
Metà calcio, metà tennis: nel mezzo spettacolo e tanta tecnica. Parola al CT di Futnet Italia
Si fa presto a dire calcio-tennis (Futnet). Sembra facile comprendere a fondo la tecnica che sta alla base di tale disciplina sportiva. Allora niente di meglio che gettarsi nella mischia del gioco. Con una “guida” tutta mantovana che sta sviluppando l’attività, conquistando anche importanti successi. Ovidiu Staniste è un affermato giocatore e commissario tecnico di Futnet Italia. Dapprima una spolveratina per capire come si sviluppa questa specialità.
Il Futnet prevede l’utilizzo di un pallone speciale in pelle sintetica simile a quello del calcio. Viene praticato al chiuso o all’aperto in un campo diviso in due metà da una rete alta un metro e 10 al centro e 1 metro e 10 centimetri ai lati. Due squadre avversarie (uno, due o tre giocatori) cercano di segnare un punto colpendo la palla con qualsiasi parte del corpo ad eccezione delle mani e facendola rimbalzare nell’area avversaria, in modo da rendere difficile o impossibile il rinvio oltre la rete. Si aggiudica la partita chi conquista 2 set su 3, dove ogni set viene vinto dalla squadra o dal giocatore che raggiunge per primo 11 punti con almeno 2 di vantaggio (sul 10-10 si continua fino a un massimo di 12-11).
“Siamo difronte a uno sport che, dal 2015 in poi, è cresciuto in quanto a praticanti e spettatori – sottolinea Ovidiu – Per diverso tempo tale disciplina è stata praticata come una variante utile ad allenare i calciatori più che uno sport con una sua autonomia. Ma oggi il calcio-tennis si sta diffondendo anche nel Mantovano”.
PORTIERE
Staniste ha iniziato a occuparsene in parallelo con ciò che già svolgeva in campo calcistico a livello dilettantistico: “Ho giocato come portiere vestendo, tra le altre, le maglie di Porto, Castel d’Ario e NAC Curtatone, società, quest’ultima, di cui faccio parte ancora adesso”. Colonna della Nazionale Italiana di calcio-tennis che nel 2018 ha partecipato ai Campionati Mondiali, Inoltre è componente della squadra Boom Friends da anni impegnata in manifestazioni di solidarietà. Attivismo sociale che si esprime in ogni occasione laddove ci sia l’esigenza di un aiuto o di un sostegno.
“Grazie a Marcella De Antoni più che mai dinamica con l’associazione Boom – precisa – e alla stessa NAC Curtatone è stato possibile realizzare il progetto al punto che ora il Futnet è diventato uno sport molto popolare. Una disciplina cui mi sono avvicinato sin da quando ero piccolo perché nella città dove sono nato, Cluj-Napoca in Romania, avevo proprio un campo di gioco a due passi da casa”.
Carico di entusiasmo Ovidiu puntualizza alcuni aspetti allargando l’orizzonte: “Ci sono Paesi in cui la passione per il Futnet continua a crescere. In particolare in quelli dell’Europa dell’Est è molto diffuso. Le partite che si giocano indoor, nei palazzetti, o all’aperto sono in grado di richiamare anche migliaia di spettatori. Folle, ovviamente, più numerose per gli incontri di cartello”.
In Italia e, nello specifico, nel Mantovano quali sono le situazioni?
PROSPETTIVE
“Devo, a malincuore, dire che in Italia questo bellissimo sport non è ancora riconosciuto a livello federale e i club che ci sono per adesso si affiliano a enti di promozione sportiva come lo CSEN, Centro Sportivo Educativo Nazionale. Qualcosa comunque si sta muovendo ed esiste già una rappresentativa italiana, di cui faccio parte. Mi sto prodigando per far sì che il Futnet sia diffuso e conosciuto. A livello provinciale, mi piacerebbe creare una squadra tutta mantovana. Ci sto lavorando”.
Qualche segnale c’è stato. Staniste, nel corso di un’amichevole che la Selezione italiana ha sostenuto contro la Rappresentativa spagnola a Burriana di Castellon, nella Comunità Valenciana, ha schierato un giovane del gruppo juniores della NAC Curtatone, Michele De Vincenzi. Tra l’altro mi hanno chiamato per effettuare dei provini per alcuni ragazzi a Senigallia dove si gioca persino dagli anni Ottanta. Non si scopre oggi questo sport!
Nel frattempo non mancano le soddisfazioni agonistiche. Come, per esempio, il recente successo, a Ganlose in Danimarca, durante lo Scandinavian Open: la squadra capitanata proprio da Staniste è stata grande protagonista.
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