
Un'esperienza di vita a tutto tondo, raccontata in esclusiva per noi de La Nuova Cronaca Magazine
Dopo una prima vacanza nel 2023, ho capito che dovevo tornare, da sola. Quando ho lasciato la Thailandia, ho sentito un vero dolore al cuore, qualcosa che mi vergognavo di spiegare ad altre persone, tanto era forte, al punto di sembrare “assurdo”. Ora lo dico chiaramente: durante l’ultimo giorno a Koh Phangan, io singhiozzavo.
In quelle due settimane la “Terra del Sorriso” mi aveva parlato, forte e chiaro. Avevo avuto sogni premonitori, che fino ad allora non pensavo nemmeno fossero reali! Ero una persona di scienza, anche molto agguerrita. Liceo scientifico “Belfiore” di Mantova, laurea a Trento in Scienze Cognitive con potenziamento Neuroscienze.
Poi arrivano questi sogni, su idee di business, su rotture familiari. Si aggiunge una connessione nuova con una voce dentro di me - che a posteriori chiamo intuizione - che mi indirizza dolcemente.
Prendo il mio volo, non prima di aver incontrato il mio aeroporto preferito nel mondo: andate a cercare in video lo scalo di Koh Samui. C’è l’angolo del cibo gratis. Le sale di attesa sono all’aperto tra aironi e fior di loto e fai il pisolino pre-volo scegliendo tra un gazebo o una poltrona a fagiolo.
Passa il tempo ma quell’energia mi rimane in mente: le persone erano così gentili, così pacifiche. Vedevo quartieri dove i poveri sorridevano come ricchi. Respiravo un clima meraviglioso sui 30 gradi tutto l’anno (1). Sentivo una spiritualità così diversa da quella con cui ero cresciuta, che mi attirava tantissimo.
A Bangkok potevi frequentare tutti i templi quando volevi, ti dovevi togliere le scarpe per rispetto ed entrare scalzo. Sentivo un’energia grandissima in quei luoghi.
Inizio ad ascoltare audiolibri sul buddismo, inizio a prendere parte ad incontri sul buddismo che qui a Mantova mi viene proposto: la Soka Gakkai (2). Comincio a prendere lezioni di Muay Thai (3) “per capire la cultura” e senza sapere che un anno dopo avrei combattuto per la prima volta.
Così prenoto, da sola, per un mese, con solo il volo di andata (4). Nell’agosto 2024 parto, avendo solo poche idee: una settimana a Bangkok, una settimana in un camp di Muay Thai, una settimana al mare, nella mia isola del cuore (5). E l’altra settimana? I giorni mancanti li avrei riempiti sul momento, volevo alloggiare in un monastero buddista, avere un’esperienza reale sulla vita monastica.
Così ho fatto, sono riuscita grazie ad amici e contatti thailandesi a vivere 3 giorni con le suore buddiste. Mi sono presentata da loro, in un tempio molto remoto, nel tardo pomeriggio con la fiducia che mi accettassero per la notte. Mi sono presentata già con gli abiti monastici come mi avevano consigliato: si possono acquistare in alcuni templi o in alcune bancarelle locali molto frequentate dalle persone del quartiere.
Sveglia prima dell’alba, alle ore 4, come è loro abitudine. Un gong, cani randagi che ululano, galli che cantano e inizia la giornata. Alle 5 prima preghiera, poi cibo, visita ai monaci, relax e pulizia del proprio monastero: ognuno ha un suo compito. Alle 17 preghiera serale e dalle 18 niente più cibo: le suore fanno intermittent-fasting! Un’esperienza unica che ha segnato la mia vita.
Settimana di Muay Thai quindi: inizio a prenderci la mano, due allenamenti al giorno, alle 8 e alle 16, ragazzi da tutto il mondo: Canada, Inghilterra, Russia, Grecia, India, Galles, Olanda.
Tutti insieme a mangiare un bel kao pad ghai e bere thai tea, una bibita molto dolce di un colore andante verso l’arancione. I calci mi vengono meglio, mi alleno con i maschi e divento sempre più forte. Gli allenatori iniziano a propormi di combattere in ottobre: così penso di ritornare.
Gli ultimi giorni sul mio Grab (6) sento di nuovo quella sensazione, quella voce che mi dice “non hai finito qui”. E quindi la seguo, tre giorni dopo essere atterrata in Italia prenoto un altro volo
per la Thailandia.
“E il lavoro?”. “Ma nessuno va in vacanza ad ottobre, si lavora”. “Quanto stai via?”. “Che piano hai?”. Non avevo un piano come lo intendono gli altri, ma dentro di me la strada era così visibile che non ne avevo bisogno. Tutto il lavoro che avevo fatto su di me, la fede (verso di ME) che avevo costruito erano sufficienti per prendere coraggio ed andare contro a tutta la paura di essere diversa, strana, sconsiderata, spericolata. Non lo sapevo ma forse, sotto sotto,sì quella scelta è stata la più importante della mia vita.
(1) A parte un mese di fuoco, il periodo del Songkramn, una festa in cui pert una settimana tutti si spruzzzano acqua con le pistole per strada
(2) Per chi ne sa qualcosa, quando inizi a dedicartici spesso capitano forti trasformazioni tutte in una volta
(3) Anche boxe thailandese, è un’antica arte marziale e uno sport da combattimento a contatto pieno originario della Thailandia. Viene definita “l’arte delle otto armi” perché sfrutta otto punti di contatto del corpo per colpire:: ginocchia, gomiti, pugni, calci.
(4) ora l’Immigrazione non lo fa più fare
(5) Le leggende dicono che l’isola di Koh Phangan sorga su quarzo rosa. Infatti molti credono che il quarzo
sotto il suolo crei un campo energetico speciale. Per questo motivo l’isola è piena di scuole di yoga,
meditazione e centri di cura naturale.
(6) Grab e Bolt (anche se uno penso non sia ufficialmente autorizzato ad operare in Thailandia) sono il mezzo di trasporto più comodo a Bangkok. Si tratta di salire in sella a un driver in motorino. All’inizio molto spaventoso, poi per me molto rilassante.
Il settimanale di riferimento per i mantovani
Vuoi ricevere la copia digitale o cartacea de La Nuova Cronaca di Mantova? Scegli il piano e finalizza l'acquisto online, oppure abbonati tramite bonifico.