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9/2/2026

Caritas Mantova, porto sicuro per "invisibili"

Sull'edizione cartacea de La Nuova Cronaca Magazine abbiamo intervista il direttore della struttura Matteo Amati

Per i più, a Mantova la Caritas è Casa San Simone, porto sicuro per invisibili ai quali la Diocesi offre ascolto, accoglienza, pasti, abiti, una doccia, un tetto, dignità. In realtà è una galassia di enti, associazioni e progetti, ognuno dei quali ha una ragion d’essere e una missione: accoglienza di adulti soli, rifugiati, housing sociale, vittime di violenza domestica, ragazzi in affido dai servizi sociali, microcredito…

Una cinquantina di dipendenti e 1.300 volontari al servizio di una rete che coinvolge parrocchie, empori solidali, enti pubblici e privati finalizzata alla “pastorale della carità”, ma non solo. Caritas è attrezzata per affrontare un fenomeno che, anche in provincia di Mantova, assume proporzioni allarmanti: il disagio di adolescenti con situazioni familiari borderline e giovani che si autoescludono dalla società, chiudendosi in sé stessi a doppia mandata. Li chiamano neet: acronimo anglosassone per definire giovani che non studiano, non lavorano, non coltivano sogni o speranze. In certi casi non escono più di casa o dalla propria stanza: sono gli altri invisibili della società.

Ne abbiamo con Matteo Amati, 45 anni, direttore Caritas dal 2021, una figlia adolescente e quindi un surplus di sensibilità rispetto al fenomeno.

CONTENUTO INTEGRALE DISPONIBILE SULL'EDIZIONE CARTACEA: ABBONATI ALLA NUOVA CRONACA MAGAZINE!

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
February 9, 2026
Alessandro Colombo