
Tempo di primi bilanci con il team, militante nella massima serie, giunto al giro di boa
Giro di boa da poco terminato, per il Mantova Calcio a 5, nel campionato di Serie A del futsal nazionale. Avevamo parlato dei biancorossi qualche mese fa con Cristiano Rondelli, DG e (letteralmente) “uomo-ovunque” della compagine virgiliana: una stagione tanto bella quanto difficile quella da affrontare, con la massima serie che rappresenta una sfida enorme per una conformazione societaria, local e amica, come quella del Mantova.
“Già il campionato si è dimostrato veramente difficile, come ce lo immaginavamo. E forse anche un po’ di più”, racconta nuovamente Cristiano che incontriamo, ancora una volta, sul bancone del Caffè 111 (in via Chiassi, a Mantova), vero quartier generale dei biancorossi (per staff, tifosi, giocatori).
“Ci abbiamo messo del nostro, perché in alcune partite sono state davvero buttate al vento occasioni di fare punti e ci siamo, passatemi il termine, un po’ accontentati della prestazione. Siamo sempre usciti dal campo, dentro e fuori casa, tra complimenti e applausi, ma avremmo meritato di portare a casa qualche punto in più per la mole qualitativa e quantitativa che abbiamo dimostrato di saper produrre”.
Al momento di andare in stampa, il Mantova Calcio a 5 occupa la decima posizione in campionato, dopo un mini ciclo super positivo di tre vittorie consecutive, terminato venerdì scorso in Campania con la sconfitta contro il Sandro Abate (7 a 4): ciclo che ha portato il team di mister Milella fuori (con un punto di vantaggio) dalla zona calda (play out) e a sole cinque lunghezze, per ora, dal sogno proibito - “paradiso” (i play off).
“Sarebbe bello guardare solo in alto, per carità, ma dobbiamo rimanere assolutamente realisti e con i piedi per terra, molto concentrati su ogni singola gara, anzi su ogni singolo allenamento, perché la lotta per non retrocedere è accesissima e dietro le squadre scalpitano per rimanere nella massima serie, a tutti i costi. Vorremmo fare prima possibile i punti che ci separano dalla salvezza, pur sapendo che sarà sofferenza fino all’ultima giornata, perché nessuno vuole mollare. Del resto non vogliamo sentirne parlare e pensare, perché salvarci per noi vale come vincere lo scudetto”.
Il pragmatismo con forte connotazione realistica è stato sempre uno dei punti di forza, societari e sportivi, e le nuove parole di Cristiano lo dimostrano ancora una volta: “È un attimo fare passi impossibili per la propria gamba e restare a piedi in aria l’anno dopo, e di esempi sportivi di società che chiudono i battenti ce ne sono ogni giorno; abbiamo le idee abbastanza chiare su come gestire e far crescere questa società e il movimento del calcio a 5 mantovano, secondo tempi e modalità prefissate, pur considerando le difficoltà che si potranno incontrare, anche di carattere straordinario. Abbiamo fatto un buon mercato di riparazione e i risultati per adesso lo confermano: importantissimo sarebbe mantenere la categoria per poterci in qualche anno connotare come una società di tradizione nella massima serie: credo che ci siano tutti i presupposti per esserlo”.
Ricordiamo che il Mantova Calcio a 5 gioca le partite in casa al venerdì, in orario serale, al Palasport Marco Sguaitzer (in via Rino Gaetano 2). Uno spettacolo che si consiglia di iniziare a seguire, con tanto tifo organizzato e colorato e una dimensione a portata di tutti (famiglie e giovani in testa). Prossimo appuntamento: venerdì 27 febbraio, ore 20.30, contro il Pirossigeno Cosenza (sfida salvezza).