APAM difronte a scelte future per garantire servizi adeguati

13 Ott 2023 | Attualità, Cronaca, Economia, Prima Pagina, Tutti gli articoli | 0 commenti

Trasporto pubblico – Problemi dell’Azienda e disagi per i viaggiatori

Utenti penalizzati: ritardi e mancate coincidenze – Nuove normative europee in materia di ambiente – Perplessità su competenze degli amministratori

Urge la necessità di riflettere sul futuro dei trasporti pubblici su strada a Mantova e sulle problematiche finora evidenziate soprattutto dagli studenti e dagli utenti che utilizzano il servizio quotidianamente.
Dietro questa crisi c’è molto di più perché le colpe vanno divise. Sicuramente tra chi è chiamato a governare e controllare l’azienda e tra le scelte senza lungimiranza di istituzioni regionali e statali.

I FATTI
Autobus in ritardo, sovraccarichi, rotture sono solo alcuni dei deficit dimostrati dal Trasporto Pubblico Locale (TPL) cittadino e provinciale in questi mesi.
In seguito all’intervento dell’Amministrazione provinciale con fondi propri per evitare tagli a linee e personale non si è riusciti a risolvere i problemi riscontrati dagli utenti stessi: anzi, il percepito è l’esatto opposto.
Nello specifico proprio le rotture di carico, cioè il capolinea delle linee extraurbane in parcheggi scambiatori dove gli utenti devono passare ad altro bus per raggiungere la propria destinazione, manifestano l’esigenza di rispettare gli orari per non perdere la coincidenza: tutto ciò complica ulteriormente la situazione visto che spesso i ritardi sono sempre più frequenti. In sostanza nell’anno scolastico 2023-2024, seppur appena iniziato, si può già dire che la qualità dei servizi offerti sia quantomeno scadente visto che più di uno studente che deve arrivare a Mantova da Comuni non limitrofi lamentano il mancato rispetto delle tabelle orarie.
Inoltre sorge qualche dubbio sulle effettive competenze in merito alle questioni di trasporti pubblici: lo evidenzia l’elenco dei componenti il consiglio di amministrazione dell’APAM in carica da fine giugno, presidente compreso.

FONDI E PNRR
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e l’Unione Europea richiedono la decarbonizzazione dei mezzi, ovvero trasporti più eco-friendly che arrivino a non emettere CO2.
A tal proposito la gestione dell’Azienda Pubblici Autoservizi Mantova (APAM) si mostra ancora poco recettiva, utilizzando prevalentemente autobus a metano che spesso presentano problemi meccanici durante il servizio.
Già, il metano proprio l’agente che è secondo responsabile del riscaldamento globale, avendo un tempo di permanenza nell’atmosfera inferiore all’anidride carbonica e nel contempo dall’effetto inquinante molto superiore.
Altra richiesta europea è la transizione della gestione dei trasporti da privata a pubblica.
In controtendenza con la direttiva europea il servizio sia urbano che extra mantovano verrà messo al bando, anche se non nell’immediato e alla luce dei fatti citati è lecito chiedersi come APAM potrà rispondere alle richieste green mosse dall’Europa.
Come cercherà di agire nel 2024 e negli anni a seguire per migliorare la qualità dei propri servizi? La vera domanda da porsi è se sarà in grado nuovamente di aggiudicarsi la gestione dei trasporti a Mantova e provincia?

KYOTO CLUB
Il 4 ottobre dall’audizione tenuta nella sede della Commissione Trasporti della Camera dei deputati dall’associazione non profit per la mobilità sostenibile Kyoto Club, emerge uno stato del Trasporto Pubblico Locale (TPL) in Italia ancora in difficoltà, specialmente con le esigenze di qualità e sostenibilità richieste in questi tempi.
Il dato più preoccupante è che i mezzi privati costituiscono ancora oltre i due terzi degli spostamenti giornalieri nel Paese, con il tasso di motorizzazione più alto d’Europa (ad esempio nel 2021 a Roma sono state registrati 765 mezzi tra auto e moto ogni 1000 abitanti) e che buona parte di essi rientrano nella classe di emissione più inquinante, cioè euro 3 o inferiore. Spetta proprio agli enti pubblici rispondere alla domanda di emissioni zero e rivoluzione verde che pone l’Unione Europea.
Considerando i dati tratti dall’Osservatorio Mobilità Sostenibile l’Italia risulta quindi ben lontana dal desiderio di sostenibilità espresso dagli altri Paesi.

RISPOSTE e FONDI
La risposta che deve arrivare dal TPL sta però mancando a causa di una rete per i trasporti sostenibili insufficiente e di una difficoltà negli investimenti per potenziarla.
Anzi Cassa Depositi e Prestiti stima che tra il 2010 e il 2012 siano stati tagliati circa 1,4 miliardi di euro al servizio, causandone una riduzione e quasi cancellazione, specialmente nelle regioni che non hanno contribuito di tasca propria senza ritorno nel lungo periodo.
Secondo Kyoto Club il Fondo Nazionale Trasporti dovrebbe disporre di almeno 6 miliardi come dotazione statale annua per poter fornire una mobilità pubblica di qualità e per investire nell’ammodernamento dei veicoli, cercando di raggiungere un’età media degli autobus di 7 anni, in linea con quella europea.
La media attuale al 30 giugno 2022 è di 10,4 anni, che significa maggiori costi di manutenzione ed ovviamente di inquinamento.

OBIETTIVI
Serve pertanto un piano di lungo termine e importanti investimenti, che vadano oltre ai fondi forniti dal PNRR da parte di ogni amministrazione per poter assumere più personale, che scarseggia sia a Mantova che in tutto il Paese e garantire standard di qualità e precisione adeguati, evitando ritardi eccessivi, cancellazioni di linee e mancate fermate.
I trasporti pubblici devono quindi sviluppare un’attrattiva maggiore a livello qualitativo e quantitativo per rappresentare una valida alternativa ai veicoli privati, garantendo:

  • regolarità nel rispettare gli orari delle fermate
  • rapidità nel raggiungerle
  • intensità cioè frequenza nel passaggio dei mezzi
  • comfort nel numero di passeggeri non eccessivo e nella pulizia degli interni
  • costo accessibile e reperibilità dei biglietti e degli abbonamenti
  • buona condotta di guida da parte dei conducenti
  • tendenza ad emissioni zero dei mezzi.

CONCLUSIONI
L’aspetto delle competenze già accennato all’inizio sarà la chiave per gestire le situazioni che si dovranno affrontare. Senza managerialità competente le parole non possono far seguire i fatti che tutti si aspettano per il miglioramento del servizio.
Davanti a questi presupposti il consiglio di amministrazione e il nuovo presidente APAM che intenzioni hanno?
Per risolvere i problemi già evidenziati in questo ottobre caldo servono una visione nuova e strumenti adeguati per realizzare un reale miglioramento per il TPL nel territorio per i prossimi anni.
A tal proposito, partendo dal territorio mantovano con APAM, si dovrebbe proporre un vero e proprio sondaggio tra cittadini e amministratori pubblici su come reputano il servizio nell’area e come dovrebbe essere per l’immediato futuro, instaurando una fondamentale collaborazione tra pubblico e gestori perché non esiste altro modo per capire le esigenze dei mantovani.

Andrew Boscaini

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