
Intervista al segretario provinciale di Forza Italia che lancia la volata al candidato sindaco mantovano di centrodestra
Il dottor Michele Falcone, Direttore commerciale di Castiglione delle Stiviere, già responsabile vendite nel settore della chimica e dell’alluminio, già amministratore delegato della BK-Giulini del Gruppo ICL (sementi, concimi, verde professionale, prodotti chimic) è personalità di spicco nel mondo politico. Consigliere comunale di maggioranza per Forza Italia Berlusconi, segretario provinciale dello stesso partito. Oggi impegnato a sostenere, in particolare, la candidatura di Raffaele Zancuoghi nella corsa alla carica di sindaco di Mantova. Proprio da Forza Italia arriva più che mai il sostegno unitamente a Fratelli d’Italia, Lega Salvini, Noi Moderati.
Dottor Falcone, da subito il suo partito ha dimostrato parere favorevole alla candidatura di Zancuoghi, peraltro espressa da Fratelli d’Italia…
“Assolutamente sì. Forza Italia ha condiviso fin dall’inizio il percorso che ha portato alla candidatura di Raffaele Zancuoghi, perché abbiamo riconosciuto in lui una figura seria, competente, concreta e soprattutto profondamente legata al territorio. Devo dire che, a mio avviso - e questa è stata la mia prima impressione - difficilmente sbaglio il feeling al primo incontro, forse anche per deformazione professionale: in Raffaele ho subito percepito una persona che ama davvero la propria città.
“Un’altra sua caratteristica importante è lo spirito agonistico: è una persona abituata ad allenarsi duramente per affrontare sfide difficili. E candidarsi a Mantova è certamente una sfida impegnativa, ma non impossibile. Il cambiamento, del resto, non è mai semplice. Non ci siamo soffermati su chi abbia formalmente avanzato per primo il nome, ma sulla qualità della proposta politica e amministrativa. Quando si individua una persona capace di interpretare il bisogno di cambiamento di una città come Mantova, il dovere delle forze responsabili è sostenerla con convinzione e spirito unitario”.
Per primi avete presentato ufficialmente - a metà dello scorso gennaio - il candidato e il logo (con i simboli anche di Udc e Mantova Civica) della vostra campagna elettorale.
“Esatto, ed è stato un passaggio importante perché ha segnato l’avvio concreto di un progetto largo, civico ma con solide basi politiche, costruito attorno a un candidato credibile. Abbiamo voluto dare subito un segnale di chiarezza ai cittadini: il centrodestra mantovano c’è, è compatto, è organizzato ed è pronto a governare. La presenza nel logo anche di realtà civiche e moderate dimostra che attorno a Zancuoghi si è creato un fronte ampio, inclusivo, capace di parlare a mondi diversi della società mantovana.Cinque anni fa quella fascia di elettorato era stata intercettata da Palazzi con la sua Lista Gialla. Oggi, però, lo scenario è cambiato: Palazzi si candida con il Partito Democratico e, di fatto, lascia la Lista Gialla orfana del suo fondatore. Credo quindi che quel sentimento, quell’area moderata e civica, così come i temi che rappresentava, possano oggi trovare una nuova casa nel nostro progetto e nel simbolo che sostiene Zancuoghi”.
Lei punta a costruire un futuro che si concentri su come dovrà essere l’Amministrazione del capoluogo senza guardare agli avversari.
“Crediamo che Mantova abbia bisogno prima di tutto di una visione nuova. Non ci interessa fare una campagna elettorale basata sulle polemiche o sugli attacchi personali. Ci interessa spiegare ai mantovani come immaginiamo la città nei prossimi dieci anni: più ordinata, più sicura, più attrattiva per imprese, turismo e famiglie, e più vicina alle esigenze quotidiane di chi vive nei quartieri. Un’Amministrazione comunale efficace non deve essere autoreferenziale, ma presente, capace di ascoltare e di decidere. Questo è il cambio di passo che proponiamo.
“Sicuramente l’attuale Amministrazione ha fatto anche cose positive, ma riteniamo che esistano alcune criticità evidenti che non possono essere ignorate. Penso, ad esempio, allo spopolamento delle attività nel centro storico, che ha avuto ripercussioni anche sul tema della sicurezza, oppure al fatto che molti giovani scelgono di andare via per lavoro o, comunque, non vivono pienamente la propria città. Se guardiamo ai dati demografici, emerge un elemento molto significativo: negli ultimi dieci anni Mantova è cresciuta complessivamente di circa 1.300 abitanti, ma nello stesso periodo la popolazione straniera è aumentata di circa 1.500 unità.
