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1/2/2026

Uno spazio verde in città dedicato al disastro di Ustica ma...

La dedica di uno spazio verde cittadino agli 81 morti del disastro aereo datato 1980 riapre una discussione mai sopita attorno alle cause dell'incidente

È una bella cosa che uno spazio verde della nostra città sia stato dedicato al ricordo delle 81 vittime del disastro aereo di Ustica del 1980, il quarto per gravità in Italia.

Tuttavia viene da chiedersi perché la verità sulle cause di quell’incidente, accertata in ogni grado di giudizio e sulla quale si è espressa la Cassazione Penale con sentenza passata in giudicato, non sia mai stata accettata dall’Associazione Parenti delle Vittime, presieduto dalla ex-deputata e senatrice PDS Daria Bonfietti e da tutta la Sinistra in generale.

Una verità suffragata da una quantità di commissioni e sottocommissioni, di collegi peritali giudiziali, di parte e indipendenti(Luzzatti, Pratis, Pisano, Blasi, Misiti, Casarosa, Dalle Mese, per citare solo i nomi più importanti) e dai più accreditati esperti e investigatori di fama internazionale, che a suo tempo vagliarono tutte le ipotesi possibili, anche le più remote. I tecnici dimostrarono che ad abbattere l’aereo fu una carica di 200 grammi di esplosivo T4 collocata in un punto ben preciso del velivolo. Le loro argomentazioni scientifiche convinsero i giudici a decretare in ogni grado di giudizio e oltre ogni ragionevole dubbio l’inesistenza della battaglia aerea, fino a bollare quell’ipotesi come un “romanzo di fantapolitica, che potrebbe anche risultare interessante se non vi fossero coinvolte 81 vittime innocenti”.

Nella Patria del Diritto, però, a volte succedono cose strane. Per un’incredibile incongruenza del sistema giudiziario italiano, un avvocato di provincia siciliano elevato al rango di giudice onorario aggregato,senza tenere conto dei risultati delle indagini e delle sentenze delle assise penali, condannò lo Stato italiano a pagare 300 milioni di euro di risarcimenti per l’abbattimento del DC-9, semplicemente basandosi sulla sua personale presunzione che l’aereo fosse stato abbattuto da un missile lanciato da un caccia.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
January 29, 2026
Fabrizio S. Bovi