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Pubblicazione del  
12/7/2026

Triplice fischio, il calcio femminile sparisce da Mantova

Il Mantova Women non si iscrive al campionato: una "mazzata" per tutto il movimento

Triplice fischio finale, il “Mantova Women” non c’è più. Le voci, ad esser sinceri, si erano rincorse per settimane tra atlete, genitori e addetti ai lavori ma speranza e voglia di crederci ancora avevano preso il sopravvento, trasformando il chiacchiericcio in pettegolezzo. L’estate sportiva mantovana però è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da addii eccellenti, fusioni, cessioni di titoli, sparizione di piazze prestigiose. Quest’anno “tocca” alla compagine femminile che tanto bene aveva fatto nel suo lungo percorso, partendo dall’esperienza del Casalmartino e arrivando alla denominazione cittadina, Mantova appunto.

Una Serie C mancata per poco, una realtà oramai solida e consolidata sul territorio e riferimento, per le “grandi”, di tutto il movimento del calcio femminile della provincia (o quasi). Il titolo sportivo passa ora al Soccer Team di Brescia, che raccoglie l’eredità di categoria: l’Eccellenza, conquistata tre stagioni fa e difesa con grande qualità, determinazione e onore su tanti campi del Nord Italia.

Al netto delle motivazioni, delle responsabilità e delle decisioni (che non spetta qui riportare, nel giudizio, nel merito o nelle colpe), la perdita della squadra rappresenta un colpo pesante per tutto il movimento, con un buco (sportivo, ma non solo) che pesa nell’economia di tutto lo sport femminile e dello stesso mondo del calcio, Federazione in testa.

La mancanza di un settore giovanile diretto, bacino fondamentale per la prima squadra, è stata probabilmente la “colpa” maggiore (da contestualizzare, ovviamente, data la difficoltà quantitativa di reperire atlete sul territorio, con una già troppo frammentata diffusione di altre realtà) nel medio lungo periodo, unita all’impossibilità (perché non vogliamo parlare di passione o capacità) di fare rete con altre realtà, sia professionistiche (in una visione globale del sistema) che non.

Peccato, un vero peccato. L’unica speranza finale, a conclusione di questa vicenda, è che qualcuno raccolga non l’eredità (già perduta con la cessione del titolo) bensì tutto quello che di buono rimane, cominciando dalla passione delle ragazze.

Pubblicato su La nuova Cronaca di Mantova il  
12/7/2026
Ernesto Valerio