Leo non finisce di ruggire

2 Ott 2023 | Palcoscenico, Tutti gli articoli | 0 commenti

Tra ricordi e soddisfazioni la voce del “Rigoletto” rimane potente e chiara


La consegna del Premio Enzo Dara a Leo Nucci non è stata una consueta e formale cerimonia, ma si è tradotta in momenti densi di ricordi, di affetti, perfino di commozione, e chiusi davvero in gloria.
La serata, sabato 23 settembre, organizzata dall’Associazione AmareMantova, era iniziata purtroppo – ci dispiace dirlo, ma il dovere di cronaca lo impone – con un ritardo di oltre mezzora rispetto all’orario annunciato: è un problema, quello del ritardato inizio, che da tempo denunciamo, poiché sembra essere diventato una costante di molte manifestazioni musicali mantovane.
E anche nel caso nostro di musica ce n’era parecchia! Infatti, una volta riempita la platea del Teatro Bibiena (precluso l’accesso ai palchetti) e terminati i brevissimi saluti delle autorità, come da programma è stato eseguito il Requiem KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, portato a Mantova dall’orchestra giovanile Euthaleia diretta dal venticinquenne Sebastiano de Salvo. Fondata cinque anni fa a Trento, dapprima come ensemble cameristico d’archi, poi via via ampliata fino ad assumere l’attuale organico di complesso sinfonico, l’Euthaleia è stata in grado di affrontare recentemente il repertorio beethoveniano e mozartiano, e giusto a Mozart si è rivolta la sua ultima produzione con il Requiem trasferito, dopo il debutto nel Trentino, anche al Bibiena. L’ esecuzione, tenuto conto sia della sublimità del capolavoro di Mozart sia della fortunata gioventù degli esecutori, tutti professionisti di età inferiore ai 30 anni (qualcuno ne ha solo diciotto!) è risultata più che dignitosa, guidata dal gesto chiaro del direttore, sostenuta dall’ottimo Coro, e accompagnata dalle voci soliste del soprano Elena di Marino, del mezzosoprano Cecilia Bernini, del tenore Angelo Goffredi e del basso Lorenzo Ziller.
Seguiva la consegna del Premio Enzo Dara al grandissimo baritono Leo Nucci, e da questo momento la serata s’è fatta veramente straordinaria. È toccato a Ivana Dara, moglie dell’indimenticabile Enzo, porre nelle mani dell’amico Leo la bella statuetta – opera di Andrea Jori – che costituisce il Premio e che raffigura il busto di un vivacissimo Dara. Nessuna ufficialità nelle parole di Ivana e nel ringraziamento “del Leo”, ma un fiume di ricordi del tempo passato insieme dai due artisti e dalle loro mogli a Tokio, a New York, nei teatri di mezzo mondo, a cantare l’opera italiana e a cercare… ristoranti italiani! Colleghi nella professione e amicissimi nella vita, “il Leo” e Enzo erano divisi solo dalla rivalità sportiva: entrambi appassionati di ciclismo, tifavano l’uno, il Leo, per Fausto Coppi, e l’altro per Gino Bartali. L’abbraccio tra il grande baritono e Ivana Dara pone fine all’onda dei ricordi, non senza un groppo alla gola che lui deve farsi passare perché….vuole cantare! Ha 82 anni – dichiara – ma vuole cantare nella città dei suoi esordi, dove ricevette il Premio Ettore Campogalliani, nella città del “gobbo” (“avete capito chi è!”), il suo indiscusso cavallo di battaglia. E quando attacca “Cortigiani, vil razza dannata” un tuono fa vibrare teatro e pubblico. La voce è quella di sempre, la potenza uguale, la dizione ferma e chiarissima, l’intonazione perfetta. È il Rigoletto ormai iconico! Incredibile, a 82 anni! Ovazione alla fine, pubblico in piedi, entusiasmo frenetico. Nucci ringrazia e chiede al pianista che l’ha accompagnato se conosce “Non t’amo più”, romanza da camera fra le più belle di Francesco Paolo Tosti (vecchio marpione, il Leo: finge di improvvisare, ma si capisce bene che era già tutto preparato!).
L’intensità emotiva, l’espressività e la bellezza di quel canto non li scorderemo più.
Grazie, intramontabile Leo!

Roberto Chittolina

Ostiglia, ricco cartellone

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