
Assemblea di Confindustria sotto la lente d'ingrandimento de La Nuova Cronaca. Realtà produttiva mantovana allo specchio
Garbo. Discrezione. Rispetto. Con una punta, sotto sotto, di amarezza. Realtà mantovana allo specchio. Territorio invidiato, preso ad esempio. Perché qui, tra capoluogo e provincia, c’è ancora un piccolo-grande mondo antico. Natura, produzioni alimentari, arte, cultura, palazzi.
Industrie che si abbinano ad attività agricole, commerciali, artigianali. Così lui, Fabio Viani, presidente di Confindustria, si assume l’onere - a pieno diritto - di valutare. Considera il passato (senza dubbio con punte di rammarico), guarda il presente (senza dubbio con preoccupazione), pensa al futuro (senza dubbio con speranza).
Assemblea generale (81ª) al Teatro Bibiena. Bomboniera settecentesca dall’originario spirito accademico-scientifico. Ideale per confronti e dibattiti. Il pianoforte sul palcoscenico ha la “coperta-lid” alzata. Silenzioso. Diretta sul canale SkyTg24 con il giornalista Andrea Bignami che sentenzia: “La vostra prossima assemblea merita di avere un sottofondo musicale...”.
CONFRONTO
Nonostante il clima fuori dalle antiche mura del palazzo sia tutt’altro che sereno (climaticamente e geopoliticamente), gli ospiti in platea si scambiano baci, abbracci, saluti. La forza dell’imprenditoria. Atmosfera rilassata. Non proprio da festa, eppure serena. Compreso l’aperitivo conviviale.
Viani, un tantino orgoglioso, illumina sul percorso tracciato dal suo direttivo (elogio fraterno al direttore Daniele Ponselè) dal 26 maggio del 2023 a oggi. Compresa l’acquisizione di quote della Gazzetta: “Adesione a una voce libera importante che si aggiunge a tante altre iniziative nei vari contesti locali”.
Accanto a lui, nella tavola quadrata (4 interlocutori), oltre al conduttore, il vice ministro (Lega Salvini) delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ed Emma Marcegaglia presidente e amministratrice delegata della Marcegaglia Holding (il fratello Antonio in prima fila come, toh chi si si rivede!, il già sindaco Mattia Palazzi).
Confronto su dati, statistiche, grafici che delineano - sul fronte delle opere pubbliche e dei collegamenti - un panorama (Mantova compresa) non esaltante. Rixi un tantino floscio nel decodificare quanto il governo abbia fatto o faccia sul sistema. Nulla di nuovo. Tanto meno apre a prospettive per l’area in cui è stato invitato. Qualche traccia progettuale?
DINAMISMO
Emma - figlia di tanto padre, Steno - ritiene che Gazoldo degli Ippoliti sia la sede ideale per la propria azienda leader nella catena dell’acciaio (anche lei tra i consiglieri della Gazzetta di Mantova srl: il Cavaliere era stato tra i fondatori della Voce nel 1992!) avendo adottato soluzioni ideali per l’intermodalità.
Ma è nella relazione, a braccio, di Viani che si coglie il succo dolce-amaro del summit. Il presidente cita, uno a uno, a memoria, i nomi delle autorità - il numero uno nazionale di Confindustria Emanuele Orsini appare in collegamento - e, valutando con attenzione il suo intercalare, si percepisce quanto la città e la provincia avrebbero meritato nel tempo azioni più concrete in quanto a sviluppo infrastrutturale.
Si richiama alla condivisione “perché i cambiamenti e le scelte vanno affrontati insieme”.
Cinque punti fondamentali su cui Viani elabora acute argomentazioni, dopo avere sottolineato come Mantova sappia distinguersi per capacità di tenuta e dinamismo industriale: “Nel secondo trimestre del 2026 la produzione è cresciuta del 4.8 per cento, oltre il doppio della media regionale e il fatturato ha registrato un aumento del 3.7 per cento. “La competitività - aggiunge - si costruisce lungo nuove rotte: energia, capitale, competenze, mercati e infrastrutture”.
ENERGIA Se nel 2025 il costo energetico dell’industria mantovana era pari a circa 252 milioni di euro, agli attuali livelli di prezzo potrebbe superare i 450 milioni di euro all’anno, quasi 200 milioni in più in dodici mesi.
“Non stiamo parlando solamente di bollette. Stiamo parlando di risorse sottratte a investimenti, innovazione, ricerca, formazione e occupazione”.
CREDITO E INVESTIMENTI In un contesto caratterizzato da un’inflazione tornata al 4,2%, il costo del denaro continua a rappresentare un ostacolo soprattutto per le piccole e medie aziende. “Nonostante ciò, le imprese mantovane confermano una solida capacità patrimoniale: i depositi hanno superato i 5 miliardi di euro. Una liquidità che deve però trasformarsi in investimenti per la transizione energetica, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale”.
CAPITALE UMANO Nel 2025 sono stati 1.501 i residenti mantovani trasferitisi all’estero, con un incremento del 41,6 per cento rispetto all’anno precedente, mentre nello stesso periodo il fenomeno è diminuito a livello regionale.
“Se perdiamo giovani perdiamo competenze, capacità imprenditoriale e potenziale di innovazione”.
Per contrastare questa tendenza, Confindustria Mantova ha rafforzato gli investimenti in formazione e orientamento. Attraverso il progetto Calamita sono stati coinvolti quasi 2.000 studenti mantovani negli ultimi tre anni. Prosegue la stretta collaborazione con il mondo universitario e gli ITS.
EXPORT In un contesto internazionale sempre più instabile, il presidente richiama la necessità di ampliare i mercati di sbocco. La Germania si conferma il primo partner commerciale per il sistema produttivo mantovano con un valore dell’export pari a 1,43 miliardi di euro nel 2025.
Per questo motivo Viani evidenzia l’importanza di nuove opportunità commerciali, a partire dall’accordo tra Unione Europea e Mercosur, un mercato che comprende oltre 270 milioni di consumatori e che potrebbe generare importanti benefici per il sistema produttivo italiano.
INFRASTRUTTURE L’ultima direttrice indicata dal presidente riguarda infrastrutture e logistica. Al centro della visione di Confindustria Mantova la valorizzazione di Valdaro, dell’idrovia, dei collegamenti ferroviari e dell’asse del Brennero, considerato una delle principali porte di accesso delle merci italiane verso il Nord Europa.
“Mantova non deve limitarsi a essere un territorio attraversato dalle grandi direttrici europee. Deve diventare un territorio connesso, capace di attrarre investimenti e sviluppo”. Non una novità. Lo spifferano in molti da decenni.
Concludendo la sua ultima assemblea pubblica da presidente, afferma: “Mantova non deve essere un’isola. Deve essere uno snodo. Una piattaforma aperta sul mondo”.
Interessanti gli interventi e i contributi successivi. La parte finale dell’assemblea vede protagonisti i giovani di Politics Hub, Ilaria Chimento e Michele Della Vecchia, coinvolti in un confronto interattivo con il pubblico sulla competitività del prossimo decennio.
A raccogliere e rilanciare gli spunti emersi è Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, che svolge una riflessione sul ruolo dei giovani, dell’imprenditorialità e delle competenze nella costruzione della competitività italiana, con focus sull’intelligenza artificiale.
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