
L'edizione del 2026, la 52esima, proporrà una importante novità: saranno due e non più una sola, le notti di "lavoro"
Tocca a San Francesco “benedire” la Fiera delle Grazie 2026. Evento che si rinnova nel segno della festa paesana ma soprattutto tra i colori dell’arte madonnara. Il 52° incontro, a cavallo di Ferragosto, è ormai alle porte. Con una significativa novità: per la prima volta gli artisti lavoreranno per due notti consecutive. Inoltre, previsto uno speciale trattamento dell’asfalto ispirato agli studi di Kurt Wenner che migliora la resa dei colori. Così questa edizione dedicata a San Francesco nell’ottavo centenario della morte, riconferma Grazie di Curtatone capitale internazionale dei pittori di strada.
Gli artisti inizieranno a lavorare giovedì 13 agosto, subito dopo la tradizionale benedizione dei gessetti prevista alle ore 18, proseguendo fino al pomeriggio di sabato 15 agosto.
Una scelta voluta dall’Amministrazione comunale che offrirà al pubblico un tempo molto più ampio per osservare dal vivo il processo creativo, trasformando il sagrato del Santuario in un grande atelier a cielo aperto. Per i visitatori sarà l’occasione di assistere alla lenta trasformazione dell’asfalto in una galleria d’arte, seguendo passo dopo passo la nascita delle immagini. Per gli artisti, invece, la nuova organizzazione consentirà di lavorare più a lungo nelle ore serali e notturne, quando le temperature sono più favorevoli rispetto alle ore più calde della giornata, migliorando così le condizioni di lavoro senza modificare l’identità della manifestazione.
La seconda importante innovazione riguarda invece la tecnica. Per la prima volta il sagrato sarà preparato con uno speciale trattamento superficiale ispirato agli studi del maestro madonnaro americano Kurt Wenner, considerato uno dei maggiori innovatori contemporanei di street painting. Mescolando una pasta bituminosa con semplice sapone di Marsiglia e colla da parati, è infatti possibile realizzare una base che rende il fondo più compatto ed omogeneo, consentendo una migliore resa dei pastelli e una stesura pittorica più luminosa. L’innovazione non rappresenta soltanto un miglioramento pratico, ma testimonia come questa arte continui ad evolversi. Gli studi di Kurt Wenner sui materiali non sono una novità e grazie a Paola Artoni, direttrice del Museo dei Madonnari, e allo storico dell’arte Paolo Bertelli, questi temi saranno trattati anche nel corso di un convegno internazionale AIC che è previsto a Firenze dal 3 al 4 settembre.
A fare da filo conduttore dell’edizione 2026 sarà proprio il tema scelto, “Il messaggio di San Francesco nei colori dei Madonnari”, già presentato insieme all’immagine ufficiale firmata dalla maestra madonnara bergamasca Giulia Monzani, che ha vinto l’edizione 2025 del concorso..
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