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20/2/2026

Viola protagonista a "The Voice": la nostra intervista

A tu per tu con il giovane talento mantovano che ha fatto breccia nel cuore di Arisa e del pubblico del piccolo schermo

Viola, sei ancora emozionata per quello che ti è successo nelle ultime settimane?

“Sì, è stato un periodo pieno di emozioni. Al di là dell’andamento della gara, la cosa che mi rende più felice è il fatto di aver costruito un rapporto di amicizia con tutti gli altri concorrenti. Tra di noi non c’è mai stata competizione, anzi, ci siamo sempre sostenuti a vicenda, facendoci coraggio nei momenti di maggiore ansia”.

Che sensazioni provavi mentre ti esibivi sul palco di “The Voice”?

(Sorride) “All’inizio ero molto ansiosa, poi nel momento in cui sono salita sul palco mi è passato tutto e ho iniziato a cantare. In quegli istanti mi sentivo libera, come se non stessi cantando da sola, nella mia cameretta”.

Ed è andata molto bene! I giudici si sono girati e ti hanno riempita di complimenti…

“All’inizio non ci credevo…un’emozione indescrivibile. Clementino, addirittura, è rimasto così impressionato che a un certo punto voleva lasciarmi il suo post da coach! Anche Loredana Bertè è stata molto carina e ha apprezzato il timbro graffiato delle mie corde vocali. L’illuminazione, però, è scattata nei confronti di Arisa. Sentir dire da lei – che è la mia cantante preferita – che quando canto racconto una fiaba è stato fantastico. Infatti, al momento della scelta del coach, ho deciso di seguire lei”.

Che rapporto hai instaurato con Arisa?

“Un rapporto di stima reciproca e di ammirazione. Di lei mi ha colpito la dolcezza nei confronti di noi giovani concorrenti. E poi mi ha dato tanti consigli utili sul canto che non dimenticherò mai”.

Come mai hai scelto di presentarti con il brano “Meravigliosa creatura”, di Gianna Nannini?

“Perché è una canzone che mi ricorda il nonno, al quale ero molto legata. Oggi lui non c’è più, ma questo pezzo è come se ci riavvicinasse.  “Quando nasce un amore” (di Anna Oxa), invece, è stato scelto da Arisa per la semifinale, perché secondo lei si adattava bene al mio timbro vocale”.

Avevi fatto un pensierino alla finale?

“Arrivata fino a quel punto, era logico che un po’ ci pensassi. Ma quando ho saputo di non essere stata scelta non c’è stato nemmeno un attimo di delusione. Sono scesa dal palco con il sorriso, perché ho ripensato a tutti i bei momenti vissuti insieme agli altri ragazzi e ragazze che hanno gareggiato con me.

Inoltre, per me è stata già una vittoria aver raggiunto le audizioni al buio. Infatti, al casting iniziale eravamo in cinquemila, alla fine siamo rimasti in poche decine”.

Chi sono i tuoi cantanti preferiti?

“Tra le donne, Arisa, Gaia, Clara, Noemi e Giorgia. Se devo scegliere un artista maschio, dico Marco Mengoni. In generale, mi piace anche la musica pop coreana. Ah, dimenticavo i Pooh. Sono andata a sentirli a Mantova con i miei genitori e, pochi giorni fa, mi è arrivato un messaggio vocale di complimenti da Red Canzian”.

Ti piace andare a scuola?

“Dipende dai punti di vista…da un lato sì, perché ho un bel rapporto con gli insegnanti e con i compagni. Dall’altro un po’ meno, se penso alle interrogazioni e alle verifiche. In questi giorni, mi sono resa conto di avvertire più ansia per i compiti in classe che per un’esibizione davanti al pubblico televisivo di tutta Italia!”.

Quali altre passioni oltre al canto?

“Da qualche anno frequento lezioni di pianoforte. Ma ho anche altri hobby al di fuori della musica, tra cui la danza aerea e il go kart. Sì, sono un’amante della velocità”.

Se ti immagini tra dieci anni, come ti vedi?

“Il mio grande sogno è quello di diventare una star della musica”.

Ha le idee chiare, Viola. I genitori la sostengono e la incoraggiano. Mamma Giulia apprezza la spensieratezza della figlia e dice: “Sono contenta che abbia partecipato a “The Voice”, che si è rivelato un programma serio, con una redazione sensibile e competente”. A papà Christian brillano gli occhi quando ripensa a quei ragazzini sereni e uniti che si sono sfidati con una sportività che andrebbe insegnata a molti adulti.

Viola Bellini da Mantova. Segnatevi questo nome.

È ancora una bambina, ma il futuro è suo. Quanto ne sarebbe felice suo nonno, quell’Alfredo Facchini – in arte “Fredon” – che per decenni ha onorato la mantovanità con le sue poesie dialettali. Di arte in arte, di nonno in nipote: la tradizione continua.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
20/2/2026
Francesco Raffanini