
Il Mantova, sotto di due e con un uomo in meno, riesce a dare filo da torcere ai siciliani d'alta classifica fino al 95'.
Senza giri di parole, la sconfitta a Palermo era messa in conto. Da tutti, nessuno escluso. E per come si era indirizzata nel primo tempo, tra gol lampo e un rosso decisamente fuori luogo a Zuccon (doppio giallo in mezz'ora, di cui il secondo proprio, ma proprio esagerato), la frittata sembrava proprio fatta. E invece, complice un gesto da vero suicidio sportivo di Blin e un Mantova che, nella difficoltà più alta ha saputo tirare fuori carattere e volontà, Marras e co. la stavano raddrizzando. E se fosse arrivato il pareggio alla fine (sanguina l'occasione al 95' di Cella), nonostante le statistiche ingenerose di tiri, gioco e possesso palla, nessuno avrebbe potuto dire nulla. Tant'è che i giocatori del Palermo, a fine gara, hanno esultato e non poco per questa vittoria (e con loro i tifosi e mister Inzaghi, scampato pericolo).
È una beffa diversa dalle altre, una sconfitta che ovviamente fa male per punti e classifica (complici anche i risultati altrui, ahinoi) ma che, paradossalmente, restituisce in parte morale e spinta alla squadra, al mister e ai tifosi. La leva per domenica, contro la Juve Stabia al Martelli, deve partire proprio da qui, da questa ritrovata sensazione di potercela fare, in qualche modo. Non è impossibile.