Torna alle NEWS
9/3/2026

Pegognaga, il sindaco Matteo Zilocchi si racconta a La Nuova Cronaca

L'intervista per l'edizione cartacea con il primo cittadino di Pegognaga che svela i "segreti" che l'hanno portato in Municipio sovvertendo i pronostici

Sindaco Zilocchi, per quasi 70 anni Pegognaga è stata governata dalla Sinistra in modo coriaceo, il cui potere sembrava non scalfibile. Come ha fatto a detronizzare la sinistra?

“Tuttora Pegognaga è un paese che guarda più a sinistra, le elezioni politiche ed europee sono un indicatore attendibile in tal senso. Per me, che sono un moderato di natura, non ha mai rappresentato un ostacolo insormontabile. Certo, andava abbandonata quella insopportabile contrapposizione a prescindere che a livello locale non ha fatto altro che avvantaggiare una certa sinistra. Ho sempre ritenuto che il campo civico fosse la scelta migliore per amministrare una comunità come la nostra e per dare un’alternanza credibile nei valori proposti e rappresentativa di tutti i cittadini, anche di quelli che non ci avrebbero votato”.

Ritiene che il gruppo dei suoi collaboratori sia solido e compatto?

“La squadra per me è tutto, solo con la squadra si superano le difficoltà del singolo. E ogni amministratore durante il proprio mandato le deve affrontare. Lo slogan della nostra prima campagna elettorale è stato “Uniti si può” e quello dell’ultima “Persone per il Bene”. Il pluralismo per noi non è un’opzione, ma una scelta chiara e netta che ci ha sempre contraddistinto e deve rimanere tale in futuro”.

L’affiatamento amministrativo con Antonio Lui, suo vice, è fonte di sicurezza politica e personale?

“Antonio e io siamo un esempio di campo largo ben riuscito, possibile perché ci accumuna la stessa visione di ciò che serve al paese e il necessario pragmatismo per provare a raggiungere gli obiettivi prefissati. È un vice che sa essere fonte continua di stimoli e anche di critica positiva quando serve: sicuramente un valore aggiunto per chi vuole amministrare la propria comunità mettendo sempre al centro i contenuti della proposta politica”.

Di recente è stato abbattuto il “Teatro Tenda”, struttura che, personalmente (essendo uomo di spettacolo: vedi Federico Fellini come lo ricordo io, Gilgamesh editore) fin dal tempo della sua costruzione (sotto un’Amministrazione diversa) mi è parsa struttura inadeguata come spazio scenico. Quale è la sua attuale situazione?

“Quella struttura nata come temporanea ha dimostrato tutti i limiti del caso. Va dato atto che è servita come contenitore socio-culturale nei primi anni dell’emergenza post-sisma 2012, ma come spesso accade in quei frangenti non ci si interessa del dopo e dei costi per adeguare una struttura a carattere definitivo soprattutto in materia di antincendio. Quindi, dopo la definitiva chiusura al pubblico avvenuta a inizio 2020, lo scorso dicembre siamo riusciti a smantellare la struttura grazie all’accordo con il comando dei Vigili del Fuoco di Brescia cui è stata donata. Rimane da riqualificare l’area e, per recuperare anche il sottofondo, ci piacerebbe trasformarla a uso ludico-sportivo”.

A proposito: quando sarà agibile e utilizzabile il “magnifico” teatro di Pegognaga (1926-27)?

“Tutto ci fa propendere per l’anno del Centenario ovvero nel 2027. Abbiamo davanti un anno di tempo per terminare i lavori di recupero e miglioramento sismico di questo gioiello, che come tutte le strutture soggette a vincolo delle Belle Arti richiede attenzioni particolari”.

Come pensate di utilizzare il Teatro (quando sarà agibile) secondo un’ottica culturale che coinvolga l’Amministrazione per allestire spettacoli? A tal proposito non posso esimermi dal menzionare il mio progetto “Pego-Teatro”.

“Ritengo che una gestione diretta o comunque sotto il controllo dell’Amministrazione comunale non sia percorribile soprattutto in termini di costi. Ciò non toglie che, qualunque sarà la futura forma di gestione, il Teatro possa ospitare eventi e spettacoli promossi dal Comune di Pegognaga e dalle associazioni locali, comprese progettualità artistiche che ne valorizzino la proposta culturale. Sarebbe, altrettanto, importante che si sviluppassero delle sinergie a livello territoriale”.

