
Alessia Marchini racconta (scrivendo per noi) un progetto di tesi simpatico ma al tempo stesso ambizioso
di Alessia Marchini
Nell’anno accademico 2024/2025 il Master in Graphic Design di IED Milano – Istituto Europeo di Design – ha proposto agli studenti, in collaborazione con Mediaset, un brief ambizioso. Bisognava ripensare il brand Fantozzi in occasione dei cinquant’anni dal primo film, uscito nel 1975, con una lettura personale e contemporanea del personaggio. Il lavoro è diventato il nostro progetto di tesi, seguito dal relatore Alessandro Busseni.
Con Bianca L. Curzio, Anna Di Capita, Giulia Gazzetti e Alessia Milillo siamo partite da una domanda semplice: a chi potrebbe parlare Fantozzi oggi? La risposta era più vicina di quanto pensassimo. Fantozzi nasce nel 1968 dai racconti di Paolo Villaggio su L’Espresso e parla dell’alienazione dei lavoratori. Oggi quell’alienazione ha cambiato forma: è digitale, fatta di notifiche, precarietà e nuovi conformismi. Ma non è sparita.
IL TARGET: ANTIEROI AUTOIRONICI
Abbiamo scelto di rivolgerci ai giovani tra i 25 e i 35 anni e li abbiamo chiamati “antieroi autoironici”: sono persone che collezionano piccole disfatte quotidiane e hanno imparato a riderne, possibilmente in compagnia. Per loro l’ironia è una strategia di sopravvivenza. E il momento più bello della giornata è quello in cui la sfiga si racconta agli amici davanti a una birra.
PIXEL, COLORI ACCESI
E UN’IDENTITÀ TUTTA NUOVA
Il primo passo è stato il logo. Il marchio storico, con la sua nuvoletta, è rimasto quasi intatto, perché certi segni non si toccano: l’unico intervento è stato sostituire la texture con una tinta piatta. Attorno però abbiamo costruito un’identità nuova. Le immagini originali dei film sono state scontornate e trattate con un effetto bitmap, accompagnate da un pattern a pixel dal sapore volutamente nostalgico. La palette è vivace, con arancio, giallo, blu e rosa. Il sistema tipografico accosta un carattere pixelato per titoli e battute a un font più lineare per i testi.
Anche gli oggetti simbolo dell’universo fantozziano, dalla nuvola alla Bianchina, sono diventati icone disegnate su una griglia regolare, per renderle riconoscibili al primo sguardo pur parlando un linguaggio di oggi. Le frasi celebri che tutti sappiamo a memoria sono finite su oggetti di merchandising come magliette, cappellini, tazze e portachiavi.
FANTOZZI, TESTIMONIAL
PER UN GIORNO
Il cuore del progetto era il licensing: immaginare collaborazioni tra Fantozzi e brand reali, coerenti con la sua quotidianità trasportata ai giorni nostri. Si tratta di concept progettuali, non di campagne realizzate. Il criterio però era rigoroso: ogni brand doveva condividere con il personaggio valori come ironia, leggerezza e convivialità.
Per Enjoy, il car sharing, il Ragioniere che ne ha passate di tutti i colori al volante diventa il testimonial ideale della mobilità urbana, tra auto personalizzate e affissioni in città. Per Rinascente abbiamo pensato una collezione di tovagliette dedicate ai piatti più iconici dei film, frittatona di cipolle in testa. Con Clementoni è nato “Merdaccia”, un gioco di carte per le serate tra amici ispirato a un classico da tavolo. Live Moment, l’app per scoprire eventi, invita a riscattarsi dalle giornate storte uscendo di casa. Glovo propone un codice sconto per rimediare alle “giornate no” con un buon pasto. Infine Peroni lancia un’edizione speciale da collezione, con un pop-up davanti a un cinema milanese durante una proiezione celebrativa.
Ogni collaborazione è stata sviluppata in tutti i suoi punti di contatto: packaging, affissioni, volantini, sacchetti per il delivery, pubblicità online, piani editoriali per i social, reel e meme.
PERCHÉ LUI, PERCHÉ ADESSO?
Lavorare su un’icona così amata significa camminare su un filo. Da una parte c’è il rischio della nostalgia fine a se stessa, dall’altra quello di tradirne l’essenza. Credo che il risultato stia nel mezzo. Abbiamo scoperto che Fantozzi non ha bisogno di essere spiegato alle nuove generazioni: ha solo bisogno di un linguaggio con cui farsi riconoscere.
Oggi Fantozzi non è soltanto un pezzo di storia del cinema italiano. È uno strumento per leggere il presente e ridere delle sue contraddizioni. Anche nelle giornate più storte, ci ricorda che c’è sempre una buona ragione per uscire, incontrarsi e condividere.
Del resto, se una nuvola deve seguirci, tanto vale che sia pixelata e di un bel colore.
UN’EDIZIONE UNICA
Per il nostro gruppo questo progetto è stato la conclusione più bella che potessimo immaginare per il Master: mesi di confronti, giornate di ricerche e risate. Il risultato è raccolto in un volume di oltre 100 pagine, stampato in pochissime copie, solo per noi autrici. Sono copie uniche e irripetibili, per cui abbiamo cercato con cura carte e materiali. La copertina nasconde un ultimo scherzo: una serie di fori lascia intravedere il fondo arancione della pagina successiva, ma basta aprirla per scoprire che quell’arancione incornicia una delle smorfie più celebri del Ragioniere, Fantozzi che fa la linguaccia. Ci è sembrato il modo più giusto per ringraziarlo e concludere questo entusiasmante percorso.
Il settimanale di riferimento per i mantovani
Vuoi ricevere la copia digitale o cartacea de La Nuova Cronaca di Mantova? Scegli il piano e finalizza l'acquisto online, oppure abbonati tramite bonifico.