
Siamo andati a conoscere da vicino la realtà che opera sul territorio: parole (e numeri) del presidente Carlo Zanetti
Europa, giovani, solidarietà, filantropia, collaborazione. Non soltanto parole, bensì fatti. Tali da concretizzarsi in azioni: assistenza socio-sanitaria, protezione dei luoghi in cui si vive e si lavora, valorizzazione del patrimonio artistico e storico, prevenzione del disagio giovanile, cura e assistenza degli anziani, aiuto alle persone con disabilità. Sembrerebbero tematiche da ministeri, amministrazioni pubbliche, enti sociali. No, questa realtà è assunta con impegno e sincero trasporto dalla Fondazione Comunità Mantovana. Un quarto di secolo nel cuore del territorio che in questa istituzione crede. Ecco che persone, soggetti, imprenditori sono in grado di garantire continuità e sostegno finanziario aggregando risorse. Sempre più interlocutori che si prendono cura delle pressanti - a volte gravi - condizioni di chi si trova in difficoltà economica e sociale.
“Sin dal primo momento l’obiettivo della Fondazione è stato e rimane quello di migliorare la vita della nostra comunità e sono orgoglioso di rappresentarla e di essere a contatto con persone che si adoperano in questo senso”. Carlo Zanetti, presidente, interviene all’incontro in cui vengono illustrati i risultati del lavoro compiuto tra il 2024 e il 2025. “Attività costante nell’essere impegnati e nello stringere alleanze che vadano nella direzione di un futuro equo e solidale”.
NUMERI
In un dossier di 32 pagine si raccoglie il Rapporto Biennale all’insegna di “un impegno per la collettività”. Al segretario generale Franco Amadei il compito di snocciolare contenuti e cifre principali compendiati così: nei bandi 2024/25 sono stati finanziati 286 progetti e 168 sono quelli finanziati fuori bando. “Complessivamente - precisa - la Fondazione ha erogato un milione e 939mila euro.
“Interventi che riguardano un ampio ventaglio di settori. Guardiamo avanti e ci adeguiamo alle istanze dei tempi che attraversiamo. Il rapporto con la Fondazione Cariplo è fondamentale ma oggi la nostra istituzione ha piene deleghe per operare le proprie scelte. Oltre ai bandi specifici, ci sono i progetti finanziati extra, unitamente agli emblematici significativi e agli emblematici maggiori. Siamo difronte a richieste caratterizzate dalle potenzialità dei contenuti. Con soddisfazione presentiamo questo rapporto frutto del lavoro del consiglio direttivo che è vicino al territorio e vanta competenze specifiche. Gestione e risultati che ci aiutano ad andare avanti”.
Il valore della donazione è fondamentale e si consolida nella collaborazione con altri enti, associazioni, istituzioni, attivi e forti gruppi di volontariato.
Nel corso dell’incontro, nella sede di Confindustria, Valeria Tassan Din Visconti e Barbara Walter hanno testimoniato l’origine e lo sviluppo internazionale dell’associazione da loro fondata “Love Therapy Zero” costituita unicamente da volontari. L’associazione recupera fiori invenduti o già utilizzati per eventi, li rigenera in nuove composizioni e li dona a ospedali, RSA, case di riposo, hospice, carceri, dove è dimostrato scientificamente che la bellezza conforta e riduce lo stress. “Donare è riconoscere che ciò che non ha più un valore commerciale, ha valore emotivo e umano e solidale” hanno dichiarato le due fondatrici, auspicando la nascita di un nucleo di volontarie anche a Mantova.
Poi il momento didattico. Secondo Sabbioni, funzionario dell’Unione Europea, e Claudia Bonora, presidente dell’Istituto di storia contemporanea di Mantova, hanno premiato i due elaborati vincitori del premio “Mantova per l’Europa”, entrambi approfonditi e stimolanti.
Il primo premio, del valore di 1500 euro, è andato alle classi 5AS e AM dell’Itet “Mantegna” di Mantova; il secondo del valore di 700 euro alla classe 4 CS Scienze applicate dell’Istituto Superiore “Manzoni” di Suzzara. Ai ragazzi è stato rivolto l’invito a continuare a occuparsi di Europa.