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7/11/2026

Community Dreamers: a tu per tu con Anna e Michele Nicchio

Dalla nascita del Gruppo Mantova Salus al rapporto tra sanità pubblica e privata: un percorso a metà tra la sfera privata e quella professionale

di Davide Dalai

Dalla nascita del Gruppo Mantova Salus al rapporto tra sanità pubblica e privata, dalle esperienze formative fuori dall’azienda alle sfide del lavoro in famiglia. Michele e Anna Nicchio hanno condiviso con la Dreamers Community il proprio percorso personale e imprenditoriale, raccontando il valore delle radici familiari e l’importanza di trovare la propria strada.

“Noi siamo una prima generazione e mezzo”, hanno spiegato, riferendosi alla storia dell’impresa avviata dal padre Guerrino Nicchio, di cui sono la

seconda generazione, ma cresciuta negli anni anche grazie al loro contributo. Un percorso nato dall’intuizione delle possibilità di sviluppo del settore sociosanitario, in una fase di trasformazione delle case di riposo in residenze sanitarie assistenziali.

CRESCITA Da quella prima esperienza ha preso forma il Gruppo Mantova Salus, oggi presente sul territorio mantovano con ospedali, poliambulatori, residenze per anziani e servizi sanitari e sociosanitari. Un percorso di crescita che, nelle parole di Michele Nicchio, non è ancora concluso, ma che mantiene un riferimento preciso: quello di un gruppo familiare legato al proprio territorio. Nel raccontare il proprio ingresso in azienda, Michele è tornato agli anni dell’università e alla laurea in Economia, con una tesi dedicata a una delle prime sperimentazioni di gestione privata di una struttura pubblica. All’epoca, ha ricordato, le idee sul futuro non erano ancora del tutto chiare. Fu il padre a invitarlo a mettersi alla prova: “Prova e se poi non ti piace sei libero di cercare la tua strada altrove”.

Quelli che avrebbero dovuto essere “cinque o sei mesi di stage non retribuito”, ha raccontato con ironia, sono diventati qualcosa di più. Michele ha iniziato dall’ufficio acquisti e ha cercato di conoscere da vicino anche il lavoro sanitario, arrivando a frequentare le sale operatorie: «All’inizio non distinguevo bene una protesi d’anca da quella di un ginocchio», ha scherzato. Diverso il percorso di Anna, che fin da giovane sapeva di voler lavorare con il padre, pur immaginando inizialmente per sé una carriera da notaio. Dopo il liceo classico ha scelto Economia, mentre prendeva forma l’esperienza familiare nel settore sociosanitario.

Nel suo racconto c’è spazio anche per la danza classica, praticata fin da bambina e associata a quelle qualità di concretezza e disciplina che riconosce nel proprio carattere. “A quattro anni ero l’unica che non piangeva a lezione”, ha ricordato sorridendo. Prima di entrare nell’impresa di famiglia, Anna ha scelto di misurarsi con altre realtà: uno stage in Accenture, utile per imparare a lavorare in gruppo, e un’esperienza in Goldman Sachs, affrontata come una sfida personale.

Arrivata alla proposta di assunzione, ha sentito di aver raggiunto il proprio obiettivo e ha deciso di dedicarsi a ciò che desiderava: lavorare con il padre. In azienda ha iniziato dalla contabilità e dal controllo di gestione, partendo dalla registrazione delle fatture e dei pagamenti.

SPAZIO

Da qui il consiglio rivolto ai giovani che hanno un’attività di famiglia: guardare anche fuori, non per scappare, ma per fare esperienze utili alla propria crescita. Nel tempo, Michele e Anna hanno trovato il proprio spazio nel Gruppo. Lavorare in un’azienda familiare, hanno osservato, significa però essere pronti a fare ciò che serve: anche pulire per terra la sera prima dell’inaugurazione delle Residenze Green Park.

E poi il ruolo delle strutture accreditate e il lavoro tra generazioni. L’incontro è stato così l’occasione per approfondire il funzionamento della sanità italiana. Rispondendo a una domanda di Alessandro Marconcini, fondatore di Dreamers, sulle differenze tra pubblico e privato, Michele Nicchio ha ripercorso alcune tappe della storia dei sistemi sanitari, dal modello introdotto in Germania da Bismarck a quello legato a Beveridge, fino alla nascita del Servizio sanitario nazionale italiano nel 1978 e alla riforma del 1992.

Al centro della riflessione, il ruolo delle strutture private accreditate, che possono erogare prestazioni per con-

to del Servizio sanitario nazionale: in questi casi il cittadino accede alle cure nell’ambito del sistema pubblico, secondo le modalità e le regole previste.

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Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
November 7, 2026
Red
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