Attiva da più di trent'anni, "Amici di Levata" è più di un'associazione. Collaborazione e solidarietà nel racconto del suo presidente
Una fiamma accesa da più di 30 anni che è destinata a non spegnersi mai. Gli Amici di Levata non sono solo un’associazione. Sono collaborazione, fiducia e solidarietà. Ivan Papazzoni, nato a Mantova classe 1972, vive a Levata di Curtatone da sempre e da anni è presidente della storica associazione che per lui rappresenta una famiglia.
Da qui nasce “Levata a tutta birra”, appuntamento canonico diventato un fenomeno sociale. I primi due fine settimana di giugno il parco principale del paese viene assediato, inaugurando l’inizio dell’estate.
Papazzoni, come è nata l’associazione Gli Amici di Levata che organizza l’evento?
“Concomitanza di più aspetti: siamo molti amici più o meno coetanei nati a Mantova che hanno continuato a stare qui, nonostante tutto. Siamo accomunati da un forte spirito organizzativo e ci siamo sempre trovati per sperimentare varie tipologie di eventi. Per esempio, la prima festa allargata è stata quella del Carnevale 1990, poi l’ultimo dell’anno del 1991.
“Per una serie di circostanze, tra cui matrimoni di membri del gruppo e partenze per il servizio militare obbligatorio in diverse città, c’è stata una pausa.
“Il 6 gennaio 2008 in 4-5 abbiamo organizzato una “Vecchia” in campagna invitando alcuni amici stretti, riprendendo la tradizione dei nostri padri. La voce si è sparsa, facendo diventare l’evento ogni anno sempre più grande e partecipato, fino al “Brusema la Vecia” che conosciamo oggi. Dall’anno successivo ci è stato chiesto di dare un contributo concreto alla società con altre associazioni del paese come il Comitato di Quartiere, la Polisportiva di Levata e la Parrocchia, iniziando di fatto una collaborazione”.
Da qui nel 2010 è nata l’idea di “Levata In Piazza”. Si è trattato di un grande evento, dove la via principale (via Levata) è stata chiusa al traffico ed è stato allestito un unico lunghissimo tavolo al centro della strada. Durante la serata non sono mancati spettacoli di intrattenimento e partecipazione collettiva.
“È stata l’occasione perfetta per inaugurare il legame con i fornitori, che oggi sono gli stessi nonostante la portata della festa sia completamente cambiata: possiamo chiamarli amici”.
Da quell’esordio vi siete sempre più allargati. Come è nato il format di “Levata a tutta birra? Vi aspettavate questi numeri record per una frazione del Comune di Curtatone?
“Visti i numeri e la partecipazione di “Levata In Festa”, si è cominciato a pensare di ampliare l’evento fino a concretizzare l’idea di “Levata a tutta birra” con una prima edizione che prevedeva solo il venerdì e il sabato sera nel parco principale del paese. Il fondo per costruire l’evento era di 50 euro, e nel caso fosse andata male la festa (che era di fatto una scommessa), avevano stimato al massimo 200 euro di perdita a testa.
“La prima sera è stata doppiamente traumatica: alle ore 20 eravamo terrorizzati dall’idea che non venisse nessuno e che fosse un fallimento, mentre alle 21.30 il parco era pieno, le file erano chilometriche e c’erano solamente due stand. Ogni anno poi è stato aggiunto qualche giorno fino ad arrivare all’appuntamento fisso dei primi due fine settimana di giugno”.
Qual è il vostro tipo di organizzazione? Come state gestendo questa crescita della festa?
“Siamo un’associazione senza scopo di lucro con Statuto depositato, composta da un nucleo storico, chiamato “Nuovo Direttivo” formato da 25 persone, così da allargare le decisioni il più possibile, con il sostegno di oltre 80 volontari.
“La gestione è sempre stata interamente interna: non ci siamo mai appoggiati a nessuna agenzia di marketing e comunicazione. Gli aspetti burocratici vengono affrontati all’interno del gruppo. Penso che questo sia la nostra forza.
“Ora l’organizzazione della festa è diventata quasi un doppio lavoro che diventa impegnativo: per questo abbiamo bisogno di energie e proposte nuove e fresche”.
