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16/2/2026

"La parità di genere si realizza valorizzando le differenze"

Nostra intervista alla presidente della commissione pari opportunità Laura Ferro

“La parità di genere si realizzerà solo quando verranno valorizzate le differenze”. Parola di Laura Ferro, consigliere comunale a Mantova, dove ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione per le Pari Opportunità.

La Nuova Cronaca l’ha incontrata per conoscere la sua opinione riguardo alla condizione femminile. Lavoro, famiglia, indipendenza economica: tanti i temi toccati durante la conversazione.

Consigliera Ferro, il 6 marzo apre a Mantova la Biennale di Fotografia Femminile. Quanto è importante questa rassegna?

“Una iniziativa molto rilevante, così come lo sono tutti gli eventi culturali che invitano a riflettere sul femminile. Riguardo a questo tema, ritengo che siano stati fatti molti passi avanti nell’ultimo periodo, ma siamo ancora intrisi di stereotipi di genere che inducono alla disuguaglianza. Perciò, ogni rassegna che cerchi di sensibilizzare intorno alla condizione della donna è ben accetta e può servire ad abbattere sempre di più le barriere che ancora resistono nella nostra società”.

Il titolo della Biennale è “Liminal” , che in italiano si può tradurre con “soglia”. Si è davvero alle porte di una nuova era per la donna?

“Quello che percepisco è che il mondo sta cambiando, nella direzione di una maggiore uguaglianza tra uomo e donna. Tuttavia, ad oggi le disparità sono ancora molte: persiste un divario salariale significativo e, nella maggior parte dei casi, i ruoli apicali restano ricoperti da figure maschili, nonostante le donne siano molto attive e qualificate. Il mio discorso vale per tutti gli ambiti professionali, dallo sport all’economia, passando per l’istruzione.

“Si parla tanto, a tal proposito, di quote rosa. Ben vengano, ma non bastano e non possono essere l’unica soluzione. Infatti, quel che serve è un nuova mentalità, basata sul welfare (che invece, a livello statale, in Italia è quasi inesistente)”.

Quali sono stati i provvedimenti attuati dalla giunta comunale uscente per sostenere le donne nel mondo del lavoro?

“Il mio impegno per i diritti delle donne comincia da lontano. Fin dal 2014, infatti, mi batto per gli asili nido gratis. L’ho sempre ritenuta una battaglia giusta, perché ormai i nidi sono diventati una scelta obbligata per la maggioranza delle famiglie. Questa è la naturale – e legittima - conseguenza dell’aumento dell’occupazione femminile. Se le donne lavorano, è giusto che abbiano un servizio gratuito che permetta loro di gestire sia la professione che la famiglia.

Da quando ricopro l’incarico di presidente della Commissione per le Pari Opportunità, sono state organizzate numerose iniziative per le donne, anche al di là delle giornate simboliche del 25 novembre e dell’8 marzo.

“Oltre alle attività di sensibilizzazione, però, servono politiche reali e quotidiane. Ritengo che le pari opportunità siano trasversali a tutte le deleghe, dunque dovrebbero avere un peso maggiore sia a livello locale che statale”.

Quali sono le sue figure femminili di riferimento?

“Parlando in generale, direi Frida Khalo e Margherita Hack. Due donne rivoluzionarie che hanno primeggiato in ambiti – la pittura e la scienza - dove esistevano forti pregiudizi”.

E nel territorio mantovano?

“Oggi la provincia vanta una buona rappresentanza nel campo dell’imprenditoria femminile: penso, per esempio, ad Emma Marcegaglia e ad Anna Nicchio, da poco nominata vicepresidente di Confindustria Mantova”.

La parità di genere sarà realtà quando…

“…quando verranno valorizzate le differenze tra i generi. La donna non deve diventare come l’uomo. Il vero obiettivo è raggiungere una complementarietà: ciascuno con i propri compiti e le proprie caratteristiche.  La missione principale consiste nel liberarsi della paura. Oggi spaventa ancora l’idea di assumere una giovane donna, perché si teme che possa restare incinta e quindi assentarsi per il periodo di maternità. Ed è qui che si sbaglia. Una futura mamma non dovrebbe spaventare i datori di lavoro, anzi, dovrebbe essere accolta e assistita. Ma per cambiare la società sono necessarie le politiche di welfare  e il coraggio di cambiare”.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
February 16, 2026
Francesco Raffanini