
Dai nuovi acquisti alla discussa maglia passando per abbonamenti e sponsorizzazioni: con l'ambizione di "diventare grandi" nel cassetto
Nessuno si professa scaramantico ma, alla fine, lo siamo (praticamente) tutti: e quando le prime gocce di pioggia hanno sferzato Mantova e la Canottieri, lo scorso 15 luglio, la mente di tutti i protagonisti è andata all’assonanza meteorologica di tre estati prima quando l’allora team biancorosso si (ri)affacciava, con un mix di ritrovata speranza e spavalderia, alla Lega Pro dopo la riammissione in categoria di qualche settimana prima. Allora come oggi, infatti, la presentazione della maglie della stagione era stata programmata alla Canottieri Mincio e, in ambo le occasioni, il tempo non è stato ... clemente: pioggia, cielo coperto e location (ri)allestita velocemente al chiuso per ottemperare all’impegno.
Come finì quella stagione lo sappiamo tutti, come finirà questa, beh: il debutto, quantomeno, è di buon auspicio. Battute e ricorrenze storico-atmosferiche a parte, ricordate anche dallo stesso presidente Filippo Piccoli nel suo intervento (“Questo posto ha un sapore particolare per me. Dalla Canottieri è iniziato tutto, anzi possiamo dire che ha accelerato gli obiettivi”), il terzo campionato consecutivo di Serie B inizia col ritrovato ottimismo maturato nel finale della precedente stagione quando, dopo un inizio eufemisticamente complicato, la truppa neo-capitanata da mister Modesto ha saputo conquistare solidità, salvezza e pubblico in pochi mesi, arrivando ad un traguardo che solo in pochi avevano osato sperare (e, tra questi, sicuramente la proprietà, autrice della “rivoluzione” in corso d’opera).
TOTAL WHITE. La maglia, abbiamo detto. Protagonista della serata e indossata, per la prima volta, dal nuovo bomber biancorosso Ettore Gliozzi e dal difensore Andrea Meroni. Senza nascondersi dietro un dito, una scelta estetica d’impatto e di “cambio di direzione” in questa stagione, con una divisa totalmente bianca che ha fatto storcere il naso a molti tifosi e puristi ma che, nelle intenzioni e nelle idee della presidenza, è un modo di ridare valore al “passato sano del Mantova, quello che ci deve proiettare al futuro”. E ancora: “Una maglia fuori dai canoni, diversa rispetto alle ultime. A me piace molto”. Insomma, progetto chiaro e giudizio estetico forte, con la tanto amata banda che, per il momento, resta nelle foto e nei ricordi di stagioni passate. Tant’è che chiosa il presidente: “Il Mantova viene spesso ricordato per il suo passato glorioso, ma vorrei che venisse ricordato anche per quello che sta facendo in questi anni e, spero, farà nei prossimi anni”. Game, set, match.
RADIOMERCATO E ABBONAMENTI. Dati però periodi e genetica curiosità di tutti, non si è potuto non parlare di mercato e abbonamenti: senza fare nomi diretti, il gioco delle entrate e delle uscite è stato confermato essere in pieno movimento, con altri nomi in agenda e una fitta rete di appuntamenti per le cessioni dei giocatori considerati fuori dal progetto. La speranza di molti tifosi è quella di vedere, a breve, la classica ciliegina sulla torta di un mercato che, per il momento, è lo specchio perfetto della sinergia e sintonia tra staff tecnico e direzione sportiva: “Sono davvero molto contento del rapporto che si è creato tra il ds Fabio Brutti, mister Francesco Modesto e le altre componenti. C’è una condivisione totale che non avevo mai visto negli ultimi anni. E che mi dà grande soddisfazione”, sintetizza Piccoli.
Abbonamenti che viaggiano sull’onda di questo fervente mercato e che, alla data odierna, fanno registrare numeri in rialzo (nelle prelazioni) rispetto al precedente campionato: l’obiettivo dei 6.000 abbonati, dichiarato dai vertici societari, non è più una chimera ma, mai come prima, può trasformarsi in “una solida realtà”.
LOCATION E SPONSOR. Pioggia a parte, la Canottieri Mincio si conferma location tanto affascinante e d’appartenenza quanto attenta e precisa nell’organizzazione. Plauso infatti a tutti coloro che, nel pieno di un temporale estivo vecchio stampo, hanno saputo riadattare l’evento, previsto all’aperto, in uno spazio al chiuso senza perdere nulla in logistica e precisione: chapeau, al netto di tutte le scaramanzie e i ricordi sopra citati.
E plauso bis agli sponsor, vecchi e nuovi (Remo Gobbi e PATA in testa), che hanno accompagnato la serata con la stessa attenzione e la stessa partecipazione che contraddistingue da tempo il loro impegno, oltre alla passione e al supporto per la causa: non è cosa scontata e, a nostro avviso, va rimarcata. Bravi tutti.
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