte. Invitammo Flaco Biondini, uno dei musicisti più vicini a Guccini. Il quale, con enorme sorpresa, non soltanto venne ad ascoltarci ma suonò alcune canzoni con noi”.

S. “Fu importante perché qualche mese dopo, in provincia di Piacenza, una sera in cui Flaco aveva problemi di voce si ricordò di Angelo. Lo chiamò all’ultimo per sostituirlo. Diceva che la voce di Angelo gli ricordava quella del primo Guccini”.

Flaco a quel tempo si esibiva con i Musici?

S. “Sì, Francesco aveva smesso di cantare, loro sono stati i primi a riproporre i suoi pezzi. Il popolo gucciniano non voleva arrendersi all’idea di non sentir più le sue canzoni. Voleva tornare a cantarle tutt’insieme, com’era successo per anni. Anche per noi la molla è stata questa. Il pubblico c’era e fremeva. Così abbiamo intensificato le frequentazioni digitali, facendoci conoscere. Certo, per Angelo cantare con i Musici è stata un’esperienza indimenticabile”.

A. “Vero. Ovviamente ero incredulo ed emozionato. Quella sera, dopo una sola ora di prova, mi ritrovavo a cantare le canzoni di Francesco con i suoi musicisti. Gente come Vince Tempera e Antonio Marangolo, che solo qualche anno prima avevo conosciuto come spettatore”.  

Nel frattempo le occasioni per esibirvi sono aumentate?

S. “Sì, compatibilmente con gli impegni di lavoro, ci siamo fatti conoscere anche fuori provincia. Un po’ alla volta abbiamo notato che l’apprezzamento cresceva”.

A. “Soprattutto in Emilia. Nel 2018 all’Osteria delle Dame, a Bologna, ad esempio abbiamo suonato davanti a Piero, il personaggio a cui Guccini aveva dedicato l’omonimo brano”.

Altri ricordi?

S. “Sempre a Bologna, il 14 giugno 2019 (compleanno di Guccini, n.d.r.) dopo aver ottenuto le opportune autorizzazioni ci siamo improvvisati artisti di strada. Come i buskers. Finendo per racimolare 21 euro”.  

A. “In quegli anni qualche gruppo gucciniano aveva proposto di suonare a Pavana, il paese dell’infanzia di Guccini e dov’era tornato a vivere dal 2001. Cantare lì, in un luogo immortalato in più di una sua canzone, ha rappresentato una soddisfazione enorme”.

Superato il biennio del Covid, dal 2023 cominciate a pensare più in grande?

S.”Sì ogni tanto nei concerti inserivamo qualche musicista, ma non in modo stabile”.

A.”Visto che il pubblico concerto dopo concerto cresceva, abbiamo pensato di mettere insieme un vero e proprio gruppo. Più stabile”.

C’è qualche canzone a cui siete più affezionati?

A.”Quelle a cui nelle nostre serate non rinunciamo. Parlo di Autogrill, Cirano, Farewell, Vorrei. Ma anche le prime, come Dio è morto e Auschwitz”.

S.”Fra quelle storiche la mia favorita è Incontro. Ma anche Il frate o Autogrill. Suono molto volentieri pure un pezzo meno noto, Canzone per Anna”.

Stefano hai completato la preparazione musicale?

S.”Sì, appena andato in pensione, quattro anni fa, mi sono iscritto al Conservatorio ”Campiani”. A inizio 2026 mi sono diplomato in pianoforte jazz. Mi è servito molto”.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
30/8/2026
Lorenzo Vigna
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