
Iniziativa solidale firmata dall'associazione Boom in collaborazione con Ail Mantova e nazionale italiana cantanti
La terapia intensiva del Carlo Poma ha una nuova frigoemoteca.
L’iniziativa, promossa da Associazione Boom in collaborazione con AIL Mantova e Nazionale Cantanti, rappresenta l’atto conclusivo di un intervento complessivo da 250.000 euro destinato a rafforzare le dotazioni sanitarie del territorio mantovano.
Un percorso articolato che ha coinvolto tre realtà sanitarie, con l’obiettivo di migliorare in modo concreto la qualità delle cure e le condizioni operative dei reparti più delicati.
«Non è una donazione isolata, è un progetto» dichiara Marcella Deantoni, presidente di Associazione Boom. «Con questo intervento chiudiamo un percorso importante che ha toccato tre strutture, con un investimento complessivo di 250.000 euro. È il segno di un impegno che vuole essere continuativo e strutturale».
La frigoemoteca a controllo remoto, destinata alla Terapia Intensiva del Carlo Poma, è uno strumento essenziale per la gestione e la conservazione degli emoderivati, contribuendo a rendere più efficiente e tempestiva la risposta clinica nei contesti ad alta complessità.
«Entrare in Terapia Intensiva significa entrare nel punto più fragile e allo stesso tempo più vitale della sanità» prosegue Bulgarelli di AIL Mantova. «Qui ogni secondo conta, ogni strumento fa la differenza. Ed è proprio qui che abbiamo voluto esserci».
L’intervento è stato reso possibile grazie alla raccolta fondi legata alla Partita del Cuore 2023 allo stadio Martelli e al lavoro condiviso con partner e realtà del territorio. Le altre frigoemoteche sono state donate ai presidi di Asola e Borgo Mantovano.
«La vera forza di questo progetto è la rete» sottolinea il Direttore Generale della nazionale cantanti Gianluca Pecchini. «Quando associazioni, sanità e comunità si muovono insieme, il risultato non è solo economico, ma diventa impatto reale sulla vita delle persone».
«Non si tratta solo di donare, ma di assumersi una responsabilità» conclude Deantoni. «Quella di contribuire, ciascuno per la propria parte, a costruire un sistema che funzioni davvero per tutti».
Il direttore di Asst Mantova Anna Gerola – unitamente al direttore medico di presidio Arianna Boschetti - ha ringraziato le associazioni coinvolte «per l’importante progetto messo in campo a favore dei presidi di Asst» e in generale il mondo del volontariato per il prezioso contributo fornito all’azienda, ai suoi pazienti e professionisti.
Erano poi presenti il direttore dell’Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Massimo Franchini con la collega Claudia Glingani e il direttore Terapia Intensiva, Anestesia e Rianimazione Daniela Dall'Oglio, che hanno evidenziato il ruolo chiave di questa strumentazione dal punto di vista clinico.