Quando l’immagine diventa astratta

9 Giu 2023 | Cultura & Società, Tutti gli articoli | 0 commenti

In mostra opere di sei autori

Da sabato 10 giugno (ore 17) nell’ex Refettorio monastico dell’abbazia di San Benedetto Po, nella cornice dell’affresco del Correggio e della tela del Bonsignori, si può ammirare la mostra “L’astrazione dell’immagine” con opere di 6 artisti contemporanei, che risiedono tra la Lombardia e l’Emilia Romagna.

Massimo Lodi, classe 1964, mantovano di Poggio Rusco è pittore per passione. Già a prima vista nelle sue opere colpisce l’estrema eleganza del tratto e della pennellata. Ogni suo dipinto coinvolge l’osservatore. La sua è un’astrazione libera e gestuale, che si spoglia delle tradizioni accademiche e delle regole per far prevalere i fenomeni pittorici ed emozionali.

Antonella Bertoni è una delle pittrici mantovane più attente, sia nei momenti di ricerca che in quelli di realizzazione e, cultrice di varie tecniche e cicli, sviluppa temi e approfondimenti diversi tra loro. Nella ricerca artistica, condizionata dalla sua formazione, la pittura si esprime su vari generi, dal figurativo, all’informale fino al geometrico. Sono opere delicate ma di grande potenza evocativa.

Sempre dalla Lombardia ma da Saronno in provincia di Varese giunge l’artista Paolo Boscolo. Autodidatta inizia la sua carriera pittorica nel 1997 dipingendo volti surreali, frutto della sua fantasia. Negli anni seguenti dopo varie sperimentazioni, opta per la tecnica informale, dove riporta nelle opere le proprie emozioni. Gioco di fantasia e creatività che fin da bambino lo attrae e lo diverte. Le sue opere con colori metallici sono collezionate da grandi imprenditori lombardi e non solo.

Paola D’Antuono nasce a Sassuolo (Modena), dove risiede e opera. I reticoli delle opere rappresentano l’insieme di legacci e condizionamenti da cui l’uomo è circondato ogni giorno, anche quando s’illude di essere libero. Il colore invece, spesso vivace, rappresenta la via di fuga e la cura dell’anima e delle sue tensioni. Gli ultimi lavori si addentrano maggiormente nella sfera psicologica umana, indagando l’io più intimo.

Modenese anche l’artista Massimo Riccò, che dopo un primo approccio di tipo paesaggistico impressionista, di carattere prevalentemente figurativo, nel corso degli anni ha consolidato una costante evoluzione verso la rottura della forma. Affidando al colore il compito di conferire all’opera forza e spontaneità. Costante è la ricerca compositiva di soggetti di varia natura, e lo studio dei diversi materiali da poter utilizzare per rendere efficace il linguaggio artistico.

Ospite della mostra è Giuliano Ottaviani, nato a Foligno di Perugia dove ha frequentato la Scuola D’Arte. Poi sotto l’occhio critico del Maestro Domenico Purificato ha conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Una sua scultura marmorea di 5 metri di altezza è esposta a Changchun poi a Shanghai in Cina, città che acquisisce numerose opere per la collezione pubblica. L’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli ha attribuito l’onorificenza al merito di Cavaliere della Repubblica Italiana per l’arte.

La mostra resterà aperta al pubblico con guida della curatrice Barbara Ghisi ogni sabato e ogni domenica sino al 2 luglio compreso. In settimana su prenotazione al numero dell’Info Point San Benedetto Po: 0376 623036.

Sintonizzarsi con Alzheimer

Esiste una sorta di falsa credenza generalizzata: le persone con l’Alzheimer o altri tipi di demenza tendono a disconnettersi dal mondo esterno per entrare nel loro mondo interiore distante e irreale. Questo non è vero, e solo pensando che la persona affetta da Alzheimer sia diversa, perde la sua identità di fronte alla società e i suoi sentimenti perdono la loro validità quasi in modo automatico.

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Ostiglia, ricco cartellone

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