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18/3/2026

Aster, tutti i "numeri" del 2026 nelle parole del presidente Michele Chiodarelli

Parcheggi al centro dell'intervista al presidente di Aster, già pubblicata sull'edizione cartacea

Michele Chiodarelli, presidente di Aster, da pochi giorni si è conclusa la campagna per il rinnovo dei pass 2026. Come è andata? Qualche dato interessante?

“Nel 2025 sono stati attivati complessivamente 31.750 pass: ne sono stati rinnovati in questo periodo 28.453 (89% del totale, una percentuale perfettamente in linea con quella degli anni scorsi: 91% nel 2024, 86% nel 2023, 89% nel 2022). Gli altri vengono poi fatti nel corso dell’anno.

“Le categorie più corpose riguardano la zona rossa 8.545 e i PI 6.398. Ricordo che i ritardatari che volessero dare continuità allo stesso permesso possono recarsi allo sportello di via Nagy 2, zona Borgo Chiesanuova (dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 13), per attivare l’istituto della SANATORIA, come previsto dall’articolo 6 del Regolamento ZTL (DCC n.62/2013) con un aggravio della tariffa originaria che varia in base alla tipologia di pass, alla tempistica, alla eventuale notifica di sanzioni. Sul sito di Aster vi sono, comunque, tutte le informazioni necessarie”.

A fine aprile saranno trascorsi dieci anni dalla sua nomina al vertice di Aster: un bilancio...

“Ovviamente il giudizio sul mio operato lo daranno la proprietà, le colleghe e i colleghi, i cittadini. In premessa non posso che ringraziare il sindaco, Mattia Palazzi, per l’opportunità che mi ha dato e tutte le donne e gli uomini di Aster da cui ho ricevuto molto più di quello che ho dato loro.

“Detto questo voglio sottolineare, senza arrogarmi alcun merito, come oggi Aster sia un’azienda moderna in grado di affrontare le difficili sfide del futuro, a partire dalla nuova sede che inaugureremo in autunno in Galleria San Maurizio, con le necessarie competenze. Questo è possibile perché da un lato ci siamo strutturati dal punto di vista del controllo di gestione, della vigilanza, del rispetto delle procedure sulla privacy e sulla trasparenza; dall’altro perché contestualmente, coordinato dal direttore avvocato Ildebrando Volpi, è maturato, formandosi internamente, un gruppo dirigente in grado di guidare la società a prescindere dal vertice o da fattori esterni.

“Infine mi rende molto soddisfatto poter affermare che oggi le donne e gli uomini di Aster hanno la professionalità per erogare servizi di alto livello supportando gli utenti non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano, psicologico: avere questa capacità visti i tempi è un valore aggiunto non indifferente”.

Considerata la varietà dei servizi offerti Aster può essere considerata un osservatorio privilegiato sulla città?

“Innanzitutto è bene rammentare ai vostri lettori come, ormai, non vi sia assessorato o settore del Comune di Mantova con cui Aster non collabori fattivamente tanto che i nostri servizi spaziano dall’area storica della mobilità all’informatica, dalla gestione amministrativa alle manutenzioni degli alloggi Erp e alla gestione dei bandi, dalla programmazione delle politiche abitative dell’ente alla guardiania dei parchi tanto per fare qualche esempio. Pertanto i dati che raccogliamo ci offrono uno spaccato significativo di come si viva nella nostra città: i numeri in crescita dei bus turistici (ricavi +18%), degli accessi all’area camper passati dai 7.100 del 2024 ai 7.500 del 2025 o al parcheggio Pradella come quelli dei passeggeri delle navette che erano 214.000 nel 2022 per essere oggi 335.000, confermando la vocazione turistica di Mantova.

“Il fatto che in un anno siano stati, poi, assegnati praticamente tutti i 78 appartamenti del progetto PINQUA e che i 2/3 degli inquilini siano under 40 dimostra l’attrattività per i giovani del nostro territorio.

“Concludo con un dato che può sembrare minore e che riguarda gli orti sociali che sono sempre più richiesti da una utenza con un’età media sempre più bassa: sintomo che, al netto delle motivazioni economiche, la sensibilità per le tematiche ambientali è molto forte”.

