
Se ne va a 73 anni un'eccellenza della ristorazione, non solo Mantovana, che ha saputo elevare il suo “Dal Pescatore “ di Canneto sull’Oglio ai vertici mondiali
Carattere dolcissimo. Persona sensibile. Adorabile moglie e madre. Aspetti che, in una donna così speciale, si sono trasferiti e caratterizzati ogni giorno nel modo di lavorare e di stare insieme alla gente. Nadia Santini si spegne a 73 anni. Certo, una delle “signore” più amate e apprezzate nel campo della ristorazione di altissimo livello. Una eccellenza in cucina che ha saputo elevare il suo ristorante - “Dal Pescatore “ di Canneto sull’Oglio - ai vertici mondiali. Insieme al marito Antonio e ai figli Giovanni e Alberto. Insieme formano una famiglia rispettosa delle tradizioni ed esempio di assoluta integrità.
Dolorosa notizia diffusa, nel solo della discrezione che contraddistingue Casa Santini, dagli stessi familiari con poche toccanti parole: “Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all’Empatia e all’Amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, Grazie Mamma”.
Scompare così una delle figure più significative della ristorazione italiana, fortemente legata alle proprie radici ma anche aperta alle innovazioni. Nata a San Pietro Mussolini in provincia di Vicenza, ha studiato Scienze Politiche. Ma è nel 1974 che inizia la sua formazione con Bruna e Teresa (la nonna di suo marito Antonio) al ristorante "Dal Pescatore". Nel 1996, il prestigioso locale riceve le tre stelle Michelin, e Nadia diventa la prima chef donna premiata appunto con le tre stelle in Italia. Nel 2013 è stata premiata come "miglior chef donna del mondo" al concorso The World's 50 Best Restaurants.
La sua cucina è sempre rimasta profondamente legata al territorio mantovano e alla Pianura Padana, con una particolare attenzione alla qualità delle materie prime, alla stagionalità e alla valorizzazione delle ricette tradizionali.
Tra i piatti simbolo della sua filosofia gastronomica gli agnoli in brodo di gallina, i tortelli di zucca, il risotto e le preparazioni a base di pesce d’acqua dolce. Ricette che, nelle sue mani, sono diventate espressioni di una cucina capace di coniugare memoria, eleganza e ricerca, senza perdere la propria identità. Accanto a lei, negli anni, è cresciuta anche la famiglia, protagonista della storia del ristorante: il marito Antonio, punto di riferimento nell’accoglienza, e i figli Giovanni e Alberto, impegnati rispettivamente in cucina e in sala e nella gestione dei vini. Una realtà familiare che ha rappresentato uno degli elementi distintivi del Dal Pescatore, dove il lavoro si è sempre intrecciato con i valori della condivisione e della continuità generazionale. Nel 2022 la Guida Michelin le aveva inoltre attribuito il riconoscimento di Chef Mentor, sottolineando il suo ruolo di riferimento per le nuove generazioni di cuochi
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