
Ampia ed approfondita disamina concentrata attorno al ruolo centrale dell'insegnamento: "Sulla scuola si poggiano le basi della società di domani"
La scuola dovrebbe sempre essere al centro delle politiche di una città. Su di essa, infatti, poggiano le basi della società di domani. Lo sa bene Francesca Zaltieri, assessore del Comune di Mantova alla Pubblica Istruzione. Le sue competenze riguardano “Nidi e scuole d’infanzia, scuole primarie e secondarie di primo grado, servizi estivi, pre e post scuola e servizi connessi, piano diritto allo studio, rapporti con l’Università, centri di formazione e ricerca”.
L’assessore della neonata giunta Murari ha alle spalle molti anni di insegnamento, a cui si aggiungono diversi incarichi ricoperti, tra cui quello di consigliere provinciale con delega all’Istruzione e quello – attualmente in vigore – di membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.
Francesca Zaltieri, come sono andate le primo settimane di lavoro da assessore?
“Molto bene. Si è già instaurato un ottimo clima di collaborazione, di serenità e di franchezza. Il sindaco ci ha chiesto di coinvolgere più realtà possibili sul territorio e di farlo con spirito di iniziativa. Lavoro con entusiasmo confrontandomi sia con gli altri membri della giunta, sia con i consiglieri comunali”.
Lei ha lavorato per molti anni nelle scuole. Da insegnante, quali possono essere le strategie per costruire un sistema migliore?
“Personalmente sono convinta che la miglior professione che possa esistere sia quella di docente. Se si conosce a fondo la realtà scolastica e la si affronta con entusiasmo, anche le problematiche – che pure ci sono – possono essere affrontate con ottimismo. La sfida del presente riguarda in modo particolare il contrasto alla solitudine dei ragazzi, dovuta perlopiù al predominio della dimensione virtuale nelle loro vite.
“Ecco perché credo che la politica debba sostenere l’istruzione nel processo di inclusione e di valorizzazione delle potenzialità degli studenti. Da questo punto di vista, il mio intento è di formare un tavolo dell’orientamento dove si riuniscano tutte le entità territoriali per pensare insieme alle opportunità che possiamo dare alle nuove generazioni. Dobbiamo dar vita ad una comunità educante, nella quale la cultura sia sempre al centro dell’attenzione, sia nei contesti formali che in quelli informali, come eventi letterari, concerti, mostre e rassegne cinematografiche”.
Una comunità educante che ha le proprie radici nell’infanzia. Pochi giorni fa la notizia della conferma degli asili nido gratuiti a Mantova per l’anno scolastico 2026/27: 211 posti nei nidi comunali, 33 in quelli privati convenzionati. Un provvedimento importante per le famiglie…
“…e non solo. Oltre al tema della conciliazione fra vita e lavoro (che riguarda sia le madri che i padri), è rilevante anche quello dell’educazione del bambino piccolo, che, frequentando il nido, ha una prima possibilità di entrare in contatto con persone esterne al nucleo familiare. Si tratta di un graduale inserimento nella vita sociale, attraverso l’incontro con i coetanei e con le maestre”.
Uno dei problemi delle scuole italiane è rappresentato dagli ambienti di aggregazione, spesso non al passo con i tempi e con le esigenze dei giovani. Il Comune di Mantova investirà nell’edilizia scolastica?
“Certamente. Ci impegneremo affinché gli studenti possano vivere le loro giornate scolastiche in ambienti accoglienti, come se fossero a casa loro. A Mantova, in verità, gli spazi dedicati all’istruzione sono già di livello più che buono: per fare un esempio, tutte le scuole cittadine del primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) sono dotate di impianti di condizionamento. Inoltre, pochi mesi fa è stata inaugurata la nuova scuola “Piero Angela” (a Borgochiesanuova), che ha un’architettura innovativa e inclusiva”.
Un altro punto critico è la dispersione scolastica: come contrastarla?
“Con dispersione scolastica si intende non solo l’abbandono scolastico, ma anche altri eventi, come la bocciatura e i cambi di scuola, che ostacolano il percorso formativo di un alunno.
“Il nostro compito consiste nel fornire sostegno al lavoro degli insegnanti, attraverso servizi di dopo scuola pomeridiano, volontariato (coinvolgendo professionisti del terzo settore), peer education ed alfabetizzazione. È necessario, infatti, concentrarsi innanzitutto sull’inserimento scolastico degli alunni appena arrivati in Italia, per evitare che l’ostacolo linguistico possa frenare il loro percorso di formazione. Allo stesso modo, bisogna garantire un buon orientamento, basato sulle attitudini reali degli studenti e non soltanto sul loro profitto”.
Capitolo università. Come giudica il livello dell’offerta formativa del Polo di Mantova?
“Premetto che l’organizzazione dell’ateneo mantovano è piuttosto articolata e fa capo a due istituzioni: il Politecnico di Milano (con il Prorettore Davide Del Curto) e la Fondazione UniverMantova. L’obiettivo comune è l’aumento del numero di studenti, raggiungibile attraverso un’offerta formativa attraente. Negli ultimi anni c’è stata una crescita in questi termini, perciò bisogna continuare così. Mantova, dal canto suo, ha il vantaggio di essere una città a misura d’uomo, accogliente e ricettiva per gli affitti. Dobbiamo sfruttare queste risorse per accogliere i giovani e mettere la loro vivacità al centro del palcoscenico territoriale”.
La giunta Murari ha stabilito che il servizio Sport venga riconosciuto all’interno dell’area dei servizi educativi. Cosa implica?
“La novità è che la struttura tecnica dei servizi educativi si occuperà anche di sport. La conseguenza più evidente è l’integrazione delle due offerte, quella educativa e quella sportiva. Crediamo molto in questo connubio, perché lo sport rappresenta una fonte di integrazione sociale e psicologica, oltre che di inclusione e di benessere fisico”.
Immagini di essere cinque anni avanti, a fine mandato. Sarà soddisfatta del suo operato se in questi cinque anni…
“Sarò soddisfatta se sarò riuscita a coinvolgere nella vita della città i giovani e le famiglie, se sarà stato superato il disagio giovanile e se le scuole continueranno ad essere accoglienti e sempre più aperte ai bisogni della comunità”.
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