Affetto e sensibilità rimangono al centro di questa storica NIC

9 Giu 2023 | Cronaca, Prima Pagina, Tutti gli articoli | 0 commenti

“Si conferma sempre più lo stretto legame con Mantova: qui si trovano le nostre radici Centinaia di iniziative anche per la pace”

Quarantadue anni di attività, centinaia di Partite del Cuore, trecento associazioni benefiche sostenute in Italia e all’estero, più di cento milioni di euro raccolti. Questi sono alcuni dei grandi numeri che la Nazionale Italiana Cantanti (NIC) può vantare. Uno dei simboli della Nazionale è Gian Luca Pecchini, suzzarese di nascita e storico team manager della squadra.

Pecchini, come nacque l’idea della Nazionale Cantanti?
“Era il 1981 e mi trovavo a Coverciano per frequentare un corso com l’obiettivo di diventare dirigente sportivo. A tenerlo era Italo Allodi, che peraltro è legato a Mantova: era lui il dirigente dei biancorossi che furono promossi per la prima volta in Serie A, a inizio anni Sessanta. Dopo numerosi successi con il Mantova e poi con l’Inter, Allodi era stato chiamato dalla Federazione a tenere i primi corsi per diventare allenatori e dirigenti. Un giorno, venne a trovarci a Coverciano Mogol, che passava di lì perché era diretto a Fiesole, dove stava andando a incontrare Giancarlo Bigazzi. In quel periodo, Mogol aveva terminato il sodalizio con Battisti ed era alla ricerca di nuovi progetti. Venne da noi a chiedere se ci fosse qualcuno disponibile a dirigere la squadra di calcio che lui stava fondando. Precisò che si trattava di una associazione benefica, formata da cantanti italiani. A quel punto, accettai l’incarico e cominciai la mia splendida avventura con la Nazionale Cantanti”.

Da sinistra: il dottor
Massimo Franchini
direttore del reparto
SIMT dell’ospedale
“Carlo Poma”,
Marcella Deantoni
vice presidente
dell’Associazione
Boom, il cantante
Moreno e Gian Luca
Pecchini direttore generale della NIC.

A destra: il gamer Zblito.

Mantova ha un legame speciale con la Partita del Cuore
“In effetti, c’è una radice mantovana nelle origini: ricordo la prima partita giocata al “Martelli”, nonché una delle prime in assoluto della Nazionale Cantanti.
“Era il 1982 e, accanto a Morandi e Mogol, giocarono Facchetti, Boninsegna e molti altri eroi del Mondiale del 1970. Poi ci fu una partita in cui giocammo, sempre a Mantova, con il Clan di Celentano, di cui fa parte il batterista mantovano Gianni Dall’Aglio. Questa credo sia la quinta o sesta Partita del Cuore che si disputa allo stadio “Martelli”, segno quanto mai preciso di un legame indissolubile con questa città”.

Qualche anticipazione su quello che vedremo l’11 giugno?
“Prima della partita, ci sarà un ampio spazio dedicato alla musica. Verrà fatto un omaggio a Dalla e a Battisti. La band che si esibirà è diretta proprio da Gianni Dall’Aglio. Inoltre canteranno anche due artisti mantovani: Jenni Gandolfi e il tenore Angelo Goffredi. Il prepartita sarà affidato a Radio Bruno e allo speaker sportivo Matteo Bursi.
“Sarà un intenso e indimenticabile pomeriggio di musica e di festa, ma anche di memoria. Infatti, verrà ricordato il dottor Giuseppe De Donno e verrà osservato un minuto di silenzio per le vittime della recente alluvione in Emilia Romagna”.

La sua più grande soddisfazione in questi quarant’anni di attività?
“La Partita del Cuore del 25 maggio 2000. Quel giorno, la Nazionale Cantanti affrontò una selezione formata da israeliani e palestinesi, uniti per la prima volta dopo anni di conflitti. Scesero in campo, prima della partita, anche i Premi Nobel per la pace Yasser Arafat e Shimon Peres, a simboleggiare la pace tra Palestina e Israele. Quella fu davvero una festa senza precedenti, sia in campo che fuori. In tribuna c’erano anche Pelé, Sean Connery e Schumacher, mentre giocarono campioni come Platini, Beckenbauer e Roberto Baggio. Tutti uniti, come sempre, per fare del bene”.

Francesco Raffanini

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