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Pubblicazione del  
18/5/2026

Il campionato del Mantova, dalla A alla Z

L'alfabeto biancorosso: da leggere tutto d'un fiato, come la stagione vissuta dal Mantova in serie B

A

come ALTALENA: a dir poco una stagione dove abbiamo vissuto TUTTO, altro che stelle e stalle. Un corollario di emozioni da fare invidia al migliore dei romanzieri rosa e thriller messi insieme, con un racconto finale che lascia tutti “felici e contenti”. Favola.  

B

come BENAISSA e BARDI: qui potevamo giocarcela facile con la cadetteria, la B: invece prendiamo la doppietta dei due che, tra il minuto 94 e il minuti 95 del match contro il Monza, realizzano il più godereccio degli sliding doors biancorossi: miracolo di Bardi a fermare i brianzoli, pallonetto capolavoro di Benaissa un minuto dopo a far esplodere il “Martelli” (oltre al fegato degli ospiti). Che delizia.

C

come CELLA-CASTELLINI: può passare anche un uragano tecnico, ma il duo della difesa mantovana, creatosi ad inizio stagione, non si scalfice. Di fianco a loro fanno bene Meroni e, soprattutto, Dembélé che dovrà buona parte della sua futura carriera a questi due signori. Come si diceva una volta, The Wall (nonostante il punto D a seguire).

D

come DIFESA: anche quest’anno di Serie B ci siamo tolti lo sfizio di essere una delle porte più perforate. Non si può dire che non ci sia coerenza in questo ma, battute a parte, se c’è da ripartire con più serenità uno dei punti cardini, si dovrà provare a registrare il dato dei gol subìti (se non negli uomini, sicuramente nei “modi”). Quando la miglior difesa è... la miglior difesa, non l’attacco.

E

come ESTERO: la rivoluzione di Rinaudo a gennaio si sviluppa, anche, per i mercati esteri. Mantova che passa da squadra local a global team, con tante bandiere estere in riva al Mincio. Alcune di esse sventolano da subito alte, altre meno, ma tutte in un modo o nell’altro, dentro nel campo e fuori, hanno fatto il proprio. International.

F

come FRANCESCO MODESTO, ca va sans dire. Un cognome con cui molti, all’inizio, hanno ironizzato preventivando, male, una stagione da débâcle. Il tecnico calabrese è, invece, uno degli artefici (metafora facile, direttore d’orchestra) di un’impresa che sarà scritta indelebile nei primi e prossimi 115 anni di storia biancorossa.

G

come GIANA ERMINIO: lo spettro della C recitato come un mantra, sotto la nostra postazione in tribuna. “Prossimo anno torniamo a giocare contro la Giana, te lo dico io”. Per fortuna, di cattivi profeti è pieno il mondo e, con tutto il rispetto, prossimo anno ci saranno invece “Menti” e “Bentegodi”, tra gli altri, a vederci in campo. Gufi.

H

come HONESTE VIVERE. Non era facile questa, eh?! Una locuzione latina facile da tradurre, “vivere onestamente”. Doveroso, secondo noi, metterla in questo lungo elenco. Perché il Mantova è, innanzitutto, una società sana, credibile, solida, fatta di persone che hanno veramente sposato la causa e lo fanno, ogni giorno, con cuore puro e mente pulita. E, se ci guardiamo intorno, è cosa tanto rara quanto complicata da trovare. Probi viri.

I

come INCREDIBILE: credo sia una delle parole che, nell’ultimo mese - mese e mezzo, mi sono e ci siamo ripetuti più spesso. Dopo il 3 a 0 a Bolzano, dopo il gol di Benaissa al 95’, o prima di Frosinone quando la classifica diceva che potevi giocarti i playoff. Bello vivere nel regno dell’extra ordinario, miracoli ed emozioni del calcio a Mantova.

L

come LEONARDO MANCUSO (leggetelo come se l’avesse urlato Giordy dalla tribuna stampa, dopo un gol): 10 reti lo scorso anno, 8 in questo campionato. Due volte di fila capocannoniere della squadra. Mascherato, sacrificato, multi ruolo: ma lui, c’è sempre. Del resto: “Mancuso fa li gol”.