Questo significa che, senza questo contributo, la città avrebbe registrato un calo demografico. È un dato che non va letto in modo ideologico, ma affrontato con serietà: serve una visione che renda la città più attrattiva per i giovani, per le famiglie e per chi vuole investire e costruire qui il proprio futuro. È un dato oggettivo, che ci dice che oggi Mantova non è ancora sufficientemente attrattiva per trattenere e far crescere la propria popolazione, in particolare i giovani e le famiglie.Una buona Amministrazione si misura anche - e direi soprattutto - sulla capacità di rendere una città attrattiva: per chi ci vive, per chi vuole restarci e per chi potrebbe scegliere di venirci”.
Zancuoghi non ha curriculum politico e non ha tessera di partito…
“Ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza. Raffaele Zancuoghi non nasce da logiche di apparato né da accordi chiusi nelle stanze della politica. Nasce dall’ascolto del territorio e dalla volontà di mettere al centro una persona stimata per serietà professionale, equilibrio e capacità di relazione.
“Oggi i cittadini chiedono autenticità, concretezza e competenza, non professionisti della politica. Zancuoghi porta con sé uno sguardo libero, pragmatico e orientato ai risultati, e sarà sostenuto da una coalizione che gli garantisce struttura, esperienza amministrativa e una squadra preparata”..
Che cosa dice ai giovani?
“I giovani devono tornare a sentirsi parte del futuro di Mantova. Non possiamo accettare che i nostri ragazzi crescano qui, si formino qui… e poi siano costretti ad andarsene per costruirsi una vita altrove.Noi vogliamo una città che li trattenga, che li faccia restare, che li faccia tornare. Una città viva, con spazi di aggregazione, cultura, sport, opportunità vere di lavoro e impresa. Una città dove un giovane non si senta ospite, ma protagonista. Perché una città che perde i suoi giovani è una città che perde la sua anima. E allora io lo dico chiaramente: non basta lamentarsi, non basta dire “qui non funziona niente”. Serve il coraggio di mettersi in gioco.
“Per questo, fin dal primo momento, ho chiesto ai giovani di non restare in disparte, ma di candidarsi, di portare le loro idee, la loro energia, la loro visione dentro questo progetto.Perché le idee sono tutto. Ma le idee devono camminare. E devono farlo su gambe forti, veloci, coraggiose. Mettersi in gioco può cambiare tutto.Mantova ha bisogno di voi. Adesso”.
Esiste davvero un dopo Palazzi?
“Certamente sì. In democrazia esiste sempre un dopo, ed è giusto che sia così. Dopo dieci anni di Amministrazione, ogni ciclo politico arriva naturalmente a una verifica profonda. Noi non neghiamo ciò che è stato fatto, ma riteniamo che oggi Mantova abbia bisogno di una nuova fase, con nuove priorità, maggiore capacità di ascolto e una visione più coraggiosa. Il punto non è essere contro qualcuno, ma essere pronti ad aprire una stagione diversa, più dinamica e più aderente ai problemi reali della città.
“Va anche detto con chiarezza che il progetto amministrativo degli ultimi dieci anni è ruotato attorno a una figura forte e pragmatica come il sindaco uscente Palazzi. È stato un ciclo politico ben definito, ma oggi quel ciclo è arrivato al termine. Murari non è Palazzi, e la Lista Gialla senza il suo fondatore non è la stessa realtà che abbiamo conosciuto.Per questo riteniamo che oggi spetti al centrodestra offrire una vera alternativa, credibile e concreta, e soprattutto saperla spiegare ai cittadini. E il tramite di questo progetto è Raffaele Zancuoghi, che rappresenta al tempo stesso rinnovamento, serietà e capacità di costruire una nuova fase”.
Qual è l’obiettivo di Forza Italia? Due consigliere comunali?
“L’obiettivo di Forza Italia è ottenere un risultato importante e proporzionato al lavoro che stiamo facendo sul territorio. Non ci poniamo limiti al ribasso. Due consiglieri comunali sarebbero certamente una base significativa, ma puntiamo a costruire un consenso ancora più ampio, perché vogliamo essere una componente decisiva della futura “maggioranza di governo.
Più che fissarci su un numero, ci interessa consolidare la presenza di Forza Italia come forza seria, moderata, competente e radicata, in grado di rappresentare una parte importante dell’elettorato mantovano. Questo è l’aspetto che conta davvero: costruire un gruppo di persone che amano Mantova e che scelgono di dedicare tempo ed energie al bene della città. Vogliamo far crescere la sezione di Mantova, portando nuove energie, nuove sensibilità e nuove competenze. Cinque anni fa, probabilmente, ci siamo presentati con uno spirito diverso, pensando che il simbolo potesse bastare. Oggi sappiamo che non è così: serve una proposta concreta, credibile, capace di parlare davvero ai cittadini. Anche in politica, come nelle aziende, è il capitale umano a fare la differenza, ed è proprio su questo che stiamo lavorando. Due anni fa abbiamo attraversato un momento difficile, con l’uscita di gran parte del gruppo dirigente locale. Questo però non ci ha indebolito, ma ci ha costretto a rinnovarci profondamente, a ricostruire dalle basi e a dare nuova linfa al partito”.