Qual è la situazione economica complessiva del Comune?

“Il Comune si trova ad affrontare le difficoltà classiche degli enti pubblici: le stesse entrate devono coprire bisogni crescenti! Ma questo è l’arduo compito di un amministratore pubblico cioè saper dire dei No di fronte a delle priorità che devono necessariamente essere affrontate con le risorse a disposizione.

“Poi non bisogna solo lamentarsi, ma occorre fare tutto il possibile per recuperare entrate mancanti ma dovute (esempio i tributi), partecipare a bandi e anche attrarre risorse aggiuntive, come oneri di urbanizzazione e opere compensative, grazie a politiche di sviluppo sul territorio”.

Giustamente avete allestito un “Centro di Prelievi” nella struttura della RSA che ha avuto delle problematiche. Attualmente qual è la situazione circa la sua funzionalità?

“Nel corso del mio primo mandato si sono dovut effettuare ingenti manutenzioni straordinarie alla Rsa, una struttura che non aveva nemmeno vent’anni. Questo ci ha portato ad affidare lo scorso anno un’indagine tecnica complessiva, approfondita anche sotto l’aspetto impiantistico, che si è rivelata estremamente utile per programmare i vari interventi in un’ottica di priorità. L’obiettivo di fondo è sempre quello di garantire il comfort di ospiti ed operatori e, in tal senso, quando è stato necessario effettuare lavori sulla struttura il servizio non è mai stato interrotto. Il Centro Prelievi gestito dal gruppo Mantova Salus è ospitato in un’ala specifica, fisicamente separata dalla Rsa, come avviene anche per gli ambulatori medici. Per noi è stato il completamento funzionale di un polo socio-sanitario di prossimità”.

Avete anche ripristinato la “Casa delle suore”. Come utilizzarla?

“Il complesso conosciuto come “Ex casa delle Suore” è oggi una palazzina servizi recuperata grazie ai fondi sisma e si trova nelle immediate vicinanze della scuola primaria “Da Feltre”. Oltre alla palestrina scolastica, oggi ospita al pianoterra gli uffici scolastici e una sala conferenze intitolata proprio alle “Suore Sacramentine”. Al primo piano, invece, ci sono sale che possono essere adibite a riunioni o altre finalità in grado di rispondere ai bisogni del tessuto associativo locale”.

Non mancano polemiche legate alla viabilità. Soluzioni?

“La viabilità è una materia complessa, che non accontenta mai tutti. Banalmente anche un nuovo senso unico se da un lato aumenta la sicurezza dall’altro crea un “disagio” per chi era abituato a fare quella strada in direzione contraria. Ci sono alcuni punti critici sul nostro territorio, eredità del passato, come via Curiel e via Gobetti in zona piscine oppure gli incroci ravvicinati di via Garibaldi con via Foscolo e via Sauro. Entrambe le situazioni sono in fase di valutazione. Sulla provinciale est merita sicuramente attenzione l’incrocio sfalsato con strada Torricello e strada Vo, dove da anni deve essere realizzata una rotatoria che però è inserita tra le opere previste nel rinnovo della concessione autostradale di A22”.

La sua tendenza politica nazionale? Pensa di essere ancora in carica per la prossima fase amministrativa?

“Non ho mai nascosto di essere vicino al centrodestra pur non avendo tessere di partito. Lo sono prima di tutto da un punto di vista valoriale. Sono un liberale e credo che al nostro sistema servano sia la riforma dell’autonomia sia la riforma della giustizia. Il mio secondo mandato scadrà nel 2029: c’è ancora tanto da fare. La legge, nei Comuni della nostra dimensione, permette il terzo mandato che, a mio modo di vedere, deve essere frutto di una scelta non scontata ma necessaria a completare le progettualità messe in campo. Oggi è prematuro pensarci, ma una cosa ritengo fondamentale: questo modello di amministrazione, civico e concreto, può andare avanti anche senza di me!”

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
March 9, 2026
Fausto Bertolini