M

come MARRAS. Da quel di Caldiero in C a missili terra-aria che si trasformano in punti pesantissimi ogni volta. 7 gol nella stagione d’esordio in B, decisivi e sempre belli-bellissimi. Da lui e BRAGANTINI passa buona parte della costruzione-miracolo del girone di ritorno, professori e professionisti del gol: in cattedra.

N

come NONO POSTO: il Mantova torna nella parte destra della classifica finale di B dopo vent’anni, in coabitazione e “solo” per l’avulsa. Soddisfazione oltre il pensabile fino a pochi mesi fa, l’auspicio (tifosi e non) che questo piazzamento non sia un punto di arrivo ma il più classico dei “nuovi inizi”. Visione.

O

come ORGANIZZAZIONE: va bene che in campo ci vanno i giocatori e che lo staff tecnico è lì h 24 per e con loro, ma il successo del Mantova passa anche, se non soprattutto, dall’organizzazione esterna, da chi in campo non scende ma fa quotidianamente in modo che chi ci va possa farlo nel modo migliore e sereno. Macchina perfetta.

P

come PICCOLI: giochiamo veramente facile qui. Seconda salvezza in B, terzo campionato di cadetteria alle porte. Ci ha messo, oltre al portafoglio, davvero TUTTO: cuore, testa, anima, coraggio (con attributi così, quando ha deciso oltre i sentimenti e la storia di provare a cambiare tutto per arrivare all’obiettivo). Senza giri di parole,il Pres è la vera arma segreta (e la fortuna) del Mantova. Lunga vita!

Q

come QUATTRO: tante sono state le vittorie in trasferta in questo campionato, raddoppiato il dato della scorsa stagione. Come a dire: bene il “Martelli”, ma c’è vita oltre Mantova!

R

come RINAUDO: anche qui, non potevamo esimerci. La lucida follia di un mercato invernale da record con 23 movimenti (10 cessioni, 13 arrivi + il cambio di allenatore) e l’all in completo sul tavolo del poker della cadetteria. Strategia vincente, scala reale denominata salvezza centrata addirittura con una giornata d’anticipo. Professionista puro.

S

come STADIO MARTELLI: checchè se ne dica, le salvezze in B si costruiscono in casa. Il neo Martelli-Pata Stadium, in tal senso, sotto la gestione Modesto torna ad essere un fortino a tratti inespugnabile e a consegnare in dote al Mantova un tesoretto di punti decisivo. Se a questo ci metti anche prestazioni top come quella contro il Monza, “il pranzo è servito”: cattedrale.

T

come TE: eh vabbè, cosa possiamo dire. Lista di aggettivi per il tifo organizzato biancorosso non ce ne sono più, letteralmente un uomo in campo a sostegno della squadra nei momenti più delicati di ogni match, a loro sono dovuti (non scherziamo) diversi punti in classifica perché il tifo è davvero un’arma (sportiva) impareggiabile nella categoria. Da record anche il sostegno fuori casa. Chapeau.

U

come UNICO: avevamo la S e la T occupate, ma un posto per lui andava trovato: SIMONE TRIMBOLI. Unico, appunto, giocatore indispensabile e “fuori categoria” (per favore, Serie A, non ti accorgere di lui e non portarcelo via). Da lui passa quasi tutto, e come Annibale ha il suo motto per risolvere problemi: “troveremo un modo, o ce ne inventeremo unico”. Mister Wolf.

V

come VITTORIA: il Mantova ne ha collezionate 13, pareggiando pochissimo (solo 7 volte). Come a dire, vero che in B “meglio pareggiare che perderla” ma ben venga rischiare qualcosa in più, quando serve, perché tre punti in un colpo sono veramente pesanti. Piombo.

Z

come ZZZ: onomatopeico che indica il sonno, in prestito dai fumetti, per dire: meritato riposo ora, almeno per un po’. Stagione veramente stancante per tutti, dentro e fuori dal campo. Ora ricaricate le pile e le teste e regalateci una terza stagione di B ancora più esaltante.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
18/5/2026
Ernesto Valerio