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12/5/2026

MantovArchitettura, parola al ProRettore Davide Del Curto

La crisi climatica al centro dei lavori promossi dal Campus di piazza D'Arco: "Una responsabilità per gli architetti di oggi e di domani"

Prorettore, docenti, allievi progettano. Si sentono parte della comunità. Condividono il territorio. Esprimendo pensieri comuni: mettere a disposizione esperienze e creatività. Escono dalle aule e dai laboratori universitari. Dal campus di piazza D’Arco-via Scarsellini nel cuore di Mantova e anche più in là. “Abbiamo il compito di insegnare architettura ai ragazzi ma anche quello di lasciare un segno - sottolinea il prorettore Davide Del Curto - E mentre presentiamo la tredicesima edizione di MantovArchitettura confermiamo l’impegno di lavorare insieme per un futuro di benessere”. Alla Casa del Mantegna, sempre più “casa” dell’arte della progettualità, si indica il percorso della manifestazione. “In questa occasione - aggiunge - dibattiamo sul rapporto con la crisi climatica. Abbiamo difronte una situazione d’emergenza globale che richiede riflessioni multidisciplinari. Temi che MantovArchitettura affronta, ogni giorno, sino al 12 giugno attraverso dibattiti, laboratori, mostre in varie sedi della città. Giornate di confronti con il tentativo di adattarci alle nuove condizioni di cambiamento e di trovare sistemi di mitigazione”. Mantova, nucleo urbano storico, è di per sè oggetto di analisi e studio, anche e soprattutto nel valutare ciò che è testimoninza del passato e ciò che può e deve fare il mondo delle costruzioni più che mai chiamato in causa. A fianco del consolidato appuntamento c’è l’Ordine degli architetti che registra il passaggio del testimone alla presidenza, da Cristiano Guernieri a Paola Chiari: “Siamo disponibili nel continuare a fornire il nostro supporto affinchè questi studenti possano realizzare qualche cosa di meglio rispetto a quello compiuto da noi”.

Ragazze e ragazzi che indossano la maglietta del Festival con impresso il logo che, come sottolinea il responsabile della comunicazione Luca Dal Corso, compendia in sè il colore azzurro (situazione stabile) e il colore arancione (allarme evidenziato da isoterme).

“Come Polo del Politecnico di Milano .- precisa Del Curto - abbiamo la responsabilità sociale che ci porta a riflettere attraverso ricerche ad ampio raggio, per arrivare a stabilire un rapporto tra progetto, clima, prospettive delle città. Il 12 giugno, al termine delle iniziative, renderemo pubblica l’opera frutto del lavoro collettivo durante un workshop. Sarà una novità importante che rispecchierà il senso della programmazione culturale della nostra Università. La data del 2050 quale preoccupante simbolo dell’aumento delle temperature non è lontana: mancano poco più venti anni. Il futuro di tutti noi non può attendere”.

Achitetti di oggi e architetti di domani assumono idealmente il ruolo di “salvagente”: possono aiutare a salvare la vita e dialogare con una natura minacciata e minacciosa.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
May 12, 2026
Redazione