Qual è la vostra missione?
“La nostra missione è fare del bene per la società, donare in beneficenza e sostenere le associazioni di volontariato. Ogni anno gran parte del ricavato dei nostri eventi viene donato in beneficenza, come da Statuto, tenendo un minimo di cassa quale riserva per le emergenze.
“Sulle selezioni delle associazioni di volontariato inizialmente si è fatto riferimento a quelle già conosciute dal team per esperienze dirette o realtà più piccole che spesso faticano a intercettare fondi. L’obiettivo era sposare progetti di piccola scala che, grazie anche a donazioni modeste, potessero comunque ricevere un aiuto concreto”.
Avete sostenuto anche altre iniziative sociali importanti…
“Sì, quando c’è da dare una mano, “Gli Amici di Levata” hanno dimostrato che sono gli ultimi a tirarsi indietro. Siamo felici di avere dato una mano in alcune situazioni di emergenza.
“Nel 2012 per il terremoto di Moglia siamo subito partiti in aiuto; per l’alluvione dell’Emilia-Romagna oltre a importanti contributi di prima sopravvivenza siamo andati a spalare il fango; durante il Covid abbiamo acquistato dei computer per le scuole elementari, abbiamo dato una mano al Comune con la distribuzione delle mascherine; siamo stati solidali con Suzzara quando è stato rubato un furgone. Abbiamo acquistato per il nostro Comune svariati buoni spesa (Tosano) per le famiglie bisognose, insieme a libri e materiale scolastico (Centroscuola).
“Ma, sicuramente, una delle missioni che più ci ha riempito il cuore è stata contribuire a colorare le pareti del reparto della terapia intensiva neonatale del “Carlo Poma”. Possiamo vantare una targhetta di ringraziamento che per noi vale più di ogni trofeo”.
C’è qualcuno che più vi sentite di ringraziare per questa attività?
“Sicuramente importante la gratitudine che proviamo nei confronti delle persone che si sono sempre fidate delle nostre donazioni, non per pubblicità ma per sincerità. Il parco, sede della festa, è sempre super curato e accogliente grazie al lavoro e alla disponibilità della Polisportiva di Levata.
“Fondamentale l’aiuto diretto degli artigiani e dei volontari: ognuno sacrifica qualcosa in termini soprattutto di tempo, tra lavoro e famiglia. Questa è la cosa più preziosa che ognuno di noi ha.
“Il lavoro e la motivazione di alcune colonne portanti, come i nostri genitori, sono stati la linfa vitale della festa”.
Avete in programma di ampliare ancora di più la festa?
“Per crescere ancora di più c’è bisogno di forze nuove, altrimenti bisognerebbe ridimensionarsi per la portata che sta raggiungendo la festa. L’idea di ampliare il progetto c’è sempre ed è in valutazione, ma siamo consapevoli del fatto che una volta che si fa un passo è difficile tornare indietro. La perdita di volontari storici nel tempo, non lo nego, ci ha destabilizzati…”.
Qualche dato sulla festa?
“Negli ultimi anni sono stati spillati dai 10mila ai 12mila litri di birra in 7 sere. I fornitori sia di cibi che di bevande ormai possiamo chiamarli amici, così come i ragazzi del servizio audio, la nostra fiducia reciproca è immensa.
“Da 3 anni collaboriamo con i volontari della Pro loco di Castel d’Ario per il riso alla pilota e i saltarei, mentre quest’anno sarà il terzo anno della collaborazione con street food per hamburger americani.
“Negli ultimi anni è stata proposta un’area alternativa per i più giovani con dj attivo, da regolamento, convenzionalmente fino a mezzanotte nei weekend e le ore 23 durante la settimana:,anche se i vicini di casa della festa c’è da dire che hanno sempre collaborato”.
Così “Gli amici di Levata” rinnovano l’invito a partecipare all’evento dall’11 al 14 con band dal vivo e dj set. Quest’anno le serate offriranno tributi a Guns N’ Roses, Pinguini Tattici Nucleari, grandi successi italiani, rock, Cesare Cremonini, Vasco Rossi (momento cult della festa) e le migliori canzoni di tutti i tempi.
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