Lei è anche impegnato politicamente quale segretario provinciale del PSI: cosa farà il suo partito alle prossime elezioni del capoluogo?

“Abbiamo sostenuto Mattia Palazzi grazie all’impegno straordinario del consigliere Enrico Grazioli: in questi 11 anni ho apprezzato sinceramente le scelte e riteniamo che Andrea Murari possa garantire quella continuità necessaria per proseguire quanto di ottimo fatto.

Nel 2020 con il progetto “Mantua” abbiamo, poi, cercato di riunire un’ampia area laica, socialista, civica sotto lo stesso simbolo eleggendo, come detto Enrico Grazioli che si ricandiderà, che sosterremo, che per entusiasmo, vitalità, competenza può essere considerato un riferimento politico per tanti.

“Naturale evoluzione di “Mantua” è “Mantova Adesso”: la lista a sostegno di Andrea Murari che con gli amici di Italia Viva, +Europa, Comunità e territori, i compagni radicali, molti cittadini senza un’appartenenza definita stiamo organizzando con la convinzione che alla nostra città serva un punto di vista liberal-riformista, civico. Con l’ambizione che il percorso non si esaurisca a livello locale.

“Un progetto in cui credo molto: infatti sono convinto, da tempo che le ragioni identitarie dei singoli partiti valgano meno rispetto alla necessità di costruire nel centrosinistra un’area riformista indispensabile per essere elettoralmente competitivi e soprattutto per poi governare”.

Più volte ha dichiarato che con le prossime Amministrative nel suo partito si concluderà un ciclo. Conferma?

“Per essere precisi il ciclo si concluderà con le elezioni di Castiglione delle Stiviere del 2027, Comune dove grazie all’ottimo lavoro di Sergio Beschi e di tanti altri iscritti abbiamo ancora oggi un importante radicamento. Indipendentemente da ciò, per ragioni statutarie, faremo il nostro congresso provinciale nel prossimo settembre e mio preciso compito sarà definire il necessario percorso di rinnovamento”.

Per il nostro giornale si è occupato anche di tennis, sport oggi agli onori della cronaca. A proposito, nel 2026 vi sarà una ricorrenza da celebrare?

“Nel dicembre 2026 saranno 50 anni dalla epica prima e fino al 2023 unica vittoria della Nazionale italiana in Coppa Davis che a Santiago superò la Nazionale di casa per 4 a 1.

“La Davis allora era una competizione forse anche più sentita dei tornei di Wimbledon o Parigi: Nicola Pietrangeli (capitano non giocatore), Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli in campo firmarono una dei risultati più importanti nella storia dello sport italiano. Quel successo costituì il perfetto coronamento di un percorso iniziato oltre dieci anni prima al centro tecnico federale di Formia sotto la guida di Mario Belardinelli, che in gioventù era stato maestro di tennis del Duce e che riuscì nell’impresa di trasformare un gruppo di ragazzi di belle speranze in una squadra in grado di raggiungere altre tre finali di Davis nei quattro anni successivi (purtroppo tutte in trasferta e purtroppo tutte perse anche immeritatamente con l’Australia nel ‘77, gli USA nel ‘79 e la Cecoslovacchia nel 1980).

“Per qualificarsi all’atto conclusivo gli azzurri superarono nei turni precedenti la Polonia, la Francia, la Svezia (invero senza Borg) e soprattutto l’Inghilterra sull’erba londinese e a Roma l’Australia dei leggendari Newcombe e Roche. Paradossalmente l’incontro più facile fu proprio la finale vista la superiorità dei nostri rispetto ai cileni.

“La trasferta venne preceduta da un intenso dibattito che coinvolse tutta l’opinione pubblica sull’opportunità di inviare nostri atleti nella terra del sanguinario dittatore fascista Pinochet. Alla fine, l’indicazione di andare arrivò direttamente dalla resistenza clandestina cilena, ma rimasero degli strascichi (nonostante la maglietta rossa indossata in segno di protesta da Panatta e Bertolucci nel doppio decisivo) tanto che in Italia quel trionfo passò quasi sotto silenzio con la Rai che trasmise l’evento solo in differita e nessun festeggiamento al ritorno, Ma questo è un altro articolo…”.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
March 18, 2026
